Limiti record da 120 a 60 all'ora contro code e ingorghi
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Rallentare la velocità
dà più sprint all'Europa
MAURO SPIGNESI


Più lenti ma più spediti. Se in Francia il limite di velocità è stato abbassato per garantire più sicurezza e meno incidenti, se in molti Paesi europei, compresa la Germania, si stanno interrogando su questa strategia, a Berna negli ultimi anni sono arrivate richieste in tal senso non soltanto quando sale lo smog, come peraltro viene fatto se si superano i limiti di legge. Ma anche per evitare code e ingorghi. L’ultima proposta è giunta dall’Associazione traffico e ambiente (Ata), attraverso il suo presidente nazionale, Anders Gautschi. "Contro la formazione di code sulle strade svizzere si conferma l’efficacia della regolazione della velocità in base al volume di traffico, come dimostrato dal tratto fortemente trafficato dell’A6 fra Thun e Berna", ha detto Gautschi. L’Ata adesso "si aspetta che questa semplice, ma efficace soluzione sia adottata anche per altri tratti autostradali sotto pressione. È molto meno costosa di tanti progetti infrastrutturali previsti "contro gli ingorghi". In pratica con una velocità moderata, tra i 100 e gli 80 all’ora, fra Muri e Thun è stata registrata una circolazione più regolare. Non solo, questo sistema avrebbe "permesso di ridurre i tempi di percorrenza".
Un anno fa, invece, era stato il direttore dell’Ufficio federale delle strade, Juerg Roethlisberger, a sostenere sul Blick una misura per combattere le colonne. Cioè, appunto, l’introduzione di limiti flessibili della velocità. Roethlisberger aveva spiegato che in alcuni Paesi europei l’abbassamento a 80 chilometri orari aveva dato buoni risultati: una velocità costante più lenta riduce la formazione di code. Questa soluzione, aveva aggiunto Roethlisberger, potrebbe essere applicata nei tratti dove vi è maggior traffico. Ed è un po’ quello che accade in Ticino nel segmento autostradale sino a Lugano nord. "Quando scatta il limite - spiega al Caffè il portavoce dell’Ustra Eugenio Sapia - e tutti gli automobilisti viaggiano a una velocità costante notiamo che il traffico è più fluido".
Sino a oggi a livello nazionale non è stata introdotta una regola generale. E dunque la circolazione viene rallentata in casi precisi. Appunto quando aumenta e crea "imbuti", oppure con i picchi d’inquinamento. Eppure da tempo si discute sull’opportunità o meno di approvare norme generali. Persino il consigliere federale Guy Parmelin, quando era ancora consigliere nazionale, aveva chiesto spiegazioni al governo su una serie di progetti per ridurre la velocità. E il Consiglio federale aveva spiegato che "la progressiva riduzione del limite di velocità da 120 a 80 chilometri all’ora consente di aumentare di una percentuale a una cifra il flusso di traffico su una determinata sezione autostradale. Non esiste, però, alcun progetto che miri ad abbassare in maniera generale il limite di velocità sulle autostrade a 80 o addirittura a 60 chilometri all’ora". Il governo aveva inoltre spiegato che fra le tante misure studiate c’era anche quella di "uniformare la velocità in momenti di traffico intenso". Appunto quello che si sta facendo oggi. Ma a intermittenza.
In Ticino, poi, è di un mese fa la richiesta della Polizia cantonale di introdurre una prima in Svizzera. E cioè il limite di 60 chilometri all’ora nel tratto dell’A2 fra Gentilino a Maroggia in direzione sud, proprio per decongestionare la circolazione. Questo dopo una sperimentazione che avrebbe dato buoni risultati nelle ore di punta. La proposta tuttavia deve ora avere il sì dell’Ustra che a quanto si sa non l’ha analizzata. Un’altra soluzione è quella di un sistema automatico che varia i limiti in relazione ai flussi.

m.sp.
12.08.2018


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