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Ritanna Armeni
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Giornalista, scrittrice e conduttrice tv. Il suo ultimo libro è "Parola di donna"
Ritanna Armeni
Guidati da un premier
"a tempo perso"
L’Italia ha scoperto che il suo presidente del Consiglio ha svolto il suo ruolo istituzionale “a tempo perso”.  Lo ha detto lo stesso Silvio Berlusconi in una delle telefonate intercettate dai magistrati.
Come ormai è evidente dalle indagini delle procure di Napoli, Milano e  Bari il tempo del premier era “occupato” in altre faccende: nella fruizione di un giro di prostituzione, soprattutto. Belle ragazze, procurate dai suoi amici e profumatamente pagate per allietare le serate. E, ancora, molto tempo  era occupato  a gestire la conseguenze di quelle notti e di quei festini: i compensi richiesti dai procacciatori delle giovani, i ricatti inevitabili,  gli scambi con incarichi di Stato e appalti, il pagamento dei vizi privati con denaro pubblico.   Erano sicuramente molte le ore  che si dovevano impiegare nel malaffare che da quel giro di prostituzione derivava e s’incrementava.
L’Italia pare abituata a tutto. Sono ormai anni che gli scandali sessuali si intrecciano con il sistema degli scambi e delle tangenti. Sono anni che le procure indagano e producono nuove testimonianze. E  oggi sono in molti a  chiedersi: fino a che punto è possibile andare avanti? Quale sarà il momento di rottura, quello in cui il Paese dirà basta?  
Mentre Berlusconi fa il premier “a tempo perso” gli italiani sentono il peso di una crisi economica che il presidente del Consiglio ha cercato, fino a qualche settimana fa, di negare spudoratamente. Oggi non è più possibile: c’è una manovra di risanamento di oltre 54  miliardi, il pericolo che l’Europa chieda nuove misure di rigore e che l’Italia, a causa del suo enorme debito pubblico e della scarsa credibilità del suo governo, debba fronteggiare sui mercati interessi sempre più alti fino allo spettro di un default.
Mentre il premier per difendersi attacca la magistratura e invoca la sacralità della sua vita privata, la maggioranza non è  più in grado di  governare il Paese e ha perso ogni sintonia con esso. Della manovra economica in poche settimane sono state date cinque versioni diverse e solo l’intervento diretto dell’Europa ha portato ad una conclusione.  La Lega di Umberto Bossi, il principale alleato di Berlusconi, non nasconde impazienza e delusione. Comincia a pagare prezzi molto alti per l’alleanza con il partito del premier che il suo elettorato non vuole più. Lo stesso partito di Berlusconi, come del resto anche tutto l’elettorato del centro destra, appare frastornato dal continuo susseguirsi di scandali a luci rosse e sempre più incerto nella difesa, di  giorno in giorno più difficile, del premier e della sua vita privata.
Come può, del resto, essere difendibile in nome della privacy una vita  che si intreccia così fortemente con denaro pubblico e che mostra il principale esponente del governo esposto a continui ricatti? Come si può ignorare che quella condotta privata viene realizzata e può essere realizzata solo in cambio di posti e affari che coinvolgono enti pubblici e la stessa amministrazione dello Stato? E tuttavia il centro destra non riesce a immaginare una strada politica che prescinda dal premier e gli restituisca a  dignità e forza.
Così l’Italia da mesi è esposta ad una tensione che non esplode, ma che la logora, la intristisce. Non si riesce a fare quel che in qualsiasi altro Paese apparirebbe semplice e ovvio. Mandare a casa il governo e cercarne un altro con nuove elezioni o prendendo atto, in sede parlamentare, della necessità di nuovi equilibri. Le richieste in questo senso della opposizione, finora poco convinte, hanno fatto emergere un altro aspetto dell’anomalia italiana: di fronte ad un governo debole e non credibile c’è una opposizione che non riesce ad essere tale. E che, anche se nei sondaggi conquista consensi, non riesce ancora a costruire una proposta politica che mandi a casa un premier “a tempo perso”.
18-09-2011 01:00