Tutte le lacune di una normativa facilmente aggirabile
Immagini articolo
"Cambiamo la legge,
è facile avere armi"
MAURO SPIGNESI


Dall’est, dai Balcani alla Svizzera. La nuova rotta delle armi ha un percorso tracciato. O meglio, aveva. Perché gli investigatori di Europol, la polizia europea, insieme a quelli della polizia federale, sono riusciti a bloccare un traffico potenzialmente milionario in partenza dalla Croazia. Case perquisite, 19 sospettati e 17 arrestati, pistole e fucili sequestrati insieme a banconote svizzere. Esattamente 15 mila franchi. "La Svizzera svolge un ruolo non trascurabile nel traffico di armi della criminalità organizzata", ha spiegato alla Nzz Thomas Dayner, portavoce della Fedpol. Parole che confermano quelle di magistrati italiani e francesi che hanno individuato piccoli e grandi arsenali. E che evidenziano nuovamente un nervo scoperto, quello di una legge, la Larm, in vigore dal 1999, che sembra avere le maglie troppo larghe. E che forse non è in grado "di impedire in modo sufficientemente pregnante che le armi circolino, o vengano importate, nel nostro territorio", ha scritto in una interrogazione al governo il granconsigliere Matteo Quadranti, chiedendosi in partenza come lo studente accusato di voler fare una strage all’istituto commerciale di Bellinzona sia riuscito a procurarsi pistole e fucili.
"Bisogna ridurre l’accessibilità alle armi, oggi è ancora troppo facile comperarle", spiega al Caffè Amanda Gavilanes, deputata di Ginevra e componente dell’associazione Svizzera senza armi. "Proporzionalmente la Confederazione è armata come gli Usa. Un nucleo familiare su due possiede un’arma, o militare, o sportiva, o di caccia, o di collezione. Bisogna legiferare meglio affinché soltanto chi ha una valida ragione possa avere una pistola o un fucile in casa, ad esempio soltanto chi è uno sportivo d’élite o un cacciatore. Ma che questi siano registrati".
Anche l’Istituto fiammingo per la pace, come la Ong Slmall Arms Survey, hanno fatto notare come sia facile procurarsi un’arma in Svizzera. "Perché noi abbiamo una legge ancora troppo liberale, in più la mancanza di un registro federale non ci offre l’idea complessiva del fenomeno", spiega Tobia Schnebli, consigliere comunale a Ginevra e componente del Gruppo per una Svizzera senza esercito. "Bisogna dire - aggiunge Schnebli - che è mancata la volontà politica di rivedere in senso più restrittivo la normativa".
Oggi molta responsabilità viene data agli armaioli. O a chi cede privatamente un’arma. E non tutti chiedono, come previsto, l’estratto del casellario giudiziale, o controllano se l’acquirente ha tutte le carte in regola. "Inoltre, oggi esistono i registri cantonali, ma - aggiunge Gavilanes - se una persona trasloca spesso si dimentica di comunicarlo e non c’è più alcun controllo. Eppure le autorità devono sapere chi ha un’arma, perché e cosa ne fa. Bisogna intervenire urgentemente".
C’è poi un’altra sfaccettura del problema. "La Svizzera sta diventando il paradiso dell’esportazione di armi – dice Luca Buzzi, coordinatore del Centro per la nonviolenza della Svizzera italiana -. E questo, purtroppo, a causa di un ticinese, il consigliere federale Ignazio Cassis. Ritengo scandaloso che abbia deciso di allentare le restrizioni sulle esportazioni. È inutile parlare di neutralità svizzera, di buoni uffici, se poi riforniamo i Paesi in guerra di strumenti di morte".  Strumenti che, "anche internamente alla Svizzera, sono ancora troppo facili da acquistare", secondo Buzzi. "Anche sotto questo aspetto il nostro Paese è tutto fuorché esemplare – afferma - Si è visto cosa stava per succedere alla Scuola di commercio di Bellinzona. Dovrebbe bastare questo caso per farci capire che le stragi non sono lontane mille miglia dalla nostra realtà. Possono succedere anche da noi".

mspignesi@caffe.ch
08.07.2018


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

La privacy è morta
evviva la privacy
L'INCHIESTA

Gli affiti il business
delle Ferrovie federali
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

E il dentista incassa
i soldi dei contribuenti
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il gioco a scacchi
tra Trump e Kim
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Dalla Russia a Roma
le avventure degli 007
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il dopo Chavez
che avvelena Caracas
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
06.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 18 febbraio prossimo
01.02.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 1° febbraio 2019 alle ore 9:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
30.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2018
29.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole medie superiori per il periodo 2019-2023
28.01.2019
I giovani e le aziende interessate a partecipare al programma di scambio Swiss Mobility sono invitati a porre candidatura entro il 15.3.2019
18.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, dicembre 2018
15.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole professionali secondarie e superiori per il periodo 2019-2023
09.01.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 21 gennaio prossimo
31.12.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 31 dicembre 2018 alle ore 09.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
21.12.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, dicembre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Ultimo
assalto
all'Isis
in Siria

Francia:
gilet gialli,
atto
numero 14