Dicottesima manifestazione contro il governo Macron
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Parigi ancora devatasta
da gruppi di gilet gialli
R.C


In fiamme gli Champs-Élysées, assaltati i negozi di Parigi. Ieri, sabato, oltre settemila "gilet gialli" sono stati protagonisti del diciottesimo sabato di protesta.
Mentre alcuni si sono uniti pacificamente alla "Marcia del secolo" per il clima, che è confluita tranquillamente a "la place de l’Opéra", il grosso dei manifestanti ha messo a ferro e a fuoco la principale via parigina. Gruppi di "gilet gialli" e di Black bloc hanno tentato di raggiungere l’Eliseo ma sono stati respinti dalla polizia con lacrimogeni e getti di idrante sull’avenue Franklin Roosevelt.
Lungo gli Champs-Élysées è stato devastato lo storico ristorante  Fouquet’s. Altri negozi sono stati saccheggiati. Il Disney Store ha riportato notevoli danni. È stata inoltre evacuata  la filiale di una banca a causa del fuoco appiccato dai manifestanti. Undici persone sono rimaste ferite, in modo non grave. Una donna e un bambino, rimasti intrappolati al secondo piano, sono stati salvati in extremis dai pompieri che hanno domato l’incendio.
E ancora una volta, dopo la calma delle scorse settimane, si sono registrati violenti scontri fra la polizia che ha lanciato gas lacrimogeni e proiettili di gomma sui manifestanti. Numerosi i roghi e le barricate date alle fiamme per le strade di Parigi.
Stando alle prime stime del ministro dell’Interno, Christophe Castaner "circa 1.500 violenti sono venuti per rompere, attaccare e distruggere". Il ministro dell’Interno francese ha denunciato su Twitter l’azione dei Black bloc arrivati a Parigi: "Sono professionisti della violenza e del disordine. Equipaggiati e mascherati si sono infiltrati nei cortei".  Ha poi specificato che: "Non si tratta né di manifestanti né di casseur, questi sono solo assassini". Di conseguenza, come ministro dell’interno, ha invitato il prefetto a rispondere "con la maggiore fermezza possibile a questi attacchi inammissibili di questi professionisti dei disordini".
Secondo il primo bilancio stilato dalla prefettura di Parigi nel pomeriggio di ieri, sabato, sono state fermate 64 persone. Un numero che sembra però destinato a salire di ora in ora, visto che in diverse aeree della città la violenza continua. Anche perché risulta difficile distinguere fra i gruppi  di violenti che si sono infiltrati e le migliaia di persone scese in strada soltanto per protestare contro il governo francese. Questi gruppuscoli si muovono con attacchi repentini e continuano a seminare il panico fra la folla.
A quattro mesi dall’esordio in piazza, il movimento dei gilet gialli, pur perdendo di consistenza,  sembra incattivirsi ulteriormente. Nella prima giornata di mobilitazione, il 17 novembre scorso, la protesta aveva radunato 282mila persone in tutto il Paese. Sabato scorso i manifestanti erano scesi a 28mila. La data di ieri, 16 marzo, è stata così indicata da tempo da alcuni portavoce del movimento come uno spartiacque anche simbolico.
"Non farò appelli alla non violenza, me ne frego",  aveva dichiarato in precedenza Maxime Nicolle noto esponente dei gilet gialli in un messaggio su Facebook. Gli ha fatto eco l’appello di Eric Drouet, uno dei leader del movimento: "Adesso passiamo alle cose serie". E aveva invitato i manifestanti a convergere su Parigi per dare un "ultimatum" al governo. Si annuncia dunque una nuova fase politica delicata con i "gilet  gialli" che vogliono tentare di riprendere forza. Quello di ieri era del resto il primo sabato di protesta dopo la conclusione del Grande dibattito nazionale indetto dal presidente francese, Emmanuel Macron, dopo le violenze delle prime manifestazioni, che dovrà ora decidere quali delle rivendicazioni popolari trasformare in leggi.
17.03.2019


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