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15.11.2017
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08.11.2017
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
07.11.2017
I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
30.10.2017
Pubblicato nuovo formulario per la compilazione elettronica della dichiarazione dei redditi 2017 dei Patriziati, con la funzione di somma automatica
24.10.2017
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19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

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GLI SCENARI di Luigi Bonanate
Immagini articolo
L'Europa è diventata
la bella addormentata
Luigi Bonanate


Forse non tutti conoscono a fondo la storia drammatica della "Bella addormentata nel bosco", che potrebbe aiutarci a capire di più del nostro mondo e in particolare della sconclusionata o sfortunata vicenda dell’Unione europea. Nella favola, oggetto di un’infinità di versioni per bambini e fanciulle, diversi drammi hanno per oggetto la bella addormentata da un sortilegio, i suoi spasimanti, la solita matrigna, maghi e fattucchiere... Normalmemte la storia finisce non soltanto con il bacio risvegliatore, ma con una quantità di morti e di dolori: è però ben vero che, alla fin fine, il bene trionfa e arriva il lieto fine. Potrà essere così per l’addormentata Europa?
Stranita, stupita e stupefatta, essa si limita ad assistere alle violenze inflitte a chi cerca di sfuggire al degrado brutale del loro paese di origine, fosse la Libia, fossero altri paesi, specie nord o centro-africani. Ma queste sconvolgenti "scoperte" dovrebbero essere riferite anche alla maggior parte delle storie novecentesche, di fronte alle quali la ricca Europasi è finta distratta o indifferente.
Che milioni di esseri umani siano (da sempre) vittime di violenze inaudite, sia di massa o per gruppi etnici, è a tutti noto da sempre. Anche da questo punto di vista l’Europa gode (o soffre) di una assoluta centralità, per il semplice fatto che la sua storia è la più lunga e notoria del mondo. E allora è vergognoso e grottesco che le istituzioni dell’Ue, insieme alle rappresentanze nazionali che le compongono, fingano di scoprire oggi la gravità della situazione, così come lo è che l’Onu e le sue agenzie specializzate denuncino l’assenza della benché minima buona intenzione delle autorità statuali di ogni parte del mondo, che potrebbero finanziare grandi progetti di salvataggio delle "vite perdute" ricorrendo anche soltanto agli utili realizzati con i vari campionati mondiali di calcio o i campionati di formula uno.
Ovvero, non è il denaro a mancare, ma la volontà di impiegarlo in opere non tanto di beneficienza o pronto soccorso, ma di intervento sistematico e programmatico, dotato di una progettualità mirante alla trasformazione dello stato di cose. Soltanto l’Unione europea, che si fonda su una struttura (almeno fino a pochi mesi fa) solida e sperimentata da tempo, avrebbe le potenzialità (astratte) per muoversi in questa direzione. L’Europa dispone di una cultura sostanzialmente omogenea e condivisa (lasciamo da parte, almeno per ora, la membership euro-orientale), di sistemi di valori diffusi e di risorse economiche più che sufficienti. Ha anche una chiarissima conoscenza delle tragedie in corso nel campo dell’immigrazione che ha raggiunto il parossismo ormai dal 2011: non saranno mai le grandi potenze militari ad aiutare i disperati; ma soltanto gli europei ridestatisi dal loro torpore potranni riuscirci. A nulla di più importante potrebbe essere destinata l’Unione europea se avesse la capacità e la forza di risvegliare la coscienza morale (la "bella addormentata") che è in noi.
19-11-2017 01:00

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