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Francesi, italiani, austriaci.. cercano protezione in Svizzera
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Se i cittadini europei
chiedono asilo politico
ANDREA STERN


In fila al centro di registrazione di Chiasso ci sono un inglese, un francese e un italiano. Dietro di loro si intravvedono pure un tedesco, un austriaco e uno svedese. Non sono i personaggi di una barzelletta. Sono i richiedenti l’asilo che non ti aspetti. "Le domande d’asilo di cittadini europei sono estremamente rare - spiega Kathrin Schmitter, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem) -. Tuttavia va detto che anche loro, come chiunque altro, sono autorizzati a chiedere protezione in Svizzera. Noi registriamo ogni domanda nel nostro sistema, indipendentemente che le ragioni siano plausibili o meno".
Nei primi nove mesi di quest’anno, ad esempio, le domande d’asilo di cittadini italiani sono state cinque. L’anno scorso dieci. Nel 2014, l’anno del record, addirittura ventisei. Le ragioni alla base di queste procedure sono spesso curiose. Si ricorda ad esempio la domanda d’asilo presentata da una coppia napoletana, Sergio e Giusy Sedia, nel 2008. In quel periodo era emersa la presenza di numerose discariche abusive di rifiuti tossici nella zona in cui vivevano. Avevano quindi deciso di cercare rifugio in Ticino. Sostenevano che l’Italia avesse violato il loro diritto costituzionale alla salute. Volevano "salvare il loro figlio dai tumori". Ma non fu sufficiente per ottenere lo statuto di rifugiato politico. "Però hanno suscitato una discussione  - sottolinea Sandro Cattacin, professore di sociologia all’Università di Ginevra -. A volte la domanda d’asilo può essere utilizzata anche a scopi di marketing, per attirare l’attenzione su un problema".
Ogni storia è diversa. È quindi impossibile tracciare l’identikit del cittadino europeo che chiede asilo politico in Svizzera. "Sono tutti casi molto particolari - osserva Cattacin -. Non esiste un filo conduttore come può essere ad esempio la fuga dalla guerra per chi arriva da certi Paesi del Medio Oriente".
Il filo conduttore può essere forse solo la perdita di fiducia nelle autorità del proprio Paese. "I cittadini dell’Unione europea che chiedono asilo in Svizzera - riprende Schmitter - sono spesso persone che hanno una vertenza legale nel proprio Paese. Dunque cittadini che si ritengono ingiustamente perseguitati dalle autorità e che decidono di cercare protezione all’estero". O anche solo cittadini che dopo un cambio di governo sostengono di non riconoscersi più nel loro Paese.
Inutile precisare che le speranze di successo per i cittadini dei Paesi occidentali sono pressoché nulle. Quest’anno ad esempio un solo cittadino dell’Unione europea è riuscito a ottenere l’asilo politico in Svizzera, un bulgaro. Tutti gli italiani, i tedeschi, i francesi, gli austriaci, i portoghesi e via dicendo sono invece stati respinti. Lo stesso destino toccato agli statunitensi e un neozelandese.
a.s.
10.11.2019


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