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15.11.2017
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08.11.2017
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
07.11.2017
I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
30.10.2017
Pubblicato nuovo formulario per la compilazione elettronica della dichiarazione dei redditi 2017 dei Patriziati, con la funzione di somma automatica
24.10.2017
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19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

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FUORI DAL CORO di Giò Rezzonico
Immagini articolo
Il dramma della guerra
nei tratti degli artisti
Giò Rezzonico


L’arte dovrebbe diffondere una sana ‘inquietudine’, quella che fa riflettere - appunto - sul senso della vita e dell’uomo, per evitare lo scontato e il generico così tanto comodi e rilassanti sonniferi del vivere. Perché noi tutti ricordiamo solo quei dipinti che ci hanno ‘scosso’, in altre parole emozionato. L’arte - soprattutto figurativa - è per sua natura dirompente perché ci racconta un mondo che spesso non vogliamo prendere in considerazione". Questa riflessione del collega Aldo Bertagni ("La Regione", 9 agosto 2016) ha ispirato l’ultima mostra di Mario Matasci. Un’esposizione che il collezionista aveva dentro sé da molto tempo, ma che forse non aveva mai osato proporre, perché dopo averla vista - scrive nel piccolo catalogo di presentazione - "non si può certo essere sereni, anche se si avrà la sensazione di aver visto qualcosa di vero". D’altra parte "tutta l’arte, come l’amore, ha le radici nella sofferenza". È quanto si legge su una delle pareti del "Deposito" della Fondazione Matasci per l’Arte (il luogo dove è esposta la sua collezione a Cugnasco-Gerra, in via Riazzino 3), aperto ogni domenica dalle 14 alle 18. Questa frase riassume bene lo spirito con cui questa straordinaria collezione è nata: seguendo i gusti del collezionista, che non ha mai fatto concessioni agli aspetti commerciali dell’arte. Matasci ha raccolto alcune centinaia di opere di una trentina di autori, scelte con una sensibilità straordinaria. Molti di questi quadri sono stati ispirati direttamente o indirettamente dalla guerra, la madre delle sofferenze. Se ne potrà vedere, da oggi pomeriggio, una selezione dal titolo "Mai più… Il racconto del dolore da Käthe Kollwitz a Zoran Music". "Viviamo in un’epoca piena di contraddizioni e di confusione - afferma Matasci - in cui sembra non esistere un argine all’odio, alle paure, ai sospetti. La guerra e la violenza per molti sono l’unico modo di risolvere questioni complesse che la politica non sa, o non vuole, affrontare in modo adeguato e che i media spesso cavalcano solo per fare notizia. ‘Mai più…’ propone le opere di artisti (dodici, ndr) che hanno vissuto di persona e sulla propria pelle l’orrore della guerra".
Una sezione è dedicata a Käthe Kollwitz, l’artista tedesca che ha saputo rappresentare il dramma delle madri che hanno perso, come lei, figli in guerra. Un’altra a Edmondo Dobrzanski, che osservava: "Dal giorno che sono nato ad oggi è un massacro solo. È la storia di un’Europa dissanguata". Spazio anche all’iracheno Selim Abdullah, pure lui profugo nel nostro paese, la cui opera è ispirata dal dramma del suo popolo. Tra le tele più struggenti le tre dal titolo "Non siamo gli ultimi" del pittore goriziano Anton Zoran Music, che nel ’44 fu deportato dalla Gestapo nel campo di concentramento di Dachau.
19-11-2017 01:00

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