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IL PUNTO di Michel Guillaume
L'industria del tabacco
ha perso di credibilità
Michel Guillaume


Il vento è cambiato. Nel 2016 il Consiglio degli Stati aveva respinto il disegno di legge del Consiglio federale sui prodotti del tabacco, reputandolo troppo penalizzante per le multinazionali. Oggi, tre anni dopo, è accaduto esattamente il contrario. Una commissione della Camera alta ha inasprito la legge preparata dal Consiglio federale. Ciò che stupisce è che la commissione ha preso questa decisione all’unanimità.
Cosa è successo? Sicuramente c’è stato un "effetto Philipp Morris". Tutto è iniziato con Presenza Svizzera, l’ente che promuove l’immagine del nostro Paese all’estero, che aveva annunciato che lo sponsor del padiglione elvetico alla prossima esposizione universale di Dubai sarebbe stato Philipp Morris, pronto a sborsare 1,8 milioni di franchi. Un annuncio che ha provocato le proteste negli ambienti della protezione della salute e ha scatenato la presa di posizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha ritenuto la sponsorizzazione fuori luogo. Vista la pioggia di critiche, il ministro degli esteri Ignazio Cassis aveva fatto marcia indietro, annullando la collaborazione.
Inasprendo la legge sui prodotti del tabacco, la commissione del Consiglio degli Stati è stata chiara: in futuro "non sarà più possibile per l’industria del tabacco sponsorizzare le attività o gli eventi organizzati dalla Confederazione".
Ma non è stato solo l’effetto Philipp Morris a rovesciare la posizione della commissione. Già nel 2018 gli ambienti della salute hanno unito le forze per lanciare un’iniziativa popolare per la protezione dei giovani. In men che non si dica hanno raccolto 100mila firme. Un messaggio è chiaro: il 60% degli svizzeri ha a cuore la salute dei giovani. Tutto questo, quando ogni anno muoiono 9.500 persone in Svizzera per le conseguenze del fumo. Il testo dell’iniziativa non intende proibire la pubblicità del tabacco, ma poco manca. La proposta della commissione del Consiglio degli Stati è invece quella di tollerare la pubblicità nei cinema, nei punti vendita di tabacco e sul suolo pubblico.
Questa offensiva ha sorpreso l’industria del tabacco, preoccupata che tutto ciò possa in qualche modo danneggiare l’innovazione delle sigarette elettroniche, considerate meno nocive del fumo tradizionale.
La verità è che le multinazionali del tabacco hanno pubblicato per anni studi che si sono rivelati fuorvianti e oggi hanno perso la loro credibilità. A caro prezzo.
18-08-2019 01:00

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