LE PAROLE di Franco Zantonelli
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Le idi di marzo
di Freysinger
Franco Zantonelli


Le "Idi di marzo" di Oskar Freysinger sembrano aver allargato il Röstigraben. L’Udc, partito quasi egemone in molti cantoni svizzero-tedeschi, non sembra proprio riuscire a farsi strada, in Romandia.
Dove non c’è stato, tra l’altro, un effetto Guy Parmelin. Il consigliere federale vodese non è riuscito, infatti, a far da traino all’Udc tra gli elettori francofoni. Adesso, con l’uscita di Freysinger dal Consiglio di Stato vallesano, non c’è più un rappresentante dei democentristi negli esecutivi cantonali romandi.
Ed è sicuramente una magra consolazione constatare che, nel Governo bernese, siede un esponente dell’Udc di origine giurassiana. Il quale, in realtà, appartiene alla pattuglia dei 22 consiglieri di Stato di quel partito che troviamo nei cantoni situati al di là della Sarine.
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In Ticino la presenza di poco meno di 65mila frontalieri, su circa 350mila abitanti, sta suscitando da anni un dibattito politico dai toni molto accesi. Grazie a un reportage di Le Monde scopriamo che in Lussemburgo la situazione è potenzialmente ancora più esplosiva. Infatti, su mezzo milione di abitanti, i frontalieri sono 170mila e rotti.
Lavoratori che provengono dalla Germania, dal Belgio e dalla Francia. Oltre 87mila solo i francesi che, quotidianamente, attraversano il confine con il Granducato per guadagnarsi lo stipendio. In prevalenza vivono nella Lorena, messa in ginocchio da una gravissima crisi siderurgica. Chi si alza alle 5 di mattina, per incolonnarsi verso il Lussemburgo, si porta a casa dal 20 al 30% in più che in Francia.
Analogamente ai frontalieri italiani che fanno la stessa vita, vengono accusati di portare via il lavoro ai locali, ma incassano le battutacce e non mollano. E si fanno un baffo della minaccia di Marine Le Pen di chiudere le frontiere. "Noi - dice uno di loro - la frontiera la attraversiamo due volte al giorno".
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Il fascino del numero uno. Non di chi arriva primo. No, l’ambizione di poter affiggere sulla targa dell’auto il numero del primo veicolo immatricolato nel proprio cantone. Chi ci tiene e ha soldi in abbondanza non bada a spese per uno sfizio del genere.
Di recente, per il numero uno del Vallese, sono stati cacciati fuori 160’100 franchi. Paradosso per paradosso, un tale di Coira di franchi ne ha offerti 261mila, per fregiarsi sia del numero uno, sia del numero due dei Grigioni. Se gli riesce il colpo, sarà sempre sul podio.
26-03-2017 01:00
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