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Nel Regno Unito la recessione della fine degli anni Ottanta inizio anni Novanta fu brutale. Chi l’ha vissuta la ricorda come un periodo drammatico, durante il quale molte famiglie non essendo più in grado di pagare i mutui perdevano la casa; molti ragazzi erano costretti a lasciare le scuole private perché i genitori non potevano pagare le rette e nelle "high streets", le vie dove si fa lo shopping, quasi tutte le saracinesche dei negozi erano chiuse. È questo il futuro che si intravede nuovamente all’orizzonte nel regno di sua maestà?
Ad appena 24 ore dall’annuncio dell’ultimo stimolo economico da parte del governo di Boris Johnson - mille sterline una tantum ai datori di lavoro per ogni lavoratore parcheggiato nella cassa integrazione fino alla fine di gennaio - Boots e John Lewis, due pilastri del commercio britannico, hanno annunciato la chiusura di molteplici negozi in tutto il Paese e il licenziamento di 5.300 persone. La notizia si aggiunge ad una lunga lista di imprese costrette dalla crisi questa settimana a tagliare l’occupazione, da British Airways (12.000 licenziamenti) al Daily Mirror (550 licenziamenti).
Anche se Boots e John Lewis hanno ammesso di aver avuto problemi anche prima dello scoppio della pandemia, il motivo principale della chiusura dei negozi e dei licenziamenti è la caduta della domanda. Sorprende che ciò accada a Boots la cui catena di negozi è rimasta aperta durante la quarantena per dare libero accesso alle farmacie al suo interno, a quanto pare la stragrande maggioranza della clientela ha preferito fare acquisti online anche per le medicine.
Economisti ed analisti temono che gli stimoli finanziari concessi e la ripartenza completa del Regno Unito avvenuta questa settimana non riusciranno ad evitare il peggio, e cioè il ritorno di una recessione simile a quella della fine degli anni Ottanta. Ma non basta, anche se nessuno ha ancora pronunciato la parola Brexit e l’impatto che l’uscita dall’Unione Europea avrà sulla contrazione dell’economia, questa è sulla punta della lingua di tutti.
Prima della fine dell’estate il tema Brexit tornerà ad essere caldissimo ed ad influenzare sicuramente l’andamento futuro dell’economia britannica.
11-07-2020 23:30

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