
“Casa Svizzera” è il nome del primo (e ultimo) club per scambio di coppie in Croazia chiuso dalla polizia il 21 luglio con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. L’ideatore è Zivorad Zika Andjelic, cittadino elvetico di origini serbe, che ha vissuto in Svizzera per 30 anni. Prima di venire arrestato aveva candidamente annunciato: “Non puoi entrare in Europa senza un club per scambisti”. A 63 anni è finito dietro le sbarre, la scorsa settimana, accusato di utilizzare la Casa Svizzera, nel piccolo centro di Santa Domenica di Castellier, vicino a Parenzo, come alcova. Un paio di prostitute offrivano ai clienti i loro favori. Andjelic giurava di aver copiato l’idea dal vecchio continente: “In Germania ci sono 100 club per gli scambi di coppia, in Svizzera una cinquantina e altri 30 in Austria. I turisti che vengono in Croazia e hanno questa attitudine cercano un’offerta del genere durante le vacanze”.
Non a caso la “Casa Svizzera” si trova vicino alla superstrada di grande passaggio che percorre la ridente penisola istriana. Un’insegna al neon con il nome del ritrovo a luci rosse ed il numero di telefono campeggiava come specchio per le allodole.
Il bordello era stato ricavato in una casa istriana su due piani con terrazza. Su internet circola ancora un servizio “porno” di un’emittente locale che si dilunga sulla terrazza a luci rosse. Le sequenze riprendono un paio di coppie sovrappeso, completamente nude, che combinano di tutto. L’ineffabile Andjelic si fa intervistare con una maglietta bianca ed una scritta rossa sul petto: “Capo di Casa”, in stentato italiano. Probabilmente il serbo con cittadinanza svizzera, come ha confermato la questura istriana, deve aver lavorato anche nel Canton Ticino.
La stampa croata sostiene che la Casa Svizzera era frequentata da clienti locali, ma soprattutto stranieri, a cominciare da sloveni e pure facoltosi italiani. Le immagini sul profilo Facebook del bordello mostrano un ambiente ambiguo e modesto con finte vasche Iacuzzi e saune fai da te. I frequentatori, come tutti gli scambisti, si camuffavano con delle maschere. In alcuni casi preferivano le pratiche sado masochiste con tanto di frustini. Fra gli aggeggi a disposizione nella Casa Svizzera venivano propagandate delle curiose manette con peluche rosa, per non far troppo male ai polsi.
Il proprietario ha sempre sostenuto che si trattava di un luogo di incontro e relax fra scambisti, guardoni e omosessuali, ma niente di più. Invece la polizia ha scoperto che due donne croate di 36 e 37 anni vendevano regolarmente le loro prestazioni sessuali ai clienti. Il costo del biglietto d’ingresso del bordello di serie B era di sole 200 kune, l’equivalente di 26 euro.