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Paolo Bernasconi
Non si sfugge
alle nuove regole
Paolo Bernasconi
Chi è
Ex procuratore pubblico e docente di Diritto bancario e Diritto penale dell’economia
Il personale della Finma, l'autorità di vigilanza sulla piazza bancaria, dal 2009 al 2013 è cresciuto del 43% fino a 468 impieghi a tempo pieno. Per il Fondo monetario internazionale, però, serve un ulteriore aumento dal 10 al 20% per colmare le lacune nella comparazione con altri piazze finanziarie analoghe. E mentre le Camere federali continuano a essere scettiche verso l'aumento di risorse della Finma, continua la pressione internazionale sulla Svizzera. In particolare dall'Unione europea. Pochi giorni fa il Parlamento europeo ha approvato importanti norme, non solo per arginare i danni dovuti al collasso di banche, ma anche per proteggere gli investitori dopo i disastri legati al fallimento della Lehman Brothers, nonché del Gruppo Madoff. Norme analoghe verranno codificate anche nel diritto svizzero, per assicurare la certificazione da parte dell'Esma, l'autorità europea sui mercati finanziari.
Dal punto di vista giuridico, questa seconda ondata regolatrice scaturisce dalla necessità di ripristinare la fiducia sul mercato nei confronti del sistema bancario. L'attività di prevenzione interna, che si estrinseca anzitutto nell'imponente espansione qualitativa e quantitativa degli uffici di compliance, contribuisce però, d'altra parte, ad aumentare pesantemente i costi e ridurre i margini di guadagno. La presa di coscienza di queste necessità si manifesta attraverso la costituzione anche in Svizzera di associazioni per la formazione permanente dei compliance officer, così da assicurare maggiore efficienza contro la criminalità dilagante nel settore economico. Sempre dal punto di vista legale, il terzo fattore che influenza l'orientamento della piazza bancaria e finanziaria svizzera è stato innescato dalla cosiddetta guerra globale all'evasione fiscale scatenata dalle principali organizzazioni internazionali (G20, Ocse, Ue), dove fungono da locomotore gli Usa, con il programma Fatca e con il programma speciale per le banche svizzere tuttora in atto, assistiti però anche da altri Paesi che si mostrano particolarmente aggressivi, come la Francia, il Brasile e l'India.
La gestione del volume ancora importante di patrimoni fiscalmente non conformi comporterà scosse di assestamento del mercato per i prossimi anni. Ma anche il passaggio definitivo alla conformità fiscale ha bisogno di un cambiamento di abitudini radicate, come pure una diversa impostazione strutturale. Basti pensare al programma annunciato dal ministro dell'economia inglese, Vince Cable. In Inghilterra saranno noti i nomi di chi esercita un influsso prevalente sia sull'azienda che sui suoi amministratori, e saranno pubblici anche i nomi degli amministratori di trust. Queste misure fiancheggiano il futuro scambio automatico d'informazioni. Inoltre, si rimette in discussione persino un altro baluardo storico: la facoltà per le autorità straniere di vigilanza sulle case madri, di esaminare i documenti della clientela privata anche presso le filiali e succursali all'estero. L'allarme è del segretariato dell'Associazione svizzera delle banche straniere. Si teme una nuova insidiosa crepa nella fortezza del segreto bancario.
04-05-2014 01:00


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