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Gerhard Lob


La crisi dettata dalla diffusione del coronavirus ha colpito tutte le aziende editoriali in Svizzera. Gli introiti pubblicitari sono andati a picco, mettendo in difficoltà tante case editrici. Anche se il parlamento lo scorso maggio aveva votato un pacchetto di sostegno per i media di circa 70 milioni di franchi, la situazione è preoccupante. In particolare per tv, radio, siti d’informazione e giornali privati. Sta un po’ meglio la radiotv pubblica, la Srg Ssr, grazie al canone radiotelevisivo. Va ricordato che la Ssr è finanziata per circa il 75% dal gettito del canone (la riscossione dal 2019 è affidata alla società Serafe) e per circa il 25% dalle proprie attività commerciali, soprattutto dalla pubblicità.
Anche se l’iniziativa "No Billag" nella votazione popolare del 4 marzo 2018 è stata bocciata nettamente, sostenendo il canone, rimane una forte pressione finanziaria su questa azienda che si è accentuata dalle perdite pubblicitarie. Nuovi "pacchetti" di risparmio saranno inevitabili, probabilmente pure una riduzione dell’organico. E come accade sempre ogni operazione di questo genere incontrerà resistenze interne e esterne. Basti pensare solo alla polemica nata sul "trasloco" della redazione radiofonica della Srf da Berna a Zurigo.
E proprio in questo il contesto, tutt’altro che facile, la Rsi deve trovare una nuova direttrice o un nuovo direttore dopo l’annuncio di Maurizio Canetta che lascerà l’incarico nel primo semestre 2021. Una domanda cruciale è la seguente: sarà un manager oppure un giornalista a ottenere questo incarico? Il bando di concorso mette al primo posto una "comprovata esperienza manageriale in strutture complesse", invece "l’esperienza nel campo dei media" figura soltanto in terza posizione. Il concorso, inoltre, non invita esplicitamente le donne a candidarsi, ma esiste una forte pressione pubblica per portare una donna a questa carica. Non c’è mai stata una donna direttrice della Rsi. I predecessori di Canetta sono Marco Blaser, Remigio Ratti e Dino Balestra.
È evidente che il "toto-nomi" è cominciato prima della chiusura del concorso. Si parla della luganese Milena Folletti, attuale vicedirettrice Rsi, di Cathy Flaviano, basilese con origine italiane venuta un anno fa dalla Srf di Zurigo per dirigere a Comano l’importante dipartimento Cultura e società. Ma si parla anche di una "esterna", come Roberta Cattaneo, attuale direttrice regionale Ffs della Regione Sud che rappresenta pure la minoranza grigionese di lingua italiana, già vice-direttrice dell’Ufficio federale di comunicazione e già membro di direzione della Rsi. Non sappiamo se queste signore - tutte 53enni - siano interessate alla "poltrona". Ma il solo fatto che i loro nomi stiano circolando fa intuire che il concorso non dovrebbe andare a vuoto.
11-07-2020 23:30

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