Il governo rimanda la palla ai "camici bianchi"
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"Chiedete risposte
ai vertici dei medici"
LILLO ALAIMO


La polemica non è destinata a spegnersi. Il gruppo di medici, una quindicina, che lo scorso febbraio ha scritto al governo lamentando poca trasparenza da parte dei vertici dell’Ordine cantonale dei medici (Omct) è determinato ad andare sino in fondo. Ma la polemica non sembra destinata a spegnersi specialmente dopo che un mese fa il presidente dell’Ordine, Franco Denti, non è stato rieletto in Parlamento. Si era presentato nella lista dell’Udc; la scorsa legislatura era in quella dei Verdi, lì approdato dal Ppd. Denti incolpa quel gruppo di medici, quella fronda per la sua mancata rielezione.
Tre mesi e mezzo fa quel gruppo di professionisti inviò al governo alcune domande, sia in relazione al cambiamento degli statuti (era novembre, in occasione dell’assemblea dell’Omct) sia in relazione agli onorari e alle spese dell’Ufficio presidenziale. Due vice-presidenti (Nello Broggini e Paolo Gaffurini) a cui sono attribuiti complessivamente 60mila franchi l’anno, e il presidente a cui spetta un onorario di 240mila franchi, oltre a 100mila   - “senza alcun giustificativo” - per il mancato guadagno causato dall’assenza dal suo studio medico.
Il governo ha risposto. E di fatto, per quanto riguarda onorari e spese dell’Ufficio presidenziale, ha rispedito la palla nel campo dei medici che hanno sollevato il problema. È vero che l’Omct è una corporazione di diritto pubblico, ha scritto il governo, ma simili questioni interne vanno gestite, appunto, internamente. “Riteniamo pertanto - si legge nella lettera datata 27 marzo - di dovervi rinviare al Consiglio direttivo dell’Omct affinché, a fronte di una vostra precisa richiesta, emani una decisione formale debitamente motivata, poi impugnabile secondo la legge sanitaria”.
La polemica, dunque, non è destinata a smorzarsi, perché alla luce del consiglio dato loro dal governo il gruppo di medici è determinato a proseguire la propria battaglia. Chiedono totale trasparenza. E, come scritto dall’Esecutivo cantonale, il Consiglio direttivo dell’Ordine dovrà rispondere “motivando debitamente le proprie decisioni”. Ma non sarà finita nemmeno allora perché quelle decisioni e quelle motivazioni potranno essere “impugnate”. Così ha scritto il Consiglio di Stato.
Per quanto riguarda invece le modifiche degli statuti votate quasi all’unanimità nell’assemblea dello scorso novembre, e subito rese esecutive, il Consiglio di Stato ha spiegato nella propria risposta che... all’Esecutivo spetta solo “la verifica della legalità e della conformità al diritto cantonale e federale”. L’approvazione degli statuti non è comunque ancora giunta perché in attesa (sino ad alcuni giorni fa) del verbale dell’assemblea.
Il gruppo di medici contestò le modifiche che avrebbero reso possibile (e così avvenne) la rielezione dei vertici annullando ogni vecchio limite di tempo. Ed è così che Franco Denti ha iniziato il suo 4° mandato. Il suo 13° anno di presidenza. È anche su queste modifiche che il governo potrebbe dire la sua. Ma è molto improbabile.
La richiesta di spiegazioni per quanto riguarda quei 400mila franchi di onorari (per  presidente e vice-presidenti) dovrebbe arrivare ai vertici dell’Ordine quanto prima. Ma già lo scorso fine marzo il dottor Denti giustificò quelle cifre spiegando che lui svolge le mansioni di un manager e, rispetto ai suoi predecessori, ha accorpato in sè le funzioni di presidente, direttore e segretario generale.

l.a.

Leggi la lettera
12.05.2019


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