
La bugia è femmina? Non più. Uno studio inglese ribalta un’opinione comune: nel raccontare frottole il maschio batterebbe la femmina. Stilata pure la top ten delle bugie. Per lui, da “non ho bevuto molto” a “non è niente, sto bene”, fino a “sono imbottigliato nel traffico” e “sei dimagrita”. Per lei, invece: da “non so dove sia, io non l’ho toccato” sino a “ho mal di testa”, passando per “l’ho sempre desiderato”. Lo studio - condotto su un campione di 3mila persone - ha contato in media 1.092 bugie all’anno per lui; 728 per lei. Queste ultime, nell’82% dei casi, dopo sarebbero pure prese dal senso di colpa, gli uomini solo 7 volte su 10 avrebbero qualche rimorso. Tuttavia, le bugie femminili sono più insidiose, meglio mascherate tra i meandri della verità. Inoltre, durante la ricerca è emerso pure che un bimbo di soli 2 anni è già in grado di mentire. Tappa fondamentale, questa, nel processo di sviluppo cognitivo, sostiene lo psicologo Kang Lee, autore di un’altra ricerca canadese sulla complessità delle strategie del cervello mentitore. E emerge che i bimbi più precoci a dire frottole avranno più successo nella vita. Ecco spiegato il motivo per cui i maschi sono sempre più numerosi ai posti di comando.