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INCONTRI di Roselina Salemi
Immagini articolo
"Sono romanticissima
e anche un po' zen"
Roselina Salemi


Carolina Crescentini è instancabile. Su Rai3 racconta la storia di Krizia, signora della moda, nella serie "Illuminate". Su Rai1 è alla sua seconda stagione dei "Bastardi di Pizzofalcone", dove è Laura Piras, "pm tosta che non firma scartoffie, ma ottiene i casi e si fa rispettare in un mondo tutto di maschi", eppure vola con il pensiero verso New York ("la città dove vorrei vivere, così carica di energia") o verso la Nuova Zelanda. E soprattutto, ti spia con uno sguardo da ragazzina curiosa (chi direbbe che ha 38 anni?) e prende appunti per il libro di racconti che pubblicherà. Inquieta? "Sì, sempre. Un po’ come Laura. Solo che lei viene da un’altra città, è sola e deve nascondere la sua storia con l’ispettore Lojacono. Io invece sono piena di amici, che sono anche la mia famiglia. Io non aspetto che le cose succedano, le faccio succedere. E la mia vita non ha un copione".  
Però ha un binario, il lavoro, un fidanzato musicista, Francesco Motta. Quasi uno standard, come calciatore più velina? Ride: "Nooo, non vado a cercare i musicisti. È capitato che il mio ex lo fosse. Io sono tutto tranne che standard. Ho incontrato persone che mi hanno fatto innamorare, tutto qui. Sono iperemotiva, mi lascio travolgere da casini di qualunque tipo. È divertente il casino. Zero tristezza". Pur vantandosi della sua indipendenza, sostiene che "in due è meglio, è più emozionante. Guardare l’alba, ballare a Cuba in mezzo alla gente, a cavolo, non sapendo i passi… L’abbiamo fatto davvero, io e Francesco". La sua vita le piace, anche con gli alti e bassi, le incertezze, i punti interrogativi: "Ho scelto la precarietà, di lusso, ma precarietà. Sei perennemente in giro, puoi stare sul set dalle sei di pomeriggio alle tre di notte o dalle cinque del mattino in poi, ti svegli e non sai nemmeno dove ti trovi. Io a 25 anni già lavoravo e non mi sono mai chiesta: cosa ne sarà di me? È un mestiere, e c’è del bello in tutti i mestieri. Ho letto dei netturbini che hanno creato una biblioteca con i libri buttati via. È la passione che ci salva".
Lei di passioni ne ha tante. Viaggiare scrivere, girare un gran bel film ("ne ho fatti, ma non ho mai lavorato con Silvio Soldini, per esempio"), cedere alle piccole vanità come la moda: "Ho una quantità di scarpe che quasi mi vergogno, certe non le metto da sei anni, ma un giorno potrei… C’è il tacco alto, lo stivaletto, il sandalo, la ciabattina. Ho smesso di contare le borse. Mi dico basta, ma poi ci ricasco. Finirò in una di quelle terribili trasmissioni sugli accumulatori seriali". Roba da analista? "Macché, mi ha sempre riso in faccia, dice che gli offro poco materiale, meglio così".
Carolina Crescentini somiglia a una di quelle caramelle dure fuori, con il cuore morbido. "Sono romanticissima dentro - ammette - ma non mi vestirei mai da bomboniera. Seguo l’umore, sono più sul look maschile e ogni tanto ho una botta da femmina, una gonna a tubo sexy. L’abito da sera con lo spacco e le paillettes per andare al ristorante col mio fidanzato, quello no. Mi direbbe: sei pazza? Per quanto, riflettendoci, abbinato a uno stivaletto…". C’è un lato femminista che viene fuori chiacchierando: "Vedo disparità, sempre e ovunque. Certe volte mi parte l’embolo sui discorsi sessisti e faccio sfuriate pazzesche. Vedo le mie amiche trattate male nella maternità e lo trovo ingiusto. Bisogna cambiare. Metoo è stato importante per fermare i predatori seriali, bisognava dirlo".
E c’è anche un lato zen: riflessologia plantare, antistress, oli essenziali, fughe da tutto appena può ("quando ho cinque giorni scappo verso l’altrove"). E c’è, onnipresente la tecnologia, schiavitù e necessità. "Non sono hi -tech ma lo sto diventando. Whatsapp è fantastico per comunicare con gli amici dall’altra parte del mondo. Gli snap li lascio agli adolescenti. Certo, sono esposta. Chiunque può dire qualcosa su di me. Non ne posso più delle battute sulle occhiaie, un classico. Ma è la mia faccia e me la tengo. A volte mi dico pure: non sei niente male… Che bella l’autostima!".
16-12-2018 01:00

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