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Un viaggio
nella storia


Giò Rezzonico


L’isola di Cipro è nota soprattutto per le sue località balneari alla moda, che offrono un’animata vita notturna. Ma non è solo questo, anzi…! Terra di frontiera, là dove il Mediterraneo ondeggia tra Europa, Asia e Africa, Cipro ha vissuto in stretta contiguità con le principali civiltà dei tempi antichi: da quella siriano-fenicia a quella romana, passando per le civiltà egizia, greca ed ellenistica. Poi si sono susseguiti i bizantini, gli arabi, i templari, i Lusignano, Genova, Venezia, i turchi, gli inglesi. Queste civiltà hanno lasciato sull’isola numerose testimonianze. Se poi si aggiunge una natura selvaggia, dove non è arrivata la speculazione edilizia, con un mare azzurrissimo, si può ben capire perché costituisca una destinazione meritevole di un vero e proprio viaggio e non un di un semplice soggiorno balenare. Percorrendo la storia della terra di Afrodite - si racconta che qui apparve dalla spuma delle onde sollevate dal vento - l’itinerario descritto a pagina 43 si sofferma sulle testimonianze lasciate dai numerosi popoli che nel corso dei secoli hanno occupato l’isola. Il viaggio riviste anche un notevole interesse politico per la divisione di Cipro tra il nord di cultura turca e quindi musulmana e il sud legato alla civiltà greca e di religione ortodossa. Una frattura che affonda le sue radici nella storia antica. Il nostro itinerario inizia da Nicosia, dove al museo archeologico si ha un primo approccio con i reperti più antichi risalenti al periodo aureo (750-475 a.C.) delle città-stato, sorte quando i primi coloni greci giunsero sull’isola.

Nella seconda metà del IV secolo a.C. i ciprioti non esitarono ad allearsi con Alessandro Magno, fornendogli il supporto di 120 navi, per liberarsi della dominazione persiana. Durante la lunga epoca ellenistica, conclusasi nel 58 a.C. con l’annessione di Cipro ai territori di Roma, l’isola visse in condizioni di relativa pace e benessere. Le Tombe dei Re del III secolo a.C., che si possono visitare a Pafos, sono un’eloquente testimonianza del livello raggiunto dall’isola in questo periodo.

Con i romani le cose andarono ancor meglio. Rispettosi delle culture locali, come nel loro stile, i nuovi padroni in cambio dei soliti tributi costruirono strade, ponti, acquedotti, terme, teatri, palestre e splendide ville ornate di mosaici. Di quest’epoca si possono visitare parecchie testimonianze nei siti archeologici di Salamis al nord e di Pafos - straordinari i mosaici - e Kourion al sud. Crollato l’impero di Roma, fu Costantinopoli a ereditare il possesso di Cipro. Sotto il dominio bizantino l’isola vivacchiò per tre secoli fino a quando sulle sue coste si scatenarono le incursioni dei musulmani. Qua e là, nei punti più strategici, sorsero fortezze difensive di cui si visitano le suggestive rovine. Riccardo Cuor di Leone pose fine al predominio bizantino e vendette quindi l’isola ai Cavalieri Templari, sconfitti a Gerusalemme da Saladino, i quali la cedettero a loro volta a Guido di Lusingano, già re di Gerusalemme. Della dinastia dei Lusignano, che prosperò per alcuni secoli, rimangono imponenti castelli costruiti sulle rovine di quelli bizantini, la splendida città di Famagosta con le sue innumerevoli chiese e con la sua preziosa cattedrale gotica trasformata in moschea come quella di Nicosia. Sono di questo periodo anche le chiese bizantine costruite nella discosta regione del Troodos dai sacerdoti ortodossi, che si ritirarono sulle montagne perché mal tollerati dai cattolicissimi Lusignano.

Del periodo veneziano (1489-1571) rimangono soprattutto opere militari, bastioni, mura e fortezze costruite invano per tenere lontani gli ottomani, che conquistarono l’isola a partire dal 1570. Cipro rimase sempre una provincia di secondo piano di quest’impero, di cui non rimangono testimonianze di grande rilievo.


25.07.2010 - 01:00


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