La Fondazione Efa per chi ha contratto il mesotelioma
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"Vogliamo aiutare
i malati d'amianto"
ANDREA BERTAGNI


Chi è malato parli. Perché a morire di amianto finora in Svizzera sono state 2mila persone. E in Ticino sono ancora poche le richieste di aiuto. Non solo per ricevere un sostegno clinico o psicologico. Anche finanziario. "Ogni anno in Svizzera si ammalano di mesotelioma, un tumore maligno riconducibile a una lunga esposizione all’amianto, circa 120 persone - dice Urs Berger, presidente della Fondazione fondo per le vittime di amianto (Efa) - e per circa un terzo di loro ci sono le premesse per un risarcimento". Peccato che dal Ticino le richieste finanziarie e psicologiche fino a oggi non sono state molte. "Sono state 12 su 151", osserva Berger.
Ecco perché la Fondazione Efa, finanziata con contributi volontari da imprese e donazioni private, guarda al sud della Svizzera per lanciare il suo appello. Tanto più che, sebbene sia stato vietato più di 25 anni fa, l’amianto (detto anche Eternit) non è ancora scomparso da molti edifici in Ticino. Anzi, negli stabili pubblici e privati risalenti a prima del 1991 la sua presenza è ancora frequente. Gli accertamenti compiuti dal Cantone nel 2014 hanno stabilito che negli immobili costruiti prima del 1991 è la regola e non l’eccezione. Tanto che, si stima, può esserci nell’87% degli stabili.
Andrea Azzola, primario di pneumologia all’ospedale cantonale di Lucerna e vicepresidente della Lega polmonare ticinese, non si sorprende. "In Ticino ci sono circa 10 casi clinici all’anno - dice -. Il problema principale è che il male si manifesta a lunga distanza dal contatto e quindi subentrano anche difficoltà dal punto di vista delle assicurazioni sanitarie". E spiega: "Un numero considerevole di vittime non riceve adeguate prestazioni dalle assicurazioni sociali. Sebbene le persone colpite e i loro familiari possano avviare azioni legali per ottenere un risarcimento, spesso produrre le prove della correlazione tra la malattia e l’esposizione all’amianto risulta difficile". Lo testimonia la storia di Linard Thom (qui a fianco).
Tutto questo, quando il rischio di sviluppare una malattia dipende da molteplici fattori. Ad assumere un ruolo fondamentale è la quantità totale di fibre inalate e il tempo di esposizione. "Più a rischio sono coloro che hanno lavorato a contatto con materiali contenenti amianto senza alcuna protezione - afferma Berger -. Anche se nel caso del mesotelioma maligno pure una breve esposizione può portare alla malattia".
Da qui la volontà politica nata su spinta del consigliere federale Alain Berset di non restare con le mani in mano. Anche perché una volta comparso il mesotelioma avanza velocemente e, in quasi tutti i casi, porta al decesso. Alle persone colpite rimangono in media uno-due anni di vita. "Berset ha coinvolto aziende, associazioni di vittime, avvocati, sindacati, Suva e amministrazione federale e nel 2017 ha fatto nascere la Fondazione Efa".
Per coprire tutte le richieste di risarcimento la Fondazione avrà bisogno di 100 milioni . "Le domande potrebbero diventare 1.500", afferma il presidente. E una parte di queste si spera possano arrivare anche dal Ticino.

abertagni@caffe.ch
14.07.2019


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