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Vantaggi e inconvenienti del turismo low cost
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I forzati
delle vacanze
CLEMENTE MAZZETTA

Forzati delle ferie uniamoci e viaggiamo per il mondo... tutti in piedi, anche sui voli aerei. Come sul bus o in metropolitana. Uno dietro l’altro, come quando si è in coda in auto, con tanto di bagagli, valigie e canotti sul tetto, sull’autostrada che porta a Rimini, alla pensione Miramare: 120 franchi per due persone più un bimbo, tutto compreso, all inclusive, bevande e pranzi, posto in spiaggia con ombrellone.

Era ora. Dopo la “tassa sulla toilette”, due franchi per far pipì a 10 mila metri, dopo la “tassa sulla ciccia” - i passeggeri obesi pagano di più di quelli filiformi (un tanto al chilo) - Ryan Air, la più nota delle compagnie aeree low cost, vuole introdurre lo sconto per chi vola… in piedi. Offrirà posti in piedi per i turisti fai da te con sconti del 20%. Alcuni addirittura a costo zero. Da provare nel prossimo viaggio Bergamo - Londra a 20 euro, neppure 27 franchi.

Del resto le vacanze, sono il campo di sperimentazione privilegiato dei forzati del “low cost”. Di quelli disposti a tutto per una settimana al mare. Disposti ad alzarsi alle 4 di mattino, a caricare l’intera famiglia sull’auto, a guidare per sei/otto ore in autostrada sotto un solleone di “fantozziana” memoria. Ma senza spendere una fortuna (tranne che per il pedaggio dell’autostrada che è aumentato: Lugano-Rimini 23 euro, 30 franchi). Anche perché non tutti possono fare vacanze senza badare a spese.

Soprattutto i più giovani, che di franchi in tasca ne hanno pochi. “Ma anche per i giovani che dopo il liceo, per festeggiare la maturità amano fare le vacanze in gruppo, magari in appartamentini spendendo poco – nota Gaby Malacrida, portavoce di Hotelplan –. Anche a loro sconsiglio il fai-da-te, meglio rivolgersi all’agenzia perché gli inconvenienti sono dietro l’angolo”. Spesso succede loro di restare senza un franco nella più sperduta isola della Grecia. “In questo caso, se la prenotazione è avvenuta con un’agenzia in poche ore gli si possono inviare i soldi per il ritorno - aggiunge Malacrida - . Non solo: quando c’è stata l’interruzione dei voli su tutta Europa per l’eruzione del vulcano islandese, chi aveva prenotato tramite un’agenzia ha avuto una migliore assistenza”.

Due casi pratici, per tranquillizzare le famiglie. Ma quando si è giovani, si cerca di risparmiare nei viaggi e nell’alloggio, preferendo ostelli (offerte a 10 euro al giorno), Bed & Breakfast a 15 euro, locande a basso prezzo, alloggi di fortuna, campeggi “selvaggi”. Spesso viaggiando con lo zaino in spalla, chiedendo ospitalità gratis in cambio di un futuro contraccambio, facendo “couch surfing”, che letteralmente significa “saltare da un divano all'altro”, tramite un’associazione sul web che mette in contato gli interessati fra i vari Paesi. O inventandosi vacanze in nave cargo...

Insomma, dal secolo scorso, dagli anni ‘50 che segnano il discrimine per cui le ferie non sono più appannaggio delle classi benestanti, ma un diritto riconosciuto alle classi operaie nei contratti delle grandi fabbriche, al boom economico degli anni Sessanta, che ha permesso a tutti di andare al mare sull’utilitaria (di solito sulla 500) a oggi, il mito delle vacanze si è continuamente reinventato. Passando dalle vacanze balneari a basso costo sulla costa romagnola a quelle ancor più basse di Sharm El Sheikh, la nuova Rimini sul mar Rosso (220 euro (300 franchi), 4 stelle, pensione completa 7 giorni).

Ma siccome vacanze per tutti sì, ma non tutti sono uguali, chi ha i soldi continua ad andare nei posti più esclusivi, da Forte dei Marmi a Portofino, da Porto Cervo a Taormina.

 

cmazzetta@caffe.ch

2010-07-25 01:00:00