GastroTicino invita il Consiglio di Stato a a fare presto
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"È pronta una legge
per regolare gli Airbnb"
PATRIZIA GUENZI


Adesso basta! Il guanto di velluto va sostituito col pugno di ferro. Come una piovra, i tentacoli degli Airbnb stanno soffocando le città e i centri urbani di tutto il mondo.  E la rivolta contro il portale americano che mette in contatto persone in cerca di un alloggio per brevi periodi è partita. Anche in Ticino - dove ogni anno vanno persi oltre mezzo milione di franchi di tasse turistiche - gli operatori del settore hanno fatto un passo concreto. "Abbiamo preparato una modifica della legge sul turismo, è pronta e l’abbiamo già presentata al Consiglio di Stato - dice al Caffè Massimo Suter, presidente di GastroTicino -. Speriamo che il messaggio sia approvato da Governo e Parlamento entro l’estate. In questo modo potremo finalmente sapere quanti sono gli Airbnb attivi nel cantone e incassare le tasse di soggiorno".
Solo in Svizzera lo scorso anno la piattaforma americana ha registrato oltre 900mila ospiti, per oltre 3 milioni di pernottamenti. Una fetta che corrisponde al 10% del turismo elvetico. "Deve finire questa zona grigia, per cui chi lavora nel turismo sta perdendo decine di migliaia di franchi", sottolinea Suter. Entro l’estate, dunque, la "nuova" legge sul turismo si spera sia pronta e partire. I proprietari di appartamenti che mettono a disposizione dei turisti da uno a sei letti avranno l’obbligo di annunciarli all’Ente turistico.  "L’urgenza è sentita da tutti, ci sono le elezioni, sì, ma spero che la questione sia affrontata immediatamente dal nuovo governo", auspica Suter.
Un’urgenza che sottolinea anche Aldo Merlini, presidente del consiglio d’amministrazione dell’Ente turistico Lago Maggiore (Etlm): "Non si può più temporeggiare - dice -. Parliamo di un potenziale di 100-150mila pernottamenti persi ogni anno solo in Ticino. Inoltre, non si tratta solo delle tasse non pagate, anche se è un tema fondamentale per il turismo, si tratta pure di una questione di sicurezza. Chi alloggia in questi Aibnb non viene registrato, non esiste alcun controllo, non si sa chi sia".
Un controllo che per Lorenzo Pianezzi non sarà così semplice. "Dobbiamo renderci conto che si tratta di un fenomeno globale e fargli la guerra più di tanto non possiamo - spiega il presidente Hotelleriesuisse Ticino -. Possiamo però almeno arginarlo. Come ha fatto Berna che ad esempio li ha vietati nel centro storico. Certo, le tasse di soggiorno sono un’entrata interessante per il settore turistico. Tuttavia, per noi albergatori chi alloggia negli Airbnb difficilmente entrerebbe nei nostri hotel. Sono però turisti che arrivano nel nostro cantone e qualcosa spendono".
Turisti che cercano proprio alloggi di questo tipo. Come sostiene Stefano Steiger, municipale di Ascona a capo del dicastero turismo: "Queste strutture evidentemente esistono perché c’è una richiesta che va a colmare un preciso segmento di clientela - spiega -. Quella giovane, che vuol fare una vacanza a prezzi bassi. Ma come ogni fenomeno, penso che debba essere regolato per evitare scompensi". Anche per Roberto Badaracco, municipale di Lugano, il problema esiste: "Purtroppo non si è mai pensato di regolamentare il settore e adesso va assolutamente fatto, basta perdere i soldi delle tasse di soggiorno. A Lugano per ora la situazione è sotto controllo, ma se gli Airbnb dovessero aumentare troppo prenderemo dei provvedimenti".
Come molte città hanno ormai già fatto. Non più disposte a tollerare il gigante Usa degli affitti mordi e fuggi. In tutto il mondo è partita la rivolta contro l’invasione. Il governo spagnolo, ad esempio, ha approvato un provvedimento che limita per legge i contratti di affitto in scandenza. E obbliga chi cede la casa per oltre 90 giorni l’anno a prendere una licenza. A Praga agenti speciali stanno controllando i 20mila affittacamere. "È anche una questione di piani regolatori - osserva Pianezzi -. A livello comunale viene deciso il tipo di alloggio per una determinata zona e da lì non si scappa, non è così complicato".
Anche Hotelleriesuisse da tempo chiedeva al governo questa modifica di legge che ora permetterà finalmente di fare un po’ di ordine in un settore che, l’ha definito Suter, "è una giungla e chi è fuorilegge va segnalato". Non ne è così certo Pietro Beritelli, docente di economia del turismo all’Università di San Gallo, secondo cui frenare l’invasione di questo colosso della "sharing economy" sarà pressoché impossibile (vedi box a sinistra).
Intanto, oltre a Berna, che ha vietato gli Aibnb nel centro storico, altre regioni svizzere si sono mosse per arginare il fenomeno: Zugo, Basilea Campagna, Zurigo e Basilea Città. E altre seguiranno. "Occorre avere una visione completa del fenomeno - ribadisce Massimo Suter -. È un mercato selvaggio ed è diventato intollerabile. Non possiamo più fare finta di niente". Per chi sgarra saranno previste sanzioni. Molte città hanno assunto degli ispettori. Barcellona ne ha cento, che in pochi mesi hanno affibbiato oltre 3mila multe a chi non era in regola. Anche Parigi, con un censimento ha portato alla luce 60mila appartamenti in offerta sul sito che non avevano nemmeno il numero obbligatorio di licenza locale.

pguenzi@caffe.ch
17.03.2019


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