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IL COMMENTO di Libero D'Agostino
Immagini articolo
Il protezionismo creerà
solo disoccupazione
Libero D'Agostino


Per i primanostristi locali, lo studio di Avenir Suisse sulla libera circolazione e le misure di accompagnamento sarà indubbiamente una delle tante analisi "farlocche" per esaltare gli accordi con l’Ue e minimizzare, invece, i disastrosi effetti che la mobilità della manodopera avrebbe sul mercato del lavoro ticinese. Ma se, una volta tanto, si riuscisse ad alzare gli occhi dalle miserie della politica corrente - che ha ormai accreditato alcuni fenomeni, dumping salariale ed effetto sostitutivo dei frontalieri, come guasti sistemici di tutto il tessuto produttivo - ci si renderebbe conto che l’allarme lanciato dal think tank liberale sulle misure di accompagnamento non è da prendere sotto gamba.
Secondo Avenir Suisse, la libera circolazione ha giovato non solo all’economia ma anche all’occupazione, senza incidere negativamente sui livelli salariali. Ad incidere negativamente è, invece, l’abuso delle misure di accompagnamento, perché attraverso "l’estensione" e "l’uso improprio dei salari minimi" si tutela soltanto chi ha già un impiego, mentre si rendono le cose molto più difficili a chi non lo ha, giovani, anziani e persone poco qualificate e a chi vuole cambiare lavoro.  Inoltre, per proteggere i lavoratori residenti - avverte Avenir Suisse - si aumenta il costo del lavoro, favorendo di fatto l’automazione e la delocalizzazione, e si elimina la concorrenza, facendo aumentare i prezzi, a danno di tutti i cittadini.
Per il Ticino, che ha il mercato del lavoro più regolamentato e dove con l’applicazione dell’iniziativa Prima i nostri si vorrebbero stringere ulteriormente i bulloni, ci sono da temere in futuro pesanti conseguenze. Anche perché qui il "primanostrismo" continua ad infuriare. Si è demonizzato il vantaggio competitivo dei frontalieri, senza cui molte imprese avrebbero chiuso o delocalizzato, si è alimentato un clima ostile verso le aziende che li assumono, contro gli imprenditori che coi loro "capannoni" creano traffico e distruggono il territorio e si spara a zero sulla libera circolazione sebbene da quando sono entrati in vigore gli accordi bilaterali siano stati creati migliaia di nuovi impieghi. Solo negli ultimi dieci anni, i posti a tempo a pieno sono aumentati del 15,7%, si è diversificato il tessuto produttivo e allargata la base occupazionale, nonostante le tre crisi che dal 2008 in poi hanno investito l’economia.  Eppure si continua a imperversare con misure protezionistiche, di varia ispirazione, per blindare il mercato del lavoro. Albo degli artigiani, casellario giudiziale per i permessi, Prima i nostri, le nuove leggi sull’innovazione economica e le commesse pubbliche con forti richiami alla tutela dei lavoratori residenti. Misure spesso incompatibili col diritto superiore e gli accordi internazionali e che sono valse anche il duro richiamo della Commissione federale della concorrenza. Forse, tra qualche anno si capirà come ingessando il mercato del lavoro si sono fatti regredire economia e occupazione.
21-05-2017 01:00
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