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Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
07.11.2017
I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
30.10.2017
Pubblicato nuovo formulario per la compilazione elettronica della dichiarazione dei redditi 2017 dei Patriziati, con la funzione di somma automatica
24.10.2017
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19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
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La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

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STORIE di Patrizia Guenzi
Immagini articolo
"Con zero rifiuti
si vive meglio"
Patrizia Guenzi


Quando si dice che un libro può cambiarti la vita. È successo a Eslyne Charrier, 28 anni, francese di origine. Due anni prima aveva letto "Zero rifiuti", di Béa Johnson, blogger e divulgatrice, ormai un’icona di un modo di vivere ecologico. E lei, Eslyne, infermiera di professione, sin da subito prova a mettere in pratica i principi contenuti nel libro. All’inizio timidamente, poi con sempre più convinzione. Ma la spinta decisiva gliela dà la nascita della figlia Léonie, nel 2014, e la volontà di "lasciarle un mondo il più pulito possibile". Già attenta a produrre meno rifiuti possibile, Eslyne adatta il suo quotidiano per eliminare progressivamente plastica, componenti chimici e tutto ciò che finisce nella pattumiera. Coinvolge il marito Olivier Richard, 32 anni, pure di origini francesi, e assieme decidono di far sapere agli altri che c’è un altro modo di consumare. Nel maggio del 2016 aprono Chez Mamie a Sion, un piccolo negozio di generi alimentari "dove imballaggi e scarti sono un peccato", sottolineano. Cinque mesi dopo ne aprono altri due, a Losanna e a Châble, vicino a Verbier. Oggi, dopo un anno e pochi mesi dalla prima apertura, Chez Mamie vanta ben nove insegne in franchising in Svizzera. "La nostra è una filosofia di vita. Non basta avere un punto vendita con prodotti sfusi o senza imballaggio. Bisogna avere un’attenzione rigorosa all’ecologia. In ogni gesto. Ma con zero rifiuti si vive meglio, dateci retta. È la nostra chiave del successo".
Tanto successo che, dopo la Romandia, sbarcheranno presto nella Svizzera tedesca e stanno già guardano anche al Ticino. Orgogliosi di essere riusciti nella loro iniziativa, sottolineano di aver fatto tutto da soli. "Abbiamo creato un concetto tutto nostro, senza nessun aiuto economico, né banche, né amici, né parenti o sostenitori vari - ricorda Olivier -. Abbiamo venduto tutto quello che avevamo per aprire il primo negozio. Senza neanche fare uno studio di mercato, tanto era forte la nostra convinzione. Soltanto un po’ di pubblicità su qualche sito". "Se penso ai rischi che ci siamo presi mi sento male - nota Eslyne-. In realtà non ho ancora ben realizzato tutto ciò che siamo riusciti a fare in così poco tempo".
Da Chez Mamie quasi tutto è a chilometro zero e il più possibile a zero rifiuti. "E non è facile, credeteci". Eppure, c’è già chi pensa di emularvi... "Non basta aprire un negozio e vendere prodotti sfusi o senza imballaggio - avverte Olivier, che alza un coperchio e fa uscire l’intenso effluvio di frutta essicata -. Bisogna sapere dove rifornirsi, scegliere attentamente le persone con cui si collabora. È un attimo perdere di credibilità". "Chi entra nei nostri negozi - aggiunge la moglie - ha scelto, proprio come noi, un modo di vivere attento alla natura. E non possiamo deluderelo o, peggio, prenderlo in giro".
L’intero assortimento di Chez Mamie, dalla frutta alla cioccolata, dal tè alla farina, tutto è esposto in scatole, boccali o bottiglie. Rarissimi gli imballaggi e niente plastica. Tanti gli odori che si mescolano all’interno. Tutto è bio e quasi tutto è prodotto in Svizzera. "Insistiamo molto, anche con i nostri ‘collaboratori’ che gestiscono gli altri punti vendita sull’importanza di proporre solo cibo bio e locale. Se vogliono, pagando un diritto d’entrata, gli proponiamo un assortimento di base, ma senza alcun obbligo. Versando una percentuale possono pure profittare dei prezzi che noi riusciamo a negoziare coi fornitori, più vantaggiosi nella misura in cui si moltiplicano le insegne Chez Mamie.
Un diploma di chef di cucina in tasca, Olivier assicura di avere capacità imprenditoriali. E l’ha dimostrato. Prima di arrivare in Svizzera, a Aix-en-Provence aveva aperto tre ristoranti. "E avrei potuto fare molto altro in altri ambiti", dice senza modestia e lascia intendere di avere già in mente qualche nuovo progetto. Confessa la sua colpevole passione per la moto "che non tutti i suoi clienti capiscono", che l’aiuta a scaricare la tensione. "I margini non sono molti, non ti fai ricco con questo lavoro - dice -. L’impegno è molto e a fine mese non sempre incassi quello che speri". Ed è ciò che spiegano anche a i loro "collaboratori", ai gerenti che hanno aperto in franchising altri Chez Mamie. "Per guadagnare ne devi vendere di farina - commenta Eslyne -. È un mestiere che non ci farà diventare ricchi, ma che ci permette di vivere in armonia con i nostri valori".
Ma le difficoltà non sono solo economiche. "Con questo lavoro vai a cozzare con alcuni produttori che della tua filosofia ambientalista non sanno cosa farsene - spiega il marito -. Per ottenere certi prodotti senza imballaggi abbiamo dovuto commercializzarli noi e negoziare dei contratti con alcune aziende". Ed è proprio Olivier, che si definisce cartesiano, ad occuparsi di questo. Un uomo concreto, che va dritto al sodo e che non si perde in chiacchiere. Il successo di Chez Mamie si deve forse anche a questo suo piglio razionale che non lascia spazio ai sogni. E sognatrice, invece, si descrive Eslyne che è però riuscita a coinvolgere Olivier nel suo progetto. E negli anni i due sono diventati complementari. Ovviamente, sono pure diventati molto amici di Béa Johnson, l’autrice del libro da cui è partita la loro avventura. Partecipano alle sue conferenze e l’esempio di Chez Mamie ogni volta risuona nella sala. "Evitiamo di raccontare la grande fatica che ci sta dietro, abbiamo vissuto 18 mesi di follia".

pguenzi@caffe.ch
19-11-2017 01:00


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