
38 anni, manager
Lugano
Faccio una riflessione a proposito di indebitamento delle famiglie. Secondo me va imputata la colpa ai politici che come al solito sono latitanti in questo senso. A mio avviso le soluzioni ci sarebbero, ma chiaramente a nessuno importa metterle in atto. Altrimenti i protetti non avrebbero più un impiego fisso e sicuro da 5mila e più franchi mensili per lavorare all’Ufficio esecuzione e fallimenti. Ma veniamo alle soluzioni.
Innanzitutto il divieto di rilasciare una carta di credito o di ottenere un prestito al di sotto dei 25 anni, a meno che non si abbia un impiego con stipendio adeguato. Inoltre, mettere un tetto di spesa alle carte di credito come già fanno molti altri Paesi, e questo viene fatto direttamente dalla banca in base al reddito mensile del richiedente (sarebbe meno discriminante). E poi ci sono fattori derivanti dalla solita ignoranza umana che ormai non ha limiti: donne che fanno un figlio con 5 uomini differenti e poi corrono subito all’assistenza sociale perché non vogliono sposare chi le ha messe incinta, oppure vogliono divorziare perché non funziona il rapporto di coppia, lasciando i figli a loro volta in situazione precaria fin dalla tenera età. Questi sono casi in cui una società civile non dovrebbe più avere a che fare, ma sempre e in nome della democrazia un tossicodipendente può fare sesso e procreare, creando automaticamente un altro disperato.
Purtroppo sappiamo che la condizione sociale in cui si nasce spesso è un problema che ci si porta dietro anche nel futuro, che poi ci siano casi esemplari, ma non è il caso della Svizzera.
Infine, non dobbiamo scordare i giudici spesso confrontati con queste situazioni. Dovrebbero emettere una sentenza decisa e fare da apripista per evitare questi scempi: proponendo un’amnistia a coloro che hanno debiti inferiori ai 50mila franchi, mettendo sull’attenti le società di credito e pure le banche, facendo in modo che queste non emettano più così facilmente prestiti… Chiaramente a chi venisse condonato il debito non avrà più diritto ad ottenere prestiti, a meno di non riuscire a dimostrare, di avere solide garanzie. Ma comunque non per i dieci anni a seguire dal condono.
Sovente poi ci sono casi in cui si fanno prestiti personali e nonostante la buona volontà del debitore a voler risarcire, queste società non hanno scrupoli a uccidere il poveraccio senza diritto di replica, perché tanto sanno che il tal giudice ha azione nella banca, oppure è amico di questo e quello e dunque la frittata è fatta…