Causa miliardaria tra coniugi dal Texas a Ginevra
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Il divorzio del re del gas
"blocca" il Costa Rica
FRANCO ZANTONALLI


Sembra un paradosso ma buona parte dei consumatori di gas del Costa Rica stanno con il fiato sospeso a causa della lotta senza quartiere tra due anziani coniugi messicani, Miguel Zaragoza Fuentes e Evangelina Lopéz Guzman, alle prese con un’interminabile causa di divorzio, iniziata nel 2014. Interminabile anche perché in ballo c’è un patrimonio - in parte custodito in Svizzera, dove ci sono società e conti milionari - stimato oltre un miliardo di dollari. Quello che ha accumulato l’ottantenne Zaragoza Fuentes, trafficando nel settore energetico, sia in Messico che in altri paesi dell’America Latina.
Gas Nacional Zeta, la principale azienda del gas costaricana, figura nella galassia di imprese messe in piedi dall’anziano miliardario. Il quale, prima di invaghirsi di una collaboratrice domestica, più giovane di 30 anni, l’aveva intestata per metà  alla consorte Evangelina. Con lei è stato sposato per 60 anni e ha avuto 11 figli. La donna, tradita e abbandonata ora si sta battendo per tenerla tutta per sè. D’altronde le spetterebbe, come ha già stabilito in una prima sentenza di divorzio un giudice di Houston, nel Texas, luogo di residenza di buona parte delle attività riconducibili alla coppia. Ma Miguel non è d’accordo e grazie a una fiduciaria di Ginevra che controlla due società-bucalettere, domiciliate in Vallese, Cervin Investissements Sa e Rhône Investissements Sa, sta mettendo il fiato sul collo ai dirigenti di Gas Nacional Zeta affinché gli consentano la gestione operativa dell’azienda.
Così, a inizio luglio, gli amministratori svizzeri delle società elvetiche controllate da Zaragoza Fuentes e, in parte, dalla sua nuova compagna, hanno indetto una conferenza stampa lasciando cadere una velata minaccia. "Speriamo che non si verifichi una nuova crisi di approvvigionamento del gas, come avvenne nel 2015", hanno detto i rappresentanti del tycoon messicano. Tre anni fa, con l’appoggio della polizia, Zaragoza Fuentes intervenne "manu militari" nell’azienda costaricana, cacciando i dirigenti dell’epoca e mettendo al loro posto suoi fedelissimi non in grado, tuttavia, di far funzionare gli impianti. Per 13 giorni, a seguito di quel blitz, buona parte delle economie domestiche, delle scuole, degli ospedali e degli esercizi pubblici del Paese centroamericano vennero private dell’erogazione di gas. "La capacità produttiva dell’azienda - scrisse all’epoca il quotidiano The Costarican Times - è stata ridotta al 40%. Mezzo milione di abitazioni sono senza gas e 350 dipendenti di Gas Nacional Zeta si ritrovano in disoccupazione".
Per risolvere la crisi fu necessario un intervento del presidente del Costa Rica, costretto a garantire che l’approvvigionamento energetico del Paese non era a rischio. Alla fine i vertici di Gas Nacional Zeta, estromessi dall’azione di Zaragoza Fuentes, furono rimessi al loro posto grazie a un intervento di un tribunale di San Josè. A quanto pare, però, Miguel Zaragoza Fuentes non ha mollato la presa e di conseguenza in Costa Rica si teme il ripetersi dell’emergenza del 2015. Nel frattempo la signora Evangelina non se n’è stata con le mani in mano e, rivolgendosi alla giustizia ginevrina, ha ottenuto il blocco cautelativo del tesoretto svizzero del marito fedifrago, compresi dei conti presso Ubs, Credit Suisse e Paribas. La misura è stata successivamente impugnata con successo dai rappresentanti legali di Miguel Zaragoza, ma una nuova azione giudiziaria è pendente. La telenovela continua e chissà quando finirà.
12.08.2018


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