il Caffè, settimanale di attualità, politica, cultura e sport

Appartamenti, Casa, Case e Immobiliari da cercare o inseriere online Auto Occasioni Veicoli Occasione Indirizzi ditte, mercato, mercato del lavoro
 

       
Imposta il Caffè
come homepage
 
 Homepage InchiesteCronacaPoliticaEconomiaSocietàCulturaSportMotoriIncontriBenessereReportage
 
 

Il caso

“L’Italia decide quando devo
vedere mio figlio, è una follia!”


Simonetta Caratti


La sua storia ha fatto il giro di quasi molti uffici federali e cantonali di polizia, ne ha discusso il Consiglio federale, in ogni incontro diplomatico tra Svizzera e Italia c’è in agenda il caso Guareschi, la brutta storia di Alessandro, sei anni, da tre vive lontano dalla madre. Per la Svizzera il bimbo è stato rapito dal padre che, nel rispetto di una convenzione internazionale sui minori dell’Aia, doveva riconsegnarlo già la scorsa primavera alla madre, cui è affidato. 

Una storia infinita, una sofferenza che sfiora la pazzia, quella che vive da tre anni Giovanna Guareschi privata di suo figlio. Per due anni solo visite sorvegliate. Da un anno non lo vede proprio, anche se è affidato a lei. Dopo l’appello di settimana scorsa sul Caffè qualcosa si è sbloccato, un timido spiraglio dall’Italia: “Hanno fissato due incontri, di un’ora ciascuno, a febbraio e marzo”, dice la madre, più confusa che rassicurata. Alessandro dovrebbe vivere nella sua casa di Cademario, invece deve vederlo un’ora al mese, quando decidono i servizi sociali italiani: “E’ una follia”. 

Anche il padre, Giuliano Rastelli,  interviene nella vicenda, confermando che Giovanna, non vede il figlio da un anno, ma avrebbe mancato alcuni diritti di visita: “Non è l’Italia che non le permette di vedere suo figlio ma è lei che non viene”, scrive al Caffè. 

Accuse senza fondamento ribatte  la madre, insegnante di inglese : “Ogni volta c’era un problema. Per tre volte arrivata a Fidenza per vedere mio figlio, annullavano all’ultimo secondo l’incontro con un fax al mio avvocato a Lugano; una volta è arrivata pure la polizia; oppure mi fissavano appuntamenti nei giorni lavorativi, per me era impossibile andare”. L’Italia ha rivoltato come un calzino la madre sospettata di maltrattamenti senza cavarci nulla; una accusa già approfondita e archiviata dalla giustizia svizzera.


21.02.2010 - 01:00
 




Gli Appunti Del Caffe

SCARICA IN PDF

IL BOSS
E IL GIUDICE

Lillo Alaimo
Lo scandalo che ha sconvolto
il Ticino

SCARICA


ETIC(HETT)A

Padre Callisto
La raccolta dal 1998
al 2000

SCARICA




SCIOPERO

Hanspeter Gschwend
A Bellinzona
il Cantone
si rivolta

SCARICA



DAL PARADISO
AL PURGATORIO

Angelo Rossi
Sviluppo
economico
del Ticino

SCARICA


AMORE
& SESSO

Linda Rossi
Le risposte alle lettere dei lettori

SCARICA



 
L'impressum
La redazione
I fascicoli
La tiratura
I lettori
   
 

Il PIZZINO

Accusato di pedofilia,
il maestro Pletnev potrebbe essere condannato
alla “direzione forzata” dell’Orchestra
della Svizzera italiana



Ritratti ieri e oggi

Elaborazione grafica
Renè Bossi

Il futuro in un tratto

L'anno nuovo visto
da chi illustra il Caffè

In prima pagina

Tutte le copertine
del Caffè dal '98

 
In copertina
Primo fascicolo
Colpi di testa
 






Iniziativa - Il mio desktop

Inviateci i vostri sfondi
di scrivania

I sondaggi

Nomi e percentuali
dei fatti e della politica

SESSO E AMORE

Ho sempre più fantasie sessuali e temo di masturbarmi troppo

QUA LA ZAMPA

Un “tipo” che cade
sempre in piedi!




Ultim'ora...


BENESSERE

Il caldo è nemico
della salute degli over 70

I NOSTRI FIGLI

Extraterrestri? No,
genitori come tanti altri

MODA

Hot

INCONTRI

Natascia Leonardi

REPORTAGE

Gaza
Una città senza sogni

LA PAROLA

Stranieri

PAGINE D'OGGI

Il tao dalla Cina di ieri
alla Cina di oggi

MOSTRA

Un doppio percorso
tra gladioli e ritratti

SAPORI E SAPERI

Carpaccio di bresaola, melone e pera




Trova il tuo ristorante

Per organizzare a tavola
Il vostro tempo libero

   
Copyright © Il Caffè - Tutti i diritti riservati