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15.11.2017
Comunicazione di prassi cantonale concernente le deduzioni di spese professionali particolari degli espatriati domiciliati nel Canton Ticino
08.11.2017
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
07.11.2017
I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
30.10.2017
Pubblicato nuovo formulario per la compilazione elettronica della dichiarazione dei redditi 2017 dei Patriziati, con la funzione di somma automatica
24.10.2017
Aggiornato il sito tematico del Parco del Piano di Magadino [www.ti.ch/ppdm]
19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

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IL COMMENTO di Lillo Alaimo
Il pesante fardello
di chi sta governando
Lillo Alaimo


Succede così. Succede che un governo che è riuscito a rimettere i conti a posto, l’ha annunciato l’altro giorno il ministro Vitta, rischi  di impantanarsi politicamente per le crisi e le tensioni interne ad alcuni partiti. E ciò accade a poco più di anno dalle elezioni, in un tempo in cui  tutto rallenta e tutto si distorce per meri ma comprensibili scopi elettorali.
A un anno dal voto si è prodotto un pacchetto di misure fiscali e sociali che in passato sarebbe stato impensabile. Cerchiobottismo, e ciò sia detto senza alcuna valenza negativa, capace di accontentare gli uni e gli altri. Le vecchie categorie della destra e della sinistra. Sebbene ancora così non è, perché i socialisti si sono divisi e la frattura  rischia di bloccare a lungo il tutto. Non piacciono i tagli fiscali, ma santiddio le misure di sostegno sociale sono da accogliere con favore. Certamente, facendo precisi appunti e magari chiedendo modifiche sostanziali. Perché, tanto per dirne una, quei 3’500 franchi a neonato oggettivamente, concretamente e fuori dalla demagogia preelettorale... a che servono?! Paiono milioni utilizzati con poco criterio.
Poi c’è il salario minimo. Si sono fatti importanti passi avanti. Il governo ha da poco presentato una proposta. Bassa, dicono alcuni, la soglia della paga oraria indicata. Alta, ribattono altri.  Ma da qui ai correttivi il passo non è lungo per evitare polemiche, referendum, votazioni...
È su questi temi che la sinistra potrebbe, fors’anche a giusta ragione, rallentare quest’ultimo miglio dell’azione politica di governo.
Ma poi, poco più in là, al centro del panorama c’è uno scandalo che, per l’imperizia di chi ne è coinvolto, sta assumendo dimensioni forse abnormi. Diciamo forse, perché si fa veramente fatica oggi a individuare i veri confini della vicenda Argo, cioè l’assegnazione illegale di un mandato plurimilionario per la gestione della sicurezza nei Centri asilanti. Chissà, forse sarebbe bastato che il ministro Beltraminelli avesse lasciato temporaneamente la responsabilità della Divisione amministrativa sommersa dallo  scandalo, quella dell’Azione sociale. Un allontanamento in attesa che le varie inchieste facciano chiarezza. Un gesto politicamente importante, soprattutto agli occhi dei cittadini.
Chissà, forse basterebbe ammettere l’inopportunità di quei due incontri, lo scorso giugno, negli uffici del capo della Divisione. Quest’ultimo, Renato Bernasconi, allo stesso tavolo con Carmela Fiorini, responsabile dell’Ufficio migranti, e il suo compagno, nonché presidente del Ppd, Fiorenzo Dadò. A quel tavolo perché dei giornalisti avevano scoperto che quasi tre anni prima, proprio mentre si stava decidendo a chi assegnare quell’appalto sulla sicurezza, Fiorini accettò dal responsabile di Argo un regalo di 150 euro per un fine settimana a Bormio con il compagno.
Inopportuno quel dono, inopportuna la presenza di Dadò in quell’incontro chiarificatore. Grave non aver informato di quell’incontro il ministro Beltraminelli. Non lo ha fatto Bernasconi, suo funzionario. E nemmeno Dadò, presidente del partito di Beltraminelli, il consigliere di Stato più coinvolto nella vicenda, il ministro a cui dalla primavera tutti, compreso il suo partito, chiedono chiarezza. Ma gli nascondono i fatti.
Tutto ciò riteniamo sia grave. E che si stia trasformando in un fardello sempre più pesante per l’azione di governo in quest’ultimo miglio. Si somma alle divisioni interne ai socialisti su fisco e socialità; alle polemiche sul salario minimo (dalla proposta governativa si è smarcato il consigliere di Stato socialista, Bertoli).
È un peccato per ciò che di positivo questo governo ha fatto. Mettendo al centro lavoro e socialità, imprese e famiglie. Ma succede. Succede così.

alaimo@caffe.ch
19-11-2017 01:00

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