Ecco come cambia il mercato dell'arredamento
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Compro mobili online
ma prima devo toccarli
ANDREA STERN


Chi mai si comprerebbe i mobili online? Per ora ben poche persone. In Svizzera solo il 7% del fatturato del settore viene ottenuto in rete e riguarda quasi esclusivamente accessori o oggetti di dimensioni ridotte. I mobili più grandi li si vuole ancora vedere, toccare, provare. Ma in futuro l’utilizzo di Internet sarà imprescindibile per arredare la propria casa. Lo sanno bene Migros e Coop, i due colossi al dettaglio elvetici, che nelle scorse settimane hanno presentato le loro strategie per ritagliarsi un ruolo di primo piano in questa rivoluzione digitale.
La svolta più radicale è quella di Coop. Entro fine settembre manderà in pensione il suo storico marchio Toptip, che negli ultimi anni ha navigato in acque sempre peggiori. Tra il 2007 e il 2017 la cifra d’affari è calata da 262 a 192 milioni di franchi. Coop non poteva non reagire e così ha annunciato che gli attuali 28 punti vendita di Toptip verranno completamente trasformati e passeranno sotto la gestione di Livique. Più che un marchio un concetto, che intende sfruttare al meglio le potenzialità del digitale. Ad esempio, attraverso  schermi tattili che permetteranno ai clienti di personalizzare i mobili e assemblarli a loro piacimento. O con occhiali di realtà virtuale, grazie ai quali sarà possibile vedere una simulazione della stanza dei propri sogni. Insomma, un’irruzione di tecnologia virtuale in un negozio che resta reale.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Migros, presente nel mercato dei mobili con i marchi Micasa e Interio. In dieci anni la cifra d’affari di quest’ultimo si è quasi dimezzata, passando da 287 a 154 milioni di franchi. Per contrastare questa tendenza al ribasso Interio ha presentato il suo nuovo concetto di vendita, concretizzato a fine agosto nella filiale di Spreitenbach. Che è stata trasformata in "un negozio online nel quale si può passeggiare a piedi", come ha detto il ceo Michel Keller. Anche in questo caso il negozio è stato dotato di schermi tattili e altri strumenti digitali che consentono al cliente di simulare l’abbinamento dei vari mobili e oggetti per la casa. Inoltre è stata presentata un’applicazione in realtà aumentata, che permette di sovrapporre le immagini dei mobili a quelle della propria abitazione.
In questa rivoluzione tecnologia nella vendita dei mobili Ikea, principale attore del mercato con una cifra d’affari annua superiore al milione di franchi, resta comunque il pioniere. Presente in Svizzera con dieci filiali, il gigante svedese ha già annunciato di non volerne costruire altre. Piuttosto, intende sviluppare ulteriormente le applicazioni informatiche, rafforzare la propria presenza sulle reti sociali come Instagram e puntare su piccoli "pop up store" nei grandi centri urbani. Ovvero negozi temporanei che in uno spazio ristretto uniscono showroom e possibilità di acquisto online. Negozi pensati per rispondere alle esigenze dei sempre più numerosi clienti che non dispongono di un’auto, ma che vogliono vedere i mobili prima di acquistarli. Il primo di questi "pop up store" ha visto la luce un anno fa sulla Bahnhofstrasse a Zurigo. E ha riscontrato un notevole successo, a livello di incassi ma anche e soprattutto di immagine.
Ogni nuova idea è dunque buona per frenare l’erosione del mercato dei mobili, che l’anno scorso in Svizzera ha subito un nuovo calo della cifra d’affari, scesa a 3,8 miliardi di franchi. E peggio ancora è andata ai margini di guadagno dei commercianti, che dal 2011 si sono ridotti di un terzo. Più di Internet, pesa la concorrenza estera, tra i 700 e gli 800 milioni di franchi annui. Si fanno quindi sempre più essenziali sia un’efficace presenza su Internet, la vetrina utilizzata da più della metà degli svizzeri per scegliere i mobili, sia una diffusione delle nuove tecnologie nei punti vendita. Che non verranno sacrificati sull’altare dell’online solo a patto di adeguarsi alle innovazioni dell’online. "Sono convinto - ha detto il ceo di Interio, Michel Keller - che fra cent’anni esisteranno ancora negozi fisici di mobili".

a.s.
16.09.2018


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