I dettagli del futuro centro di ricerca scientifica a Lugano
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Ecco come sarà
il Polo del Mizar
PATRIZIA GUENZI


Un grande "motore di ricerca". Ma di ricerca scientifica. Un’ampia "piattaforma girevole" per dare impulso a imprese e attività di studio, indagine, analisi medico scientifica. Ecco in che cosa dovrebbe trasformarsi il Mizar di Molino Nuovo, un palazzo di ottomila metri quadrati di proprietà di SwissLife (gruppo di consulenza previdenziale e finanziaria) e che in passato ha ospitato alcuni istituti di credito. Il terzo e il quarto piano, stando ai progetti coordinati dalla Fondazione Lugano MedTech (creata pochi anni fa proprio per coordinare questo genere di attività), ospiteranno soprattutto laboratori di ricerca. L’idea nasce dalle ceneri del "Progetto Mizar" pensato anni fa dal Cardiocentro e dalla Città di Lugano. La ricerca dell’"ospedale del cuore" non si è sviluppata nella direzione pensata inizialmente e, soprattutto, la prossima integrazione del Cardio all’interno dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) muta alcune strategie. Al centro dello studio e del progetto che sta prendendo forma è ora il rettore dell’Università della Svizzera italiana (Usi), Boas Erez, che immagina per il Mizar la sede di un "Centro di competenze" (Cc) che si è voluto chiamare "Life Sciences".
Il capofila del progetto è dunque l’Università della Svizzera italiana che vede nel futuro "Centro di competenze" un "motore", appunto, capace di dare sostegno ai programmi gestendo anche gli spazi a disposizione nei due piani; un centro in grado di amministrare le risorse, un punto di riferimento per le nuove imprese alla ricerca anche di fondi.
Il "Centro di competenze" offrirà quindi spazi per gli uffici e i laboratori, una "camera bianca" (detta anche "laboratorio pulito"), uno stabulario per la ricerca sugli animali, un "cadaverlab" per lo studio medico-scientifico sui cadaveri (test e formazione nel campo dell’ortopedia, dell’oftalmologia e della medicina rigenerativa). Il Cc sarà anche promotore di studi "in vitro e in vivo" attraverso lo Ior (Istituto oncologico di ricerca) e lo Iosi (Istituto oncologico della Svizzera italiana) e il gruppo svizzero per la ricerca sul cancro clinico. Il Centro organizzerà anche congressi e conferenze, questo è quanto si prefigge, su "tematiche di interesse mondiale per attirare personaggi qualificati e promuovere il turismo congressuale".
Ecco, nelle grandi linee sino ad oggi tracciate, il progetto che vedrà il terzo e il quarto piano del Mizar "incubatore" di idee e di ricerca. Un concetto più esteso rispetto a quello ideato qualche anno fa dal Cardiocentro con la Città di Lugano. Un concetto che, a differenza appunto di ciò che si era pensato, "andrà in affitto negli spazi del Mizar che rimarrà di proprietà di SwissLife". Nessun acquisto da parte della Città, o di altri, dell’intera struttura che dovrà necessariamente essere ristrutturata. Tra acquisto e rifacimento degli spazi si era parlato tempo fa di 48 milioni di franchi. Ora, come detto, la ristrutturazione sarà compito di SwissLife.
Nelle scorse settimane si sono svolti degli incontri per definire una tabella di marcia affinché già dal gennaio 2021 il "Centro di competenze" possa prendere possesso degli spazi (vedi articolo sotto). A coordinare i lavori, come detto inizialmente, è la Fondazione Lugano MedTech presieduta dal municipale di Lugano Michele Foletti.

pguenzi@caffe.ch
14.07.2019


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