
Copywriter, 56 anni
Vado in controtendenza e dico abbiamo troppo, ci circondiamo di oggetti completamente inutili e l’estate, con più tempo a disposizione, diventa una fiera dello shopping senza motivazione… Io, un pubblicitario, che si dà la zappa sui piedi da solo? Ma i miei clienti in fondo non vogliono proprio che li aiuti a vendere i loro prodotti? Potrei cavarmela dicendo che i miei clienti vendono solo “cose utili”, ma il fastidio mi assale lo stesso quando i più individuano - soprattutto in estate - la pubblicità come quei “tormentoni” a cadenza annuale: creme abbronzanti, gelati, bevande fresche, tariffe vacanziere per telefonini, viaggi…
Forse non ci siamo accorti che le politiche di marketing, la strategia pubblicitaria sono una combinazione fra network diversi, i veicoli promozionali sono trasversali e il web non ha il ritmo delle stagioni. La rete è globalizzata, se ne frega se adesso da noi fa caldo e arrivano le vacanze; dall’altra parte del pianeta, magari, sono già in pieno inverno… Forse non ve ne siete accorti, ma ormai si va in vacanza in ogni periodo dell’anno e il problema delle agenzie di viaggi non è competere con le prenotazioni online (che i tanto decantati voli last minute non sono il business che conta), ma con i clienti. È insopportabile scoprire che il candidato viaggiatore ne sa più di loro. Si è documentato in internet, sui forum, sui blog: sa tutto! Idem vale per gli articoli tecnologici; entrano in negozio e a colpi di informazioni tecniche mettono ko qualsiasi venditore. Lo shopping che conta ormai segue messaggi più “filosofici” che di advertising. Guardate il successo dei prodotti Apple, iPhone, iPod, iPad… Dopo la Exxon è la società americana con i migliori risultati di bilancio, eppure in proporzione non è che occupi poi tanti spazi pubblicitari, spot, cartelloni… Sembra a voi. In realtà quello che Apple vende non è neanche più tecnologia, è packaging, idee. E per farlo sfrutta la sponda dei media, a colpi di indiscrezioni, notizie di nuovi prodotti da far filtrare, leggende metropolitane come quella del supertecnico Mac distratto che “dimentica” il prototipo in un bar… Anch’io, nel mio piccolo, non vendo pubblicità. Io assicuro un bagaglio di conoscenze nella comunicazione B2B e B2C estremamente aggiornato. Cosa vuol dire? Forse poco o nulla, ma so che i manager delle aziende che contano parlano così, e punto a loro, non a chi vorrebbe commissionarmi qualche centinaio di adesivi”.
Testo raccolto da Ezio Rocchi Balbi