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Andrea Vitali
Chi è
Uno dei più conosciuti romanzieri italiani. È medico a Bellano, sul lago di Como. Il suo ultimo romanzo è La mamma del sole
Andrea Vitali
Zimmer frei
Non è il caso di andare troppo lontano per trovare esempi di quanto possa essere cinico l'animo umano. Basta prestare orecchio a una delle tante chiacchiere che si sentono e il gioco è fatto. Non resta allora che l'imbarazzo della scelta, per risolvere il quale basta pescare alla cieca. Ecco, quindi, il caso pertinente  di Oscar Circoletti, albergatore, proprietario della pensione Solaria, sita in un paese del lago di Como del quale, per pietà, si tace il nome. Da "Trattoria Circoletti" con annesso stallazzo sino a prima della seconda guerra mondiale, l'Oscar l'aveva trasformata in pensione, ribattezzandola, solo verso la metà degli anni Sessanta e dopo averla ereditata dal padre che, sul letto di morte, si era raccomandato di non tradire la clientela che aveva fatto la fortuna del locale: amici ormai, secondo il genitore, più che anonimi clienti. Perlopiù si trattava di operai e ambulanti. Anche lazzaroni che il Circoletti padre tollerava, lasciandoli intere mattine in compagnia di un quartino di vino. A babbo morto il Circoletti junior non ci aveva pensato nemmeno un quarto d'ora e impiegando gran parte della considerevole liquidità, che anni e anni di trattoria avevano fruttato, aveva finanziato un'imponente ristrutturazione dell'edificio che, al termine dei lavori, si presentava con una lussuosa sala ristorante là dove prima c'erano tavolacci e panche, due piani di camere da letto, con l'unica pecca di servizi comuni in corridoio, e un terzo piano, ex solaio, riservato ad abitazione del padrone. Lo stallazzo era diventato una comoda autorimessa.
L'antica clientela, davanti a tanto sfarzo, s'era dissolta come neve al sole, comunque destinata all'estinzione dal mutamento dei tempi e dei costumi. In ciò il Circoletti aveva visto bene: il turismo era la linfa che poteva rigenerare la vita di certi paesetti come il suo, facendo rendere la bellezza del paesaggio, offrendo agli appassionati della montagna incantevoli passeggiate e ai fanatici dell'acqua altrettanto sorprendenti gite in barca. Per restare al passo con i tempi il Circoletti s'era anche iscritto a un'associazione di albergatori e aveva inoltrato domanda presso il demanio per avere in concessione un tratto di riva da mettere a disposizione della clientela. Considerò quindi come un giusto premio alle fatiche e ai sacrifici sostenuti l'ingresso nella pensione Solaria del primo cliente straniero. Era la seconda stagione della sua creatura, la prima s'era chiusa con un bilancio appena in pari grazie soprattutto all'eccellenza del ristorante per merito di Prospero, cuoco che aveva girato mezza Europa e che all'età di 50 anni aveva deciso di ritornare sulle rive del lago dove era nato, accettando l'offerta di lavoro del Circoletti. Vestito come se dovesse partecipare a un safari lo straniero, tedesco, investì il Circoletti, che stava alla reception, con un fiume di parole che lo lasciò stordito. Non aveva capito niente. Allora, senza la certezza di pronunciare con esattezza, rispose " Eine moment ", e filò a chiamare il Prospero che delle lingue straniere aveva una certa esperienza. Fu così che dallo stesso cuoco il Circoletti apprese che il tedesco si chiamava Hans Berger e gli aveva chiesto se per caso avesse delle camere libere, zimmer frei. Quella stessa sera, dopo aver personalmente servito herr Berger e signora, che a ogni piatto avevano fatto seguire dei " Gut, gut ! " di pura felicità gustativa, il Circoletti s'era ritirato nel suo appartamento, felice e con due pensieri. Il primo, imparare un po' di lingue straniere, e per ciò sarebbe andato a lezione dal cuoco Prospero. Il secondo, esporre al più presto un'insegna, meglio se luminosa, che segnalasse ai turisti stranieri la disponibilità di camere in affitto. Circa la lingua da usare, il Circoletti non aveva avuto dubbi, il tedesco. Sia perché il primo cliente straniero entrato nella sua pensione era di quelle terre, sorta di segno del cielo, sia perché, molto più prosaicamente, secondo l'esperienza del cuoco Prospero ad essere attirati dal lago erano proprio tedeschi o svizzeri, ma, questi ultimi, di lingua tedesca. Una settimana più tardi l'insegna " Zimmer frei ", non solo luminosa, addirittura lampeggiante, furbescamente concepita a lettere invertite in modo da poter attirare l'attenzione dei viaggiatori in discesa o in salita lungo la strada che costeggiava il lago, faceva bella mostra di sé  sulla fronte dell'ingresso della pensione Solaria. Attribuire a quell'insegna magici poteri di attrazione pare esagerato. Poteri del passaparola piuttosto, della spicciola orale pubblicità fatta da herr Ritter nel cerchio delle sue amicizie e da qui estesasi con una sorta di effetto domino. Sta di fatto che nell'arco di pochi anni, due, tre, la pensione Solaria divenne il luogo di vacanza prediletto di una piccola colonia tedesca, con prevalenza bavarese, cui si aggiunse un'appendice svizzera proveniente dai cantoni Appenzello e Turgovia.
Al compiersi del " Tutto esaurito ", frase che pronunciava come se stesse gustando una prelibatezza, il Circoletti non mancava mai di rivolgere un pensiero al genitore, covando la certezza che anche lui, visti i risultati, si fosse convertito alla modernità. E, più paganamente, aveva preso il vezzo di festeggiare il momento con una vera e propria cerimonia cui invitava i fedelissimi herr Berger e signora e il cuoco Prospero. Riuniti dopo la cena a un tavolo piazzato all'esterno della pensione, i quattro onoravano l'evento scolando meticolosamente una bottiglia dopo l'altra dell'ottimo vino bianco della casa. A saturazione alcolica avvenuta il Circoletti, bicchiere della staffa in mano, chiamava uno dei camerieri, ne aveva assunti due nel frattempo più un uomo di fatica, e gli ordinava di spegnere l'insegna: l'avrebbe riaccesa lui personalmente l'anno a venire. Alla maniera russa poi i quattro gettavano per terra i bicchieri e se ne andavano a dormire. Capitò così durante un luglio particolarmente afoso, quando la pensione Solaria compiva l'ottavo anno di attività: " Tutto esaurito " anche quell'estate. La cerimonia si ripeté uguale a stessa. La differenza la fecero, in chiusura, herr Berger e signora che, vuoi per il vino ingurgitato, vuoi per l'insopportabile afa, dichiararono di essere troppo accaldati per coricarsi e espressero il desiderio di fare un bagno a lago prima di salire in camera. Né il cuoco Prospero né il Circoletti osarono obiezioni: troppo ubriachi e poi, da che mondo è mondo, il cliente ha sempre ragione. I due partirono tenendosi per mano e ridendo, e probabilmente ridendo sparirono nelle acque del lago. Testimone della disgrazia fu Spirito Protervi, accanito pescatore di anguille, che se ne stava sulla riva di pertinenza della pensione Solaria e aveva visto i due entrare in acqua, ne aveva sentito lo sciacquio dei movimenti, le risate e poi più niente. Corse immediatamente dal Circoletti per avvisarlo del tragico accaduto. Questi, l'occhio vacuo, gli chiese se ne fosse certo. Il Protervi gli rispose senza parole, con il silenzio di chi conosce il lago e le sue insidie. Il Circoletti allora guardò l'insegna, quindi chiamò il cameriere. "Accendila"!, ordinò. E aggiunse: "Poi chiama i carabinieri". Herr Berger e signora giacciono tuttora, da qualche parte, in fondo al lago.
24-06-2012 01:00