"Duty of care" nuovo sistema di controllo sui lavoratori
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L'impresa vi monitora
quando siete in viaggio
LORETTA NAPOLEONI


Sempre più aziende monitorano i propri dipendenti mentre viaggiano per lavoro ed offrono loro servizi che vanno dalle notizie sul traffico, per evitare gli ingorghi, alle previsioni del tempo fino agli attacchi terroristici. L’obiettivo è garantire la sicurezza dei dipendenti mentre sono all’estero, in un ambiente che non conoscono e dove non saprebbero bene come muoversi qualora si trovassero in difficoltà. Questa pratica si chiama "duty of care", che tradotto in italiano significa la responsabilità universale del datore di lavoro. Il ragionamento è il seguente: come l’azienda garantisce la sicurezza del personale sul posto di lavoro, così deve farlo durante le trasferte lavorative. In alcuni Paesi, ad esempio nel Regno Unito, se un’impresa fallisce in questo suo compito commette un reato, può dunque diventare oggetto di un procedimento penale.
Naturalmente l’importanza del "duty of care" nel mondo del lavoro è aumentata con l’impennata degli attacchi terroristici. I sondaggi mostrano che il più grande timore di chi viaggia è il terrorismo. Secondo la Global business travel association, organizzazione che lavora nel settore dei viaggi d’affari, il 45 per cento di chi va in trasferta considera un attacco terroristico il maggior rischio per la propria sicurezza. Solo il 15 per cento indentifica nella piccola criminalità ed in quella di strada, come gli scippi, un rischio maggiore. Eppure per chi viaggia è molto più probabile cadere vittima di questo tipo di criminalità ed anche di qualche  malattia che di un attacco terroristico.
Tutto ciò l’azienda lo sa bene. Infatti il monitoraggio offerto dal "duty of care" non ha nulla a che vedere con le assicurazioni contro i grossi rischi, come i rapimenti, assicurazioni che vengono acquistate dalle imprese quando i dipendenti sono in zone ad alto rischio, come la Libia o l’Afghanistan. Il "duty of care", ha lo scopo di offrire informazioni e soluzioni rapide ai dipendenti nei momenti del bisogno, ad esempio come chiamare un’ambulanza in un determinato Paese o identificare in quale ospedale recarsi per avere il trattamento migliore. Anche chi si considera un esperto viaggiatore è ben contento di ricevere questo tipo di consigli da parte dell’impresa.
L’altra faccia della medaglia del "duty of care" è il ruolo che i dipendenti rivestono nell’economia dell’azienda. Un professionista che rimane bloccato per una settimana a causa di un uragano costa all’impresa molto più del costo della trasferta. E questo vale non solo quando si viaggia per lavoro, ma anche durante le vacanze. Ecco perché molti datori di lavoro estendono i servizi offerti dal "duty of care" al personale che è in vacanza. Sapere dove i dipendenti si trovano, dunque, diventa fondamentale per la gestione del rischio d’impresa.
Sebbene da sempre le aziende abbiano a disposizione gli itinerari di viaggio dei dipendenti che hanno prenotato attraverso i canali aziendali, oggi esistono sistemi complessi di monitoraggio anche quando ciò non avviene. I Gps o gli iPhone vengono usati per rintracciare geograficamente i dipendenti in giro. Ma non è detto che a tutti faccia sempre piacere essere "pedinati elettronicamente" dall’impresa, anche se nell’emergenza avere a disposizione un canale diretto con il posto di lavoro può essere molto vantaggioso.
08.07.2018


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