Nuove ombre sul polo di ricerca medica previsto a Lugano
Immagini articolo
Il Cardio non paga
e il Mizar si arena
ANDREA STERN


Tiziano Moccetti, fondatore del Cardiocentro, ci crede sempre di meno. "È questa la differenza tra pubblico e privato - dice al Caffè -. Se il progetto Mizar fosse stato realizzato come proposto da me, a quest’ora sarebbe già realtà. Ma le diatribe con l’ente pubblico l’hanno fatto arenare". In effetti nulla si muove attorno al polo di ricerca medica che dovrebbe sorgere a Molino Nuovo. Si attende la licenza edilizia ma soprattutto si attende che il Cardiocentro versi la sua quota di 5 milioni di franchi per la costituzione della società immobiliare Mizar Sa. Un’attesa sospetta se si pensa che l’altro azionista, la Città di Lugano, ha già depositato su un conto la sua quota, 10 milioni di franchi. E lo ha fatto nel 2016.
"Faremo il versamento non appena ci sarà la licenza edilizia - assicura Giorgio Giudici, presidente della Fondazione Cardiocentro -. L’attesa non dipende in alcun modo dalle trattative con l’Ente ospedaliero cantonale". Eppure sarebbe proprio quest’ultima la causa del tergiversare. Voci autorevoli e insistenti sostengono che il Cardiocentro voglia conoscere il proprio futuro prima di decidere se confermare o meno la sua partecipazione. E in qualche modo lo ammette anche lo stesso Tiziano Moccetti. "Per ogni progetto che porto avanti, anche con eccellenti risultati, vengo bastonato...", dice il primario, lasciando trasparire una certa amarezza.
"Mi auguro che quella di Moccetti sia una disillusione solo passeggera - replica Marco Borradori, sindaco di Lugano -. Noi come Città abbiamo creduto e crediamo molto in questa operazione ad alto valore aggiunto. E abbiamo rispettato i nostri impegni. Capisco l’incertezza attuale del Cardiocentro, ma auspico che anche loro possano continuare a crederci. È un progetto studiato insieme e che quindi vorremmo portare avanti insieme". L’alternativa sarebbe il naufragio o una ripartenza su altre basi. "Sicuramente se il Cardiocentro si dovesse tirare indietro bisognerebbe rivedere parecchi aspetti del progetto - riprende Borradori -. Ma io credo che la ricerca medica resti un ambito sul quale puntare. Indipendentemente dall’integrazione o meno dell’’ospedale del cuore’ nell’Eoc".
Il municipale Michele Foletti, che è anche presidente della Lugano Medtech, la fondazione che avrà il compito di gestire il polo di ricerca, sottolinea che l’operazione gode pure del sostegno dell’Università della Svizzera italiana e dell’Ente ospedaliero cantonale. "L’idea è nata dal Cardiocentro, ma si tratta di un progetto condiviso - sottolinea -. Sono fiducioso che lo porteremo avanti tutti insieme". E la licenza edilizia, aggiunge Foletti, è dietro l’angolo. "Le vertenze con gli opponenti sono state risolte - afferma -, manca ora solo la firma del Consiglio di fondazione del Cardiocentro".
Voci autorevoli ma meno insistenti ipotizzano che a mancare sarebbero i soldi (vedi articolo nella pagina accanto). Un versamento di 5 milioni sarebbe troppo oneroso per una struttura fragile dal punto di vista finanziario. Quel che è certo è che l’"ospedale del cuore" sta tentennando in attesa di chiarire quale tipo accordo verrà raggiuto con l’Ente ospedaliero cantonale. E in che misura potrà continuare a fare ricerca. Ma l’accordo non è dietro l’angolo. Soprattutto alla luce del lancio dell’iniziativa popolare in sostegno del Cardiocentro e dell’esacerbarsi dello scontro tra le parti. Ci vorranno ancora mesi. Forse, ma solo forse, il progetto Mizar riuscirà comunque a evitare il naufragio.
Tuttavia i tempi di realizzazione saranno molto più lunghi di quelli inizialmente previsti. Quando, come ricorda il capogruppo dei Verdi, Nicola Schoeneberger (vedi articolo sotto), "il Municipio fece pressione sul Consiglio comunale per l’approvazione del credito di 10 milioni sostenendone l’urgenza".
Le carte in tavola sono cambiate e lo sono pure per i futuri possibili inquilini. Come la Fondazione Agire. Sempre nel 2016, nel messaggio municipale sul Mizar, si leggeva: "La Fondazione Agire occuperà spazi per circa mille metri quadrati, per i quali è già stato formalizzato un accordo ed è già stata presa una decisione di finanziamento dal Consiglio di Stato". Ma oggi, a due anni di distanza, i toni si sono fatti più prudenti. E si parla di un dietrofront. "Diciamo che la trattativa si è congelata - spiega il direttore della fondazione, Lorenzo Ambrosini -. Da parte nostra resta l’interesse, il Mizar è un’opzione". Appunto, un’opzione. Perchè di certezze attorno al Mizar ce n’è sempre meno.

astern@caffe.ch
16.09.2018


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

I matrimoni politici
impossibili (o quasi)
L'INCHIESTA

Il bluff della canapa light
in 5 minuti diventa droga
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Gli affari d'amore
non si fanno in banca
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Trump con i tassi bassi
sogna d'essere Reagan
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La guerra senza confini
dei "mercenari killer"
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
07.11.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 19 novembre prossimo
26.10.2018
Pubblicati i dati del censimento rifiuti 2017 [www.ti.ch/gestione-rifiuti, www.ti.ch/oasi]
26.10.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da sabato 27 ottobre 2018 alle ore 8:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
24.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 5 novembre 2018.
23.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre e in Val Poschiavo dal 16 ottobre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Bregaglia
22.10.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2018
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Atene: scontri
alle celebrazioni
per la Rivolta
del Politecnico

CIA:
il principe saudita
ha fatto uccidere
Khashogggi