Nuovi inquietanti retroscena sul delitto di Caslano
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Ha ucciso la nonna
con 12 martellate
ANDREA STERN


Non una, ma almeno dodici martellate sulla povera nonna. Assume connotazioni ancora più inquietanti il delitto avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 luglio scorsi a Caslano. Il 23enne Nicola non si è limitato a un solo colpo ma ha brutalmente infierito sulla 81enne Maria Pia. Una prima martellata a tradimento, da dietro, e poi un’altra serie quando il corpo dell’anziana era ormai già a terra. Infine, illudendosi di poter depistare le indagini, ha cosparso il cadavere di benzina e gli ha dato fuoco. Un atroce delitto compiuto per pochi soldi, ovvero 200 franchi che la nonna si era rifiutata di consegnare al nipote.
Quella sera Nicola aveva di fatto consumato polvere bianca in quantità abbondanti. Annaffiandola, come da lui stesso ammesso, con un’intera bottiglia di grappa. Il 23enne, già psichicamente fragile di suo, era quindi in condizioni mentali estremamente alterate. Ma non ne aveva abbastanza, voleva altra cocaina. Era quindi uscito dal suo appartamento in via Stazione e si era incamminato verso la casa della nonna, in via Chiesuola, distante poche centinaia di metri. Una casa di cui possedeva la chiave e che conosceva molto bene, avendoci vissuto fino a pochi mesi prima. Sapeva quindi dove trovare un martello, con il quale si è presentato davanti alla nonna, svegliata nel sonno. Nicola ha chiesto a Maria Pia dei soldi, 200 franchi. Ma lei, conoscendo bene la brutta strada intrapresa dal nipote, gli ha risposto negativamente, gli ha augurato buonanotte e si è girata per tornare nella sua camera da letto.
Ma in quella stanza l’anziana non ci è mai arrivata. Non appena ha voltato le spalle, il nipote le ha sferrato una martellata sulla nuca. La nonna è crollata al suolo lanciando un grido di dolore. E Nicola è andato avanti nella sua furia omicida, colpendola una dozzina di volte. Poi è andato in garage a cercare una tanica di benzina. Accorgendosi che il contenuto era troppo scarso per poter appiccare un incendio, è andato al più vicino distributore per riempirla. È tornato sul luogo del delitto e ha portato a termine il suo piano diabolico. Cospargendo di carburante il corpo esanime della nonna e dandogli fuoco.
Ma gli inquirenti non ci hanno messo molto a capire che quell’incendio era sospetto. E che dietro al tragico decesso di Maria Pia ci potesse essere la mano del nipote problematico. Fermato poco dopo il rogo dagli agenti della polizia cantonale, Nicola era estremamente agitato. Alterato. Sotto l’effetto di alcool e cocaina. Ha subito ammesso una propria responsabilità, ma ha sostenuto di aver agito insieme a un amico. Di essere stato, in pratica, istigato e aiutato a uccidere la nonna. Una versione che nei successivi interrogatori si è fatta sempre più labile. Alla fine, al contrario di quanto inizialmente sostenuto e di quanto si sospettava in paese, Nicola ha ammesso di aver fatto tutto da solo. L’inchiesta coordinata dal procuratore pubblico Paolo Bordoli non è tuttavia conclusa. Restano ancora parecchi aspetti da chiarire su un delitto che non può essere spiegato semplicemente con la mancata consegna dei soldi necessari all’acquisto di cocaina.

a.s.
12.08.2018


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