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FUORI DAL CORO di Giò Rezzonico
Immagini articolo
La Gran Canaria regala
una lunga e ricca storia
Giò Rezzonico


Un viaggio a Gran Canaria (nel servizio a pagina 26) risulta interessante anche per i suoi aspetti storici e archeologici. Percorrendo l’isola s’incontrano non solo splendidi paesaggi montani e marini, ma anche interessanti testimonianze del passato, inerenti sia l’epoca antecedente alla conquista dell’arcipelago da parte degli spagnoli alla fine del Quattrocento, sia il periodo successivo. Dell’epoca precoloniale si possono ancora vedere le antiche abitazioni scavate nella roccia, diversi luoghi sacri e i ruderi di villaggi primitivi. Visitando alcuni musei molto moderni, dotati di interessanti strumenti didattici e commenti in molte lingue (tra cui anche l’italiano), si può ricostruire il modo in cui vivevano gli antichi abitanti dell’isola. Del periodo coloniale rimangono pittoreschi borghi e numerosi centri storici.
Le prime testimonianze sulle isole Canarie risalgono all’astronomo, geografo e astrologo greco Tolomeo, che le definì "isole fortunate", anche se pare che già i Fenici sbarcarono su queste isole, di cui parla anche lo scrittore romano Plinio. Non rimangono comunque tracce né di presenze fenicie, né greche, né romane. Sembra che i primi abitanti siano giunti attorno al quinto secolo prima di Cristo provenienti dal nord Africa. Si trattava di popolazioni berbere. Quando secoli più tardi gli spagnoli colonizzarono l’arcipelago sembravano più interessati a sterminare le popolazioni locali e a farne degli schiavi piuttosto che a conoscere il loro modo di vivere. Bisognò quindi attendere fino all’Ottocento per i primi studi sull’epoca precoloniale. Grazie all’esame dei linguaggi, degli scheletri umani e alla datazione di reperti archeologici si è riusciti a stabilire l’origine dei primi abitanti e il periodo in cui arrivarono.
Prima della conquista spagnola Gran Canaria era suddivisa in due territori: uno a nord ed uno a sud. La società era fortemente gerarchizzata. I nobili erano proprietari della terra, che veniva lavorata dalle classi meno abbienti. Le principali attività erano l’agricoltura e l’allevamento e non la pesca, come si potrebbe pensare per un’isola. Gli abitanti vivevano per lo più in grotte naturali. Alcuni centri urbani erano costituiti da case circolari di sasso con un diametro tra i 3 e i 7 metri. Le armi erano in legno o in pietra, perché il ferro non era conosciuto. Per contro le popolazioni precolombiane erano molto abili nella fabbricazione di oggetti in ceramica. Anche le istituzioni religiose erano molto gerarchizzate. Il capo supremo, paragonato a un santo, proveniva dagli strati più alti della nobiltà. Sono stati trovati pochi templi e si ritiene che gli abitanti si riunissero soprattutto in prossimità di montagne o rocce considerate sacre, come lo splendido Roque Nublo.
24-06-2018 01:00

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