Gli scenari della politica agricola tra tecnologia e incentivi
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Sensori, droni, robot
ecco il contadino 4.0
LIBERO D'AGOSTINO


Sensori che regolano l’irrigazione dei campi o che segnalano le piante infestanti, serre e stalle completamente automatizzate, sonde per rilevare l’umidità del suolo, robot diserbanti e droni che controllano le coltivazioni. Sono solo alcuni esempi dell’agricoltura 4.0. L’innovazione digitale con le "smart farm", le fattorie intelligenti, sta aprendo frontiere prima impensabili per il settore primario e, secondo gli esperti, renderà il lavoro nei campi di nuovo attrattivo per giovani. Facilitando, così, anche la successione aziendale, uno dei maggiori problemi per il mondo contadino. Sono gli scenari su cui è impegnata anche la Sezione dell’agricoltura del dipartimento Finanze ed economia.
Per vedere come lavoreranno i contadini del terzo millennio basta dare un’occhiata alla Swiss Future Farm (www.swissfuturefarm) l’azienda agricola dimostrativa realizzata a Tänikon, Turgovia, 81 ettari di terreno e un centinaio di capi di bestiame, dove vengono testate le nuove tecnologie di smart farming, per rendere le imprese più efficienti, migliorare i processi produttivi, aumentarne il rendimento, ma minimizzando, al tempo stesso, l’impatto sull’ambiente. Tecnologie che possono sfruttare anche le piccole aziende agricole.  Nell’agricoltura come laboratorio d’innovazione è ben presente il Ticino con alcune promettenti start-up, vedi articolo in basso, che hanno già riscosso un notevole interesse.
"È fondamentale che il settore primario, un pilastro sul quale il nostro territorio è cresciuto, possa inserirsi, in modo armonioso e salvaguardando la propria solida tradizione, nel contesto delle importanti trasformazioni tecnologiche odierne - spiega il ministro dell’Economia Christian Vitta -. In particolare, occorre saper coniugare il sapere e le conoscenze di chi, con tanta dedizione e attaccamento alla terra opera nel settore, con gli strumenti che l’avvento della digitalizzazione porta con sé".  Digitalizzazione che ha investito anche la Sezione agricoltura attraverso una raccolta e gestione strutturata dei dati del comparto, per offrire servizi mirati ai contadini e orientare le scelte della politica agricola del Cantone.
Ma la tecnologia digitale applicata al lavoro nei campi e  all’allevamento non vuol dire solo ottimizzare la produzione, significa anche una tracciabilità più chiara e sicura, opportunità promozionali più mirate e nuovi canali di vendita. "Questo nuovo approccio, che unisce tradizione e visione futura- sottolinea Vitta- contribuisce, da un lato, a valorizzare ulteriormente quella qualità che da sempre si riflette nei prodotti della filiera agroalimentare ticinese e, dall’altro, a stimolare i giovani a dedicarsi a questa attività favorendo la successione aziendale".
Il problema del ricambio generazionale è molto sentito in Ticino. Un fenomeno monitorato dalla Sezione dell’ agricoltura che "accompagna" i giovani agricoltori che rilevano in proprietà o in affitto un’azienda, per una gestione a lungo termine, stanziando anche aiuti finanziari. Un impegno finalizzato a promuovere un settore su cui ruota tutta quella filiera agro-alimentare che rappresenta oggi una notevole risorsa turistica. "Bisogna, dunque, focalizzarsi e agire creando le giuste  sinergie – conclude Vitta-, con l’obiettivo di non perdere l’importante sapere e la consolidata esperienza legati alla nostra storia e alla nostra terra."
ldagostino@caffe.ch
10.11.2019


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