Il colosso svizzero ai ferri corti con il governo californiano
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Ecologisti vs Nestlè
per lo spreco d'acqua
FRANCO ZANTONELLI


In California si è riacceso, con toni da crociata, un conflitto mai sopito tra gli ambientalisti e Nestlè. Alla multinazionale elvetica viene rimproverato di continuare a pompare enormi quantità di acqua dal sottosuolo, nonostante lo Stato sia in preda a una gravissima siccità che, tra l’altro, ha provocato incendi devastanti, distruggendo decine di case e oltre 5.000 ettari di bosco nel solo parco-foresta di San Bernardino, circa 150 chilometri da Los Angeles. Di più: a causa di questa situazione, che si ripropone ormai da diversi anni, il governo californiano ha deciso di limitare l’erogazione di acqua alla popolazione a 208 litri quotidiani pro capite, a partire dal 2022.
Quanto a Nestlè, o meglio alla sua succursale statunitense, Waters North America, estrae l’acqua dalla sorgente di Arrowhead, che è attiva dal 1894 e si trova in un canyon situato proprio nella foresta di San Bernardino. Acqua che poi viene imbottigliata con il marchio Arrowhead, non molto distante dalla sorgente, nella città di Ontario. Parliamo di 177 milioni di litri all’anno, secondo un nuovo contratto di tre anni, sottoscritto con lo U.S. Forest Service. Anche per il colosso agroalimentare svizzero, una sorta di razionamento, se vogliamo. Il contratto precedente durava, infatti, 10 anni e la quantità di acqua pompata dal sottosuolo ammontava a 510 milioni di litri. È stato pure aumentato il canone che Nestlè deve pagare per alimentarsi alla sorgente di Arrowhead. Da 624 a 2’050 dollari all’anno.
Gli ecologisti, in particolare Gary Earney, per molti anni dipendente del Parco di San Bernardino, sono tuttavia convinti che l’azienda svizzera estragga ancora troppa acqua da quella sorgente e che quei 2’050 dollari all’anno di canone costituiscano una cifra ridicola. "Nestlé Waters North America - fa tuttavia presente l’azienda al Caffè - paga la stessa tassa annuale standard applicata dall’U.S. Forest Service a tutti i possessori di licenze di questo tipo". Per Gary Earney, anche se Nestlè non viola la legge non esiste alcuno studio di impatto ambientale sulla sua attività nella foresta di San Bernardino. L’accusa di fondo degli ambientalisti californiani alla multinazionale di Vevey è che continui a rifornirsi nella regione a proprio piacimento, nonostante le riserve idriche del sud della California rischino di esaurirsi. Nestlè Waters North America si dice "certa di poter lavorare insieme alle autorità, per attuare un piano che protegga le risorse della Foresta Nazionale di San Bernardino, nel pieno rispetto dei diritti e dei doveri di tutte le parti in causa".
Va però rilevato, tanto per farsi un’idea dei rapporti di forza in atto in quel lembo di California in preda alla siccità, che Nestlè Waters North America è il maggior produttore di acque minerali degli Stati Uniti. Un vero e proprio brand del lusso, visto che distribuisce, oltre alla già citata Arrowhead, prodotti noti in tutto il mondo come San Pellegrino, Perrier, Acqua Panna oltre ad altri marchi più tipicamente americani quali Ice Park, Deer Park e Poland Spring.
16.09.2018


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