Trucchi e strategie degli 007 durante la Guerra fredda
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Con il "topo morto"
la lotta tra Cia e Kgb
GUIDO OLIMPIO


Gli informatori degli americani in Russia sono muti, se ne stanno rintanati, temono di compiere passi falsi. Il flusso di informazioni - secondo rivelazioni raccolte dal New York Times - si sarebbe diradato creando problemi nell’analisi delle mosse del Cremlino.
L’allarme, fatto trapelare volutamente sul grande quotidiano, esce in una fase critica. Grandi dispiegamenti di forze in Europa, esercitazioni della Nato e russe, riaccendersi delle tensioni in Siria per una temuta offensiva sulla sacca di Idlib, il dialogo con la Corea del Nord subito spezzato, l’inchiesta sul Russiagate. A Washington vorrebbero saperne di più, però sostengono che le gole profonde si sono "immerse". Problemi anche a Oriente, nel teatro cinese: qui l’intelligence statunitense ha perso in passato molte pedine, schiacciate senza esitazione da Pechino, ed ha scoperto degli infiltrati nelle sue linee. Notizie che sorprendono fino ad un certo punto.
C’è un livello di eccezionalità, ma forse solo perché se ne parla di più. I veterani della Guerra Fredda, con una vena di reducismo, rammentano le acrobazie di quegli anni, le operazioni in territorio ostile, l’impossibilità a volte di agganciare chi era disposto a collaborare.
Dopo il secondo conflitto mondiale, quando il duello con l’Urss è diventato aspro, lo spionaggio statunitense ha dovuto cambiare metodo e mentalità. Intanto perché non aveva molti contatti oltre la Cortina di Ferro: non era come oggi dove i movimenti sono relativamente facili e puoi vivere senza tanti problemi a Mosca. Inoltre, per molto tempo, i vertici della Cia diffidavano dei sovietici che si offrivano di aiutare, uomini e donne disposti a tradire la "madre patria" in cambio di denaro, per risentimento o ragioni ideologiche. Negli Usa pensavano che potesse essere un inganno del Kgb per intossicare con dati falsi.
Famoso - e non unico - il caso di Oleg Penkosvsky. Pronto a fornire news riservate proverà ad agganciare, con una lettera, un americano a Mosca nel luglio del 1960. Tentativo andato a vuoto. Riproverà nell’aprile del 1961 contattando, sempre con una missiva, un uomo d’affari britannico che finalmente passerà la segnalazione al servizio MI6 a Londra e da qui arriverà alla Cia. Sarà un elemento importante, prezioso che tuttavia farà una brutta fine: arrestato nel 1962 sarà giustiziato l’anno dopo.
Ben sapendo che consolati e ambasciate erano controllate in modo ossessivo, alcuni di questi russi dovevano usare scorciatoie insidiose e inesplorate. Bussavano al vetro dell’auto di un diplomatico americano intento a fare benzina e gli passavano un piccolo messaggio, in talune situazioni lo gettavano letteralmente all’interno dell’auto. Gesti rapidi sempre nel caso che la polizia segreta fosse in caccia. Poi una volta stabilito un canale si passava alla seconda fase, quella della trasmissione di documenti e microfilm.
Gli americani costruiranno piccole macchine fotografiche che daranno ai loro "ganci" sovietici, poi inventeranno dei "gusci" dove poter lasciare la pellicola, l’appunto. Alcuni erano davvero geniali. Il finto topo morto, un pacchetto di sigarette usato e "stropicciato", una sorta di chiodo che custodiva all’interno uno spazio, la falsa pietra, una moneta. Li piazzavano in un vicolo, sotto l’albero in un parco, lungo un’aiuola, un qualsiasi luogo raggiungibile dalla spia senza destare troppa attenzione. Che, quando aveva qualcosa, tracciava un segno prestabilito su un muro, su una cassetta postale: era come un ping di un messaggio radio. Il funzionario della Cia capiva che "c’era posta per lui".
Potevano però passare settimane o mesi senza alcun cenno da parte della talpa. Magari erano sorte difficoltà, l’informatore temeva per la sua vita e attendeva tempi migliori. Sempre che non lo avessero individuato mandandolo davanti al plotone di esecuzione. Nel silenzio più totale. Pagine drammatiche tramandate dai libri, raccontate da testimoni, storie poi non così lontane.

(2 - fine / La precedente puntata  è stata pubblicata domenica 9 settembre)
16.09.2018


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