I primari dell'"Ospedale del cuore" hanno trovato un'intesa
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Il Cardiocentro verso
...una direzione a tre
PATRIZIA GUENZI


Le basi sono ormai state gettate. Anzi, la costruzione del futuro Istituto Cardiocentro Ticino integrato nell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) si trova già oltre il "pianterreno". Al rapporto tecnico-medico elaborato in quest’ultimo mese da un gruppo di lavoro, Cardio e Eoc, mancano solo alcune rifiniture e tempo qualche giorno sarà concluso e consegnato alle due parti e al Governo chiamato un mese fa a fare da garante nelle "rinnovate" trattative. La direzione imboccata è quella indicata da un comunicato stilato alcune settimane fa dalle due parti, ovvero un istituto con un’autonomia clinica e gestionale pressoché simile a quella attualmente data allo Iosi, l’Istituto oncologico, e al Neurocentro. Con una differenza. La direzione dovrebbe essere affidata ai tre primari del cosiddetto "ospedale del cuore".  È questa la direzione in cui si sta andando. E che piace sia all’Ente ospedaliero sia alla presidenza della Fodazione privata che dal 1995 gestisce il Cardiocentro. Giorgio Giudici, presidente della Fondazione, ne è convinto (vedi articolo a destra) e, anzi, stronca sul nascere ogni eventuale contestazione: "Chi non condivide se ne può anche andare".
Conclusa questa prima fase di trattative, condotta sia da alcuni medici sia da chi gestisce il personale e - per il "Cardio" - anche da un rappresentante degli impiegati - si passerà all’analisi del rapporto tecnico-medico elaborato. Un’analisi che coinvolgerà sia i vertici dell’Eoc (al tavolo di discussione ha partecipato anche il direttore generale Giorgio Pellanda) sia quelli della Fondazione Cardiocentro. Ma come detto, il presidente Giorgio Giudici ha già manifestato - e lo ha ribadito al Caffè, la  propria soddisfazione per l’indirizzo finora preso. Così pure, da quel che se ne sa, anche il presidente dell’Ente, Paolo Sanvido, condivide quanto discusso e abbozzato sino ad oggi. L’importante, ha sempre detto Sanvido unitamente al direttore generale Pellanda, è che il Cardiocentro analogamente agli altri istituti Eoc venga inquadrato sotto un’unica governance, il Consiglio di amministrazione dell’Ente.
Una delle novità più importanti, come detto, dovrebbe essere costituita dalla singolare scelta di affidare la direzione agli attuali tre primari del Cardiocentro: Tiziano Cassina, Giovanni Pedrazzini e Stefanos Demertzis. Una scelta determinante, sebbene la decisione non sia ancora stata condivisa, ratificata dalla Fondazione e dal vertice dell’Ente ospedaliero. E sebbene il rettore dell’Università della Svizzera italiana, Boas Erez (coordinatore del gruppo tecnico-medico), al Caffè abbia detto che... "nulla è ancora stato deciso, si sta ancora discutendo". Anzi, allo stato attuale delle cose, Erez ha detto: "Sì, è fattibile ma forse non sarà così". Altre però sono le informazioni raccolte dal Caffè.
La soddisfazione che pare serpeggiare tra i tre primari del Cardiocentro lascia ben sperare anche sul possibile ritiro dell’Iniziativa lanciata in autunno dal Cardiocentro contro l’integrazione nell’Eoc. Il primo firmatario era Tiziano Cassina ed è lui che ha ora la facoltà di ritirarla togliendo dal tavolo quello che, alla prova dei fatti, si è dimostrato essere una sorta di "ricatto".

pguenzi@caffe.ch
09.06.2019


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