Nella vicenda Mizar emergono altri conflitti di interesse
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Non solo Giudici
ma anche Jelmini
ANDREA STERN


È l’ennesimo palese conflitto di interessi di Giorgio Giudici". Tra i capigruppo in Consiglio comunale a Lugano, Nicola Schoenenberger dei Verdi è quello più critico sulla modalità di assegnazione dei lavori da 8 milioni di franchi per la ristrutturazione dello stabile Mizar. "Dal punto di vista legale il Municipio non ha sbagliato - spiega Schoenenberger -, ma politicamente sì. È il classico inciucio alla luganese. Se si vuole proiettare la città verso il futuro, bisogna farlo con trasparenza. Quindi con un concorso pubblico. L’eccellenza scientifica si basa sulla competizione, sulla trasparenza, appunto. Ma se questa cultura manca già dall’inizio, non è un bel segnale per il futuro".
Perplessi sono anche gli udc, che per voce del capogruppo Tiziano Galeazzi annunciano  di voler approfondire la questione in Commissione della gestione. "Al momento non abbiamo gli elementi per esprimerci - dice -, ma vogliamo capire cosa c’è dietro". Anche perché l’architetto Giudici, già sindaco plrt di Lugano, non sarebbe l’unico membro del Cardiocentro a essersi accaparrato una parte della torta milionaria assegnata senza concorso pubblico. A occuparsi del rogito per la compravendita dello stabile destinato a ospitare il polo di ricerca medica sarebbe infatti l’avvocato Giovanni Jelmini, ex presidente cantonale del Ppd, anche lui presente nel Consiglio di fondazione dell’"ospedale del cuore". Mentre è opera di un leghista il rogito per la costituzione della Lugano Medtech, la fondazione presieduta dal municipale Michele Foletti che sarà chiamata a gestire il polo di ricerca. Si tratta del consigliere comunale Enea Petrini. Nel suo caso si parla però di un lavoro di poche migliaia di franchi.
C’è quindi un’ampia presenza della politica nei lavori di ristrutturazione dello stabile Mizar. Ma i partiti rappresentati in Municipio non vedono alcun conflitto d’interessi. "Queste sono scelte che spettano al proprietario dello stabile, quindi a Swisslife - ribatte Lukas Bernasconi, vicecapogruppo della Lega -. Il Municipio ha fatto tutto alla luce del sole. In Consiglio comunale ha detto chiaramente che il Mizar sarebbe stato acquistato già ristrutturato. La soluzione più semplice, veloce e sicura. Poi se i lavori li esegue l’uno piuttosto che l’altro, politicamente è per noi un aspetto secondario". Bernasconi aggiunge che per la Lega ciò che conta è che il progetto possa andare in porto. "Siamo dispiaciuti per questi ritardi dovuti alla diatriba tra Cardiocentro ed Eoc - afferma -. Speriamo che si arrivi presto a una soluzione".
Un parere condiviso dal Ppd. "Il messaggio municipale ha indicato chiaramente che la Mizar Sa avrebbe ripreso lo stabile solo una volta effettuati i lavori - ricorda il capogruppo Michel Tricarico -. È stata un’operazione trasparente, non c’è nulla che non sia stato messo a conoscenza del Consiglio comunale". Il capogruppo ppd sottolinea che "l’obiettivo della Città era ed è tuttora quello di facilitare la partenza di questo ambizioso progetto che potrà offrire grandi prospettive di sviluppo".
Più criptica è la posizione del Ps, la cui capogruppo, Simona Buri, si limita ad affermare: "Abbiamo deciso di non esprimerci sul tema". Peccato, perché di materia di discussione ce ne sarebbe. Persino il Plrt, partito di Giudici, riconosce la necessità di fare luce sulla situazione nell’interesse dell’opinione pubblica. "Prenderemo posizione - assicura la capogruppo Karin Valenzano Rossi -, dopo averne parlato all’interno del nostro gruppo e in Commissione della gestione".

a.s.
16.09.2018


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