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INCONTRI di Giuseppe Zois
Immagini articolo
Il prete che impartisce
benedizioni molto dolci
Giuseppe Zois


È il prete che dà le benedizioni più... dolci di tutto il Ticino. Don Mario Pontarolo familiarizza con le api da oltre 60 anni. Dall’altare alle arnie. E grazie al suo imponente alveare dolcifica non solo il latte, ma anche la vita di molte famiglie in difficoltà. Sulle ali delle sue migliaia di api che percorrono km e km ogni giorno in cerca di variopinto polline fa volare la solidarietà. Don Mario ha 82 anni ottimamente portati e non sta mai fermo. Batte in laboriosità anche le sue pur attivissime amiche delle arnie, disposte in ordinate file ai lati della sua casa. Che è una stalla ristrutturata, immersa nel verde, in via Resoré, a Comano, dove è stato parroco dal 1981 fino all’ora della pensione. Prima era stato in cura d’anime a Giubiasco dal 1959 al 1968, quando fu destinato a Contone e Magadino. Poi l’approdo definitivo a Comano con annesso Cureglia.
Si sa che le difficoltà aguzzano l’ingegno. Il giovane vicario di Giubiasco, vedendo gruppi di bambini che d’estate bighellonavano per ore sul sagrato, organizzò per loro una colonia a Isone. Per coprire le spese, ingaggiò schiere di... api alle sue dipendenze. Ricostruisce quegli anni: "Entrai per necessità nel fantastico mondo di questi utilissimi insetti, che lavorano per l’uomo e per la natura. Con la vendita del miele riuscivo a procurarmi i soldi per portare i ragazzi in colonia e per svolgere molte altre attività benefiche". C’è candore poetico nelle parole e nei modi di questo prete quando racconta delle "sue" api. Qualcuno sussurra ai cavalli (Nicholas Evans), lui bisbiglia alle api. Da quando è prete, oltre alla colonia per i bambini don Mario ha fatto crescere colonie di arnie, dal Mendrisiotto alla Valle Bedretto. La stagione comincia con la fioritura dei "denti di leone" (la dorata cicoria) e sale in alta quota, fino agli spettacolari rododendri. La produzione maggiore è di miele di acacia, tiglio e castagno. Coop e Manor sono rivenditori storici del miele di qualità dell’apicoltore in clergyman. Siccome gli anni passano e l’anagrafe sale il suo corso, don Pontarolo per dare un assetto e una continuità al suo impero alato ha costituito una società: "Apicoltura don Mario". Finalità immutata: arrivare là dove il bisogno chiama, nell’accresciuta consapevolezza che è meglio il dare del ricevere. "Ho tante persone che mi aiutano a portare un sorriso, ad alimentare una speranza, di cui c’è tanto bisogno in una comunità dove si fa largo purtroppo la solitudine". Con questi sentimenti, in varie stagioni si è prodigato per l’Otaf, per i laboratori protetti di don Gianmaria Colombo, per la Fraternità S. Filippo Neri a Sonvico.
In ogni arnia, agli ordini di una regina, ci sono 70-80mila api, che possono produrre dai 20 ai 40 kg di miele: l’annata dipende dalla meteo e la media si fa sui risultati di 5 anni. Temendo che per un prete diversamente giovane la già carica agenda non basti, don Mario da anni si è sobbarcato a un altro quotidiano impegno. Ogni sera, quando i negozi e supermercati chiudono, lui inizia con qualche volontario un giro di raccolta di tutto ciò che dovrebbe essere buttato e che viene invece raccolto e portato dove è necessario. "Si arriva a mettere insieme alimenti e altro che sono autentica manna per molte persone". Mentre scruta il volteggiare delle sue api, davanti alle arnie decorate dai bambini delle scuole d’infanzia di Comano, Cureglia e Torricella, il "don" traccia la sua diagnosi: "L’uomo d’oggi è troppo distratto: il continuo ronzio di notizie disturba la capacità di ascoltare e di riflettere. Io non mi stanco di tendere le orecchie al prossimo. Oggi, ci consoliamo con l’idea di aver raggiunto il benessere, ma molti sono logorati da questa lunga crisi. Viviamo in un’epoca di evidente complessità, di molte attese e di crescenti inquietudini. Dobbiamo ritornare alle radici dell’uomo, lasciandoci guidare dalla immensa e gratuita serenità del creato. Con le api abbiamo tutto e solo da imparare".
17-09-2017 01:00

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