Viaggio nella miriade di offerte degli operatori telefonici
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Addio al roaming?
Non è del tutto vero
ANDREA STERN


A sentire gli operatori telefonici, anche in Svizzera il roaming sarebbe già morto e sepolto. Negli ultimi mesi tutti hanno in un modo o nell’altro annunciato il loro addio a quella tassa per i collegamenti da e verso l’estero che fino a pochi anni fa generava un giro d’affari quasi miliardario (925 milioni di franchi di incassi nel 2010).
Eppure, al di là dei roboanti annunci, dissanguarsi in vacanza è ancora facile, facilissimo. Spedire un paio di foto via WhatsApp da Cuba o dalla Namibia, ad esempio, può costare anche 100 franchi. D’altro canto è anche possibile navigare senza limiti per un mese intero dalla Groenlandia per soli 19,90 franchi. Offerte che dimostrano quando il mondo delle telefonia mobile si sia trasformato in una giungla, dove solo i più avveduti riescono a cavarsela senza troppi danni. La parola d’ordine è "informarsi", sempre.
Osservando le ultime offerte si nota così che Sunrise ha lanciato a fine maggio quello che è al momento il pacchetto più conveniente per chi prevede di trascorrere le vacanze in un Paese europeo continuando a utilizzare il telefonino come a casa propria. Per 19,90 franchi si ottengono fino a 40 gigabyte da utilizzare sull’arco di un mese, in tutti i Paesi europei compresa la già citata Groenlandia.
Il primo operatore ad "abolire" il roaming era in ogni caso stato Swisscom, nel febbraio scorso, mettendo sul mercato un abbonamento "senza limiti" per la Svizzera e l’Europa, al prezzo di 80 franchi al mese. Poco dopo anche Salt aveva annunciato la morte del roaming con il pacchetto "Plus Europe", venduto alla tariffa promozionale di 69,95 franchi al mese. Entrambe offerte interessanti, va sottolineato, solo per chi si reca frequentemente all’estero. Poiché il "tutto compreso" per la sola Svizzera vale oggi attorno ai 30 franchi.
Sarebbe tuttavia errato pensare che queste offerte abbiano decretato la fine del roaming. Al contrario, all’inizio dell’anno Sunrise ha addirittura aumentato la tassa sulle chiamate ricevute in Europa o negli Stati Uniti da 80 centesimi a 1 franco, mentre per le chiamate in uscita si è passati da 1,30 a 1,75 franchi. Anche il costo per un Sms è salito, da 50 a 60 centesimi. E l’esperto di telecomunicazioni Ralf Beyeler del portale comparativo Moneyland.ch ha scovato un incremento ancora più consistente: le chiamate da alcuni Paesi come Argentina, India o Ucraina oggi costano 4,75 franchi al minuto, fino al 116% in più rispetto all’anno scorso.
Un’ulteriore dimostrazione dell’importanza di scegliere il giusto pacchetto prima di partire in vacanza. E magari anche di scegliere la giusta destinazione. Perché ci sono Paesi dove le comunicazioni telefoniche con la Svizzera restano esageratamente care. Tra questi nel listino Swisscom figurano l’Afghanistan, l’Etiopia, la Polinesia francese, la Libia, il Nepal e le già citate Cuba e Namibia. In questi Paesi l’operatore detenuto in maggioranza dalla Confederazione fattura ben 99,90 franchi per l’utilizzo di 10 megabyte (che nei Paesi europei costano 24 centesimi).
Resta infine la possibilità di ridurre a zero le spese telefoniche durante le vacanze. Basta disattivare il traffico dati e appoggiarsi unicamente alle reti wi-fi che ormai abbondano in quasi tutti i Paesi del mondo. O meglio ancora, lasciare il telefonino in un cassetto e godersi le vacanze senza distrazioni di sorta.

a.s.
09.06.2019


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