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NUMERI di Loretta Napoleoni
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I controllori di volo
nella paralisi americana
Loretta Napoleoni


Tra le storie surreali di questo inizio 2019 c’è la disoccupazione temporanea di 800 mila dipendenti pubblici americani, circa un quarto di quelli che lavorano per l’amministrazone federale, mandati a casa alla fine del 2018 senza stipendio a causa del prosciugamento dei fondi per pagarli. Il motivo è presto detto: il Congresso si è rifiutato di inserire nel bilancio federale i costi del muro lungo il confine con il Messico (5,7 miliardi di dollari) ed il presidente Donald Trump per tutta risposta non lo ha firmato.
Situazione a tratti surreale ed a tratti pericolosa. In risposta alla  riduzione del personale di ristorazione della Casa Bianca, all’inizio di gennaio, Trump ha organizzato a sue spese un banchetto stile fast food per la visita della squadra di football americano Clemson Tigers, vincitrice del campionato universitario. Giocatori e presidente sono stati fotografati mentre addentavano BigMac ed affondavano le dita in contenitori di carta pieni di patatine fritte con sopra stampato il logo del presidente americano. Naturalmente Donald Trump ha trasformato tutto in uno spot pubblicitario dichiarando che da vero americano preferisce il fast food alla sofisticata cucina della Casa Bianca.
Meno divertente è stato l’inizio dell’anno agli aeroporti. Controllori di volo ed una parte del personale della sicurezza senza stipendio, quindi attese per atterrare e decollare e file chilometriche ai controlli negli aeroporti più frequentati. Interessanti i gesti di solidarietà verso chi continua a garantire il funzionamento degli aeroporti. Domenica scorsa, i controllori di volo canadesi hanno inviato pizze per la cena dei colleghi americani in 49 aeroporti. L’iniziativa ha spinto molti a donare piccoli contributi per pagare i pasti dei controllori americani.
Nonostante tutto ciò, il morale del personale è sempre più basso e questo influisce sulla produttività del lavoro. Il pericolo è che ai controlli di sicurezza sfugga qualcosa e ci si ritrovi con problemi ben più grandi del braccio di ferro tra il Congresso e la Casa Bianca. Certo è che il problema più grave è quello del personale che in prospettiva di rimanere senza uno stipendio per mesi e mesi dovrà cercarsi un’altra occupazione. Intanto il gesto di solidarietà nei confronti dei controllori di volo è carico di simbolismo e ben illustra la realtà surreale in cui sono piombati gli Stati Uniti.  La domanda che molti in America si pongono, infatti, non è tanto chi cederà per primo se il Congresso o Trump, ma fino a quando i dipendenti federali accetteranno di lavorare senza essere pagati.
20-01-2019 01:00
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