Pagnamenta e il "conflitto" sulla Città dei mestieri
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È un progetto stategico
ci guadagna lo Stato"
ANDREA STERN


Parlamentare del Plrt, promotore dell’idea e socio della eVita immobiliare, proprietaria dello stabile destinato a ospitare la Città dei mestieri. Paolo Pagnamenta dice che non vuole entrare nelle polemiche politiche di questi mesi, fatte di atti parlamentari e dichiarazioni. "Posso solo dire che respingiamo le accuse", spiega al Caffè. E poi, sul palese conflitto di interessi, aggiunge che da tempo ha già deciso: "Quando si parlerà in aula del progetto io non ci sarò. Anche perché questo lo stabilisce la legge". Ma basta un’assenza in Gran consiglio per dribblare l’inopportunità di essere da una parte un politico e dall’altra un imprenditore coinvolto, anzi promotore di un progetto? "Allora, facciamo chiarezza - dice Pagnamenta -  perché prima di proporre il terreno al Cantone lo abbiamo proposto a diversi privati. Su questo punto si è fatta tanta confusione. Noi, preciso, lo abbiamo proposto al Cantone perché quel terreno è strategico: è accanto alla stazione ferroviaria di Giubiasco, da lì si può arrivare quando sarà completata la galleria di base del Monte Ceneri, a Lugano o Locarno in venti minuti, o imboccare in pochi minuti l’autostrada. Sarebbe un peccato se l’ente pubblico non approfittasse di questa opportunità. Sarebbe un peccato se tutto finisse in polemica politica, senza guardare invece i reali vantaggi di una operazione come questa".
Paolo Pagnamenta è stato peraltro l’imprenditore che ha presentato alla Sezione logistica la proposta della Città dei mestieri, dopo una mozione con primo firmatario Nicola Pini, anche lui Plrt, insieme a tre ppd. Ed è poi socio di eVita, la società immobiliare proprietaria dello stabile da oltre 12 milioni di franchi progettato da Evolve per contro della ditta Bvk.
La Città dei mestieri è un affare che viaggia su un territorio minato politicamente. Perché nel consiglio d’amministrazione della società Evolve, che ha presentato la domanda di costruzione al Comune di Giubiasco (quando non faceva parte di Bellinzona), ci sono altri parlamentari, come Marco Romano del Ppd e Giacomo Garzoli del Plrt. "Sono consapevole - dice Garzoli - che c’è un conflitto d’interesse. E proprio per questo io mi sono comportato, correttamente, di conseguenza: quando si è parlato del progetto in commissione della gestione, di cui sono componente, io sono rimasto fuori dall’aula. E anche politicamente mi sono astenuto da qualsiasi giudizio. Di più non posso dire".
Ma intanto, in attesa del dibattito, anche gli altri partiti hanno preso posizione.  "Mancano ancora elementi per potersi esprimere oggi, è meglio rimandare di qualche mese - sostiene Daniele Caverzasio, capogruppo della Lega -. Comunque se siamo in ritardo non è per colpa del parlamento, bensì del Decs e della Sezione della logistica che hanno fatto un po’ di pasticci. Se si fossero mossi in modo diverso, oggi non ci sarebbero queste polemiche. Giustificate, perché questa vicenda presenta dei punti oscuri, che è giusto siano approfonditi".
Secondo Ivo Durisch, capogruppo socialista in parlamento, invece, "gli approfondimenti sono già stati fatti". Durisch sottolinea che "il messaggio è in circolazione da ottobre dell’anno scorso e quindi è giusto che ora vada in aula per la discussione. Anche perché è importante che i contenuti dello stabile, in particolare l’istituto per la formazione continua, possano partire".

m.sp./a.s
10.06.2018


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