L’orchestra della Svizzera italiana (Osi) è salva. O quasi. I due milioni e mezzo che verranno a mancare nel 2013, a seguito del piano di risparmio attuato dalla tv nazionale Srg-Ssr, sono stati quasi tutti “recuperati”. Lo ha reso noto Claudio Generali, presidente della Corsi, nel corso dell’assemblea annuale tenutasi ieri, sabato, a Lugano. A far fronte al deficit saranno: il Cantone (mezzo milione), la Rsi (mezzo milione), la stessa Srg-Ssr (che abbonerà i tagli di mezzo milione), la città di Lugano (un altro mezzo milione), la Corsi stessa (100 mila franchi). Nonché i comuni “ricchi” della cintura luganese e alcuni privati sollecitati dal gruppo “Salviamo l’orchestra” (già raccolti circa 300 mila franchi). Soluzione quasi a portata di mano, anche se Generali è stato subissato di critiche nel corso di un’assemblea decisamente “elettrica”, tenutasi proprio nel teatro-studio dove registra l’orchestra. Un violinista, Andreas Laake, gli ha perfin dato del venditore di banane. “D’accordo che è da persona intelligente non aspettarsi riconoscenza, e che, come diceva Cicerone, per averne è meglio prendersi un cane - ha risposto Generali –, ma non esageriamo. Non chiedo riconoscenza, ma mi aspetto che si lavori nella stessa direzione”. Ma la sua ricostruzione dei fatti, nonché il giudizio sulle rivendicazioni ticinesi, valutati alla stregua di “accattonaggio sistematico”, non sono stati graditi da Giovanna Masoni. Puntigliosa e precisa, la municipale di Lugano, ha ritenuto la ricostruzione di Generali mistificatoria e poco corretta: “Lugano farà la sua parte, ma non è corretto ribaltare le scelte della Srg-Srr su chi è chiamato a subirne le conseguenze”. Anche per Marco Blaser, ex direttore Rsi, più cortese nei modi, ma duro nella sostanza, Generali non avrebbe avuto il vigore necessario nel difendere le ragioni del Ticino. La colpa del presidente della Corsi? Non avere difeso con sufficiente convinzione (“Minacciando le dimissioni, se del caso”) e di aver mercanteggiato uno sconto, rispetto alla richiesta dell’assemblea Corsi che voleva un abbuono totale. Effettivamente Generali ha ammesso di aver chiesto solo un dimezzamento ottenendo infine una riduzione di mezzo milione: “Ma occorre essere consapevoli di ciò che si può chiedere”. Tanto rumore per nulla, però. Dopo un’accesa e confusa discussione, su proposta di Anna Biscossa, nella veste di mediatrice, la risoluzione del gruppo “Salviamo l’orchestra”, che chiedeva alla Ssr di rinunciare ai tagli e di costituire con l’Osi un centro di competenza musicale nazionale, è stata ritirata. Al suo posto un impegno formale da parte di Generali, di formare un gruppo di lavoro fra cantone, città, Osi, conservatorio, Ssr per realizzare appunto questo centro di competenza musicale.
Liquidate in poche battute altre importanti questioni: dalla precarietà del lavoro all’interno della Rsi (denuncia di Cristina Ferrari, dell’Associazione giornalisti ticinesi), allo stato di fatto dell’operazione di convergenza (Fabrizio Ceppi), alla qualità dei programmi (Tiziana Mona). Con qualche scintilla di troppo fra qualche presente, un invito alla Corsi “di licenziare Sofia per le sue cronache parziali dall’Italia” da parte di un socio. I conti sono stati approvati in un battibaleno nonostante il deficit d’esercizio di 48 mila franchi (su 550 mila): i costi dello spot per sostenere l’orchestra. Nell’introduzione Generali ha ricordato il giornalista Dario Robbiani, recentemente scomparso “Critico, ma utile all’azienda anche da fuori”, e ha delineato il cammino che ha portato Srg-Ssr a nominare Roger de Weck nuovo direttore.
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