Rinviata in commissione la riforma del settore dei trasporti
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No alle 16 ore di fila
per i camionisti europei
ANDREA STERN


Esultano i sindacati dei camionisti, esprimono delusione le aziende del settore dei trasporti. Non solo di merci ma anche di persone, come la tedesca Flixbus. Giovedì scorso il Parlamento europeo ha deciso di respingere il provvedimento della Commissione europea che avrebbe permesso di far lavorare gli autisti fino a 16 ore al giorno e per 12 giorni filati senza turno di riposo. La riforma del settore è stata rinviata in commissione dei trasporti per un riesame. Una buona notizia per Giorgio Tuti, presidente del sindacato Sev, il quale sottolinea che "un peggioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza per gli autisti dei Paesi confinanti avrebbe avuto ripercussioni negative anche in Svizzera, visto che questi autisti guidano anche sulle nostre strade". Inoltre Tuti esprime il timore che, a causa degli accordi bilaterali, anche la Svizzera possa essere tenuta ad adottare le nuove regole. Per il momento però è tutto congelato. Si attende che la commissione dei trasporti riveda un provvedimento che aveva sostenuto a larga maggioranza, ma che ha causato nelle scorse settimane ondate di protesta tra i camionisti.
È tutto in fase di stallo anche sul fronte ticinese, dove non è ancora stato trovato un accordo sul nuovo Contratto collettivo di lavoro per il settore degli autotrasporti. Un settore che nel cantone dà lavoro a quasi 1500 persone, ma che è sottoposto alla crescente concorrenza estera. L’ex presidente della sezione ticinese dell’Associazione svizzera trasportatori stradali (Astag), Waldo Bernasconi, ribadisce che anche sulle strade svizzere circolano autisti rumeni o polacchi pagati anche solo 600 euro al mese. "Sono assunti da ditte italiane che hanno deciso di delocalizzare - afferma Bernasconi -. E quindi gli autisti italiani sono costretti a venire a cercare lavoro da noi". Dove, aggiunge, il dumping esiste, ma in maniera meno estrema. "La maggior parte delle ditte svizzere ha aderito al Contratto collettivo di lavoro, che è su base volontaria, e rispetta i minimi salariali - spiega Bernasconi -, che sono sui 3’900 franchi mensili. Ma purtroppo ci sono delle pecore nere. La Commissione tripartita ha scoperto casi di autisti pagati 2’500 franchi al mese. Sono assunti da ditte che non hanno firmato alcun contratto collettivo di lavoro e che praticano il dumping salariale, facendo concorrenza sleale alle aziende corrette".

a.s.
08.07.2018


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