Nuovi filtri e lampade meno potenti per i centri abbronzanti
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Solarium più sicuri,
lo impone Berna
PATRIZIA GUENZI


Tempi duri per i solarium della Svizzera. Una legge più restrittiva minaccia la loro sopravvivenza. A meno di ingenti investimenti. E molti centri di abbronzatura artificiale hanno già chiuso i battenti o lo faranno tra breve. In sostanza, non solo dal 2019 i raggi Uv (ultravioletti) saranno vietati ai minori di 18 anni, ma tutti i lettini abbronzanti dovranno essere adattati alle nuove norme, molto più severe. Una spesa di 60mila franchi per apparecchio. "Sono favorevole ad una regolamentazione più precisa, chi lavora seriamente non ha nulla da temere", dice Jürg Heim, delegato per la Svizzera italiana di Photomed, associazione mantello dei centri d’abbronzatura artificiale.
A spingere Berna ad inasprire la "legge sulla protezione contro i danni legati alle radiazioni non ionizzanti e gli stimoli sonori" sono i dati epidemiologici, per cui il 5,4% dei melanomi sono imputabili ai solarium. Dati che rapportati alla Svizzera, significano che 51 uomini e 90 donne sviluppano ogni anno un cancro della pelle e che 14 uomini e 19 donne muoiono. Ecco perché saranno rafforzati i controlli degli apparecchi, oltre ad aumentare la protezione dei giovani e incrementare la responsabilità dei fornitori. "Non capisco perché si continuano a demonizzare i solarium - replica Heim -. Sottolineando sempre il rischio di questi apparecchi, che un uso sconsiderato ovviamente comporta, e non si parla invece dei benefici. Ad esempio, la vitamina D, che i raggi ultravioletti producono e di cui molte persone sono carenti".
Le nuove norme comportano la sostituzione dei filtri e delle lampade, che dovranno essere meno potenti. "Da un’analisi di mercato è emerso che in Svizzera la maggior parte dei solarium sono in case private e qui chi controlla? - osserva Heim -. È sempre questione di misura. Si abbassa la potenza delle lampade, va bene, ma se una persona sta nel lettino più a lungo a questo punto i raggi Uv che assorbirà saranno gli stessi". E aggiunge: "L’irradiazione è data dalla potenza moltiplicata per il tempo. Più si sta sotto le lampade e più raggi si ricevono. È semplice. Inoltre, nei nostri centri ci sono cartelli che spiegano, a dipendenza dei tipo di pelle, il tempo massimo da non superare".
Ma Berna insiste. Le nuove norme che verranno introdotte sono già in uso in diversi Paesi europei. La clientela con meno di 18 anni è attorno all’1%, ribattono i gestori. Inoltre, chi farà i controlli sull’età di chi entra nei centri abbronzantoi? Una cosa è certa. È finito il periodo d’oro dei solarium, dal 1980 al 1990 c’è stato un boom di nuovi centri, uno ad ogni angolo di strada. A contribuire alla loro dipartita, anche il tramonto della moda che imponeva di esibire una pelle color caffelatte. Complice, soprattutto, l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha iniziato a sottolineare i pericoli di un’esagerata esposizione ai raggi Uv. Ma Heim osserva: "È provato che ci si scotta molto più spesso all’aria aperta che dentro un lettino".

p.g.
10.06.2018


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