
Basta chiudere gli occhi, fare un lungo sospiro e come nella macchina del tempo comincia un viaggio all'indietro negli anni a bordo del tappeto giallo. La pellicola si riavvolse al contrario e prima sfocate poi sempre più nitide appaiono le immagini di Hollywood, ecco che a seguire c'è il cambio di scena e arrivano spezzoni della Dolce Vita, via Veneto, Trinità dei Monti e via Margutta a Roma. "Qui mi sarebbe piaciuto svolgere la mia professione: parrucchiera". Pamela Finocchiaro ama il cinema e pettinare, fare il colore e tagliare i capelli alle attrici erano uno dei suoi sogni da giovane. "In realtà avrei voluto anche aprire un piccolo negozio in un transatlantico o comunque in una di quelle belle navi tutte bianche da crociera, perché ho amato sempre questo lavoro ma amo altrettanto girare il mondo". Il cinema, però, per Pamela ha un fascino particolare: "Soprattutto gli anni Cinquanta, i film in bianco e nero americani o quelli italiani di Pietro Germi, Federico Fellini, Roberto Rossellini. Pellicole che hanno messo in evidenza attrici importanti come Ava Gardner, Greta Garbo, Anita Ekberg, Anna Magnani. Ecco mi sarebbe piaciuto lavorare con loro, averle come clienti, Sono tutte donne che racchiudono una femminilità elaborata e messa in evidenza da tagli particolari, quelle onde, i caschetti, o anche i capelli lasciati sciolti trovo siano state scelte molto azzeccate".
La parrucchiera alla fine diventa una confidente delle proprie clienti. "E avere le attrici nel mio salone mi avrebbe portato a essere ancora più psicologa, perché noi che facciamo questa professione dobbiamo esserlo. Ogni giorno incontro donne diverse, trovi quella insicura che non sa scegliere, quella stressata, quella con una personalità forte, quella che vuole cambiare radicalmente pettinatura. A ognuna devi dare una risposta. Loro si devono fidare di te. Poi ci sono le amiche, che alla fine diventano volitive, magari sperano d'essere privilegiate ma in una attività devi essere corretto con tutti". Le attrici come amiche dunque. "Mentre nella nave da crociera, dove avrei voluto lavorare, trovi gente di passaggio. È un ambiente diverso che tuttavia ti porta a scoprire persone che non incontreresti mai altrove. Qui devi avere tatto, fare in fretta, acconciarle prima del galà o dell'aperitivo all'aperto sul ponte della nave".
Pamela fa questo lavoro da quando aveva 13 anni. "Oggi ne ho 49, basta fare i conti: è una vita intera che ho passato nei saloni. Ho cominciato a Ponte Tresa, poi sono stata a Villa d'Este e infine a St Moritz. Tra le clienti ho avuto Federica Moro, Milva, attrici di teatro. Per la verità inizialmente volevo fare l'infermiera, la ferrista, quella che lavora in sala operatoria. Ero brava nello studio, ma alla fine ho scelto di fare la parrucchiera. E ho aperto un salone tutto mio, sono diventata imprenditrice. Non sono molto brava negli affari, amo di più studiare i tagli, sfruttare la fantasia, avere la complicità e la stima delle clienti. Ho imparato a muovere le mani nella testa delle donne con grande tatto, in alcune occasioni mi è capitato di sentire anche i loro mutamenti, per esempio di alcune ho previsti che fossero incinta. E ho azzeccato. Certo, alcune volte molte vanno via, le perdi, ricevi critiche. Ma tante arrivano. Io punto sempre a tagli armonici, in sintonia con la personalità e il fisico, il volto della cliente. Qualche volta ricevo richieste strane, tagli punk, colori impossibili. Provo a dire no, propongo alternative. Certe volte va bene, altro volte è tutto inutile".
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