Chi prenota su Internet non beneficia di tariffe più basse
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Parrucchieri e ristoranti
senza sconti per il Web
R.C.


Prenotare un posto al ristorante, dal parrucchiere o dal medico non fa risparmiare. Eppure sempre più svizzeri preferiscono farlo online piuttosto che usare il telefono. Per comodità, soprattutto. Anche se ci sono eccezioni. I ticinesi, ad esempio, sono in fondo alla classifica. Almeno stando ad un sondaggio dell’Istituto per la ricerca di mercato Innofact di Zurigo su incarico di localsearch nel febbraio 2019. Nell’ultimo trimestre, solo il 56 per cento dei ticinesi ha effettuato prenotazioni online, quando nella Svizzera romanda la percentuale è del 60 per cento e nella Svizzera tedesca del 67 per cento.
"Questo fenomeno potrebbe essere semplicemente ricondotto al numero inferiore di possibilità di prenotazione in Ticino", spiega Harry H. Meier, portavoce di localsearch. Che continua: "Ciò è confermato anche dalle parole di un intervistato ticinese, che afferma di non conoscere nemmeno un servizio che offra la possibilità di prenotare online gli appuntamenti".
Sarà anche così, eppure almeno un quinto dei saloni per uomini e donne presenti in Ticino hanno questo servizio al cliente. "La tendenza sta crescendo - ammette Davide Bianco, presidente di Coiffure suisse sezione Ticino - anche se oggi a permettere ai clienti di prenotare un taglio online sono solo circa 124 saloni su 620". L’associazione mantello segue con attenzione il fenomeno. E cerca di promuoverlo. "Abbiamo sviluppato un’applicazione con cui i nostri soci possono gestire comodamente da casa i loro appuntamenti", dice Bianco.
Chi prende appuntamento su Internet non ha però vantaggi particolari sul servizio scelto. "Per noi è un’offerta che privilegia la comodità, non il diritto ad un qualche tipo di sconto". Neanche il settore della ristorazione è del parere che chi usa la Rete debba beneficiare di ribassi particolari. "Da quel che mi risulta nessuno offre questo tipo di proposta - spiega Daniele Meni, vicepresidente di GastroTicino -, è però vero che la tecnologia sta prendendo sempre più piede". Un esempio? "Se tutti i giorni non guardo le email, whatsapp e messenger, al ristorante mi ritrovo persone convinte di aver prenotato solo perché mi hanno mandato un messaggino". Insomma, il caro vecchio telefono è andato in soffitta? "Certo che no - prosegue Meni - ma è indubbio che sia in corso un’evoluzione tecnologica e dobbiamo tenerne conto".
A rivolgersi alla Rete oggi sono soprattutto i giovani. Degli intervistati da Innofact Sa tra i 18 e i 25 anni d’età, l’81 per cento di loro ha ammesso di aver utilizzato il computer o lo smartphone nell’ultimo trimestre proprio per fissare un appuntamento. Pur restando elevata, la percentuale si abbassa al 60 per gli intervistati dai 46 ai 55 anni. Il divario generazionale si fa invece sentire per la popolazione di età compresa tra i 66 e i 74 anni: in questa fascia, solo la metà scarsa, 49 per cento, dichiara di aver effettuato una prenotazione, di qualsiasi tipo, online.
E infine ci sono anche gli scettici. Tra questi prevalgono quelli che preferiscono ancora il contatto personale, mentre solo una piccolissima parte dice di aver avuto esperienze negative in passato.

r.c.
17.03.2019


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