La lotta all'antisemitismo del governo germanico
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"Quell'odio razziale
mai del tutto sparito"
STEFANO VASTANO DA BERLINO


Le immagini del killer neonazista che, in pieno giorno, spara e uccide davanti alla sinagoga di Halle hanno scioccato il mondo intero. Ma quanto è diffuso il virus dell’antisemitismo in Germania? Lo abbiamo chiesto a Felix Klein, dallo scorso maggio responsabile del governo federale per la lotta all’antisemitismo che fa capo al ministero degli Interni di Berlino. Che in questa intervista esclusiva per "il Caffè" spiega i compiti del suo ufficio e "quanto l’antisemitismo dal dopoguerra ad oggi non sia mai cessato in Germania".     
Ma oggi, quanto è  diffuso l’antisemitismo fra i tedeschi?
"Difficile misurarlo. Secondo recenti indagini oggi circa il 20 per cento dei tedeschi nutre avversioni antisemite. Pregiudizi contro gli ebrei diffusi anche fra persone che guadagnano oltre i 100mila euro l’anno. L’antisemitismo è un meccanismo così penetrante che lo ritrovi persino in un genio della filosofia come Kant!".
Quanti reati sono stati commessi in Germania l’anno scorso contro la comunità ebraica?
"Sono stati registrati 1.799 reati  contro gli ebrei, un aumento della violenza antisemita del 20 per cento rispetto al 2016".
L’attacco alla sinagoga di Halle ha scioccato tutti. Ma Stephan Balliet, il killer neonazista, era isolato o agiva coperto da un gruppo terroristico?
"Per quanto ne sappiamo era un lupo solitario che ha ordinato su internet materiale per le sue armi. Ma per quanto fosse contaminato con le più assurde teorie antisemite non era noto alla polizia, impossibile quindi tenerlo sotto controllo".
Quanti di questi kamikaze disposti a tutto ci sono in Germania?
"Il ministero degli Interni parla di 12 mila estremisti di destra in Germania. Sono solo quelli noti alla polizia, senza contare i ‘simpatizzanti’ della galassia d’estrema destra".
Un partito di estrema destra come la Afd è antisemita?
"La Afd ha spostato i limiti di ciò che in Germania è politicamente corretto, creando un’atmosfera in cui slogan antisemiti circolano senza più freno. Per il presidente della Afd, Alexander Gauland, gli anni del nazismo sono ‘una piccolezza nella storia tedesca’. Björn Höcke, presidente di Afd in Turingia, è ‘orgoglioso dei soldati tedeschi nella seconda guerra mondiale’. Sa cosa persegue Afd con queste rotture di tabù?".
Ce lo dica lei, signor Klein...
"Incolpare gli stessi ebrei se oggi dobbiamo tener viva la memoria dell’Olocausto, e alla fine sono i tedeschi le vittime della storia!".
Di recente ha detto che ci sono zone in Germania dove consiglierebbe agli ebrei di non indossare la kippa.
"Ho voluto indicare che non è accettabile che oggi si debba consigliare agli ebrei di non mostrarsi in Germania con una kippa. Una settimana prima il ministro degli Interni aveva reso noti quei 1.799 reati contro gli ebrei. Con quella frase volevo scuotere la società civile, ma dopo i fatti di Halle non c’è più bisogno".
Com’è possibile che in Germania, il Paese che dal 1933 al 1945 ha visto gli orrori del nazismo, si sia giunti a tanto?
"Ripeto, l’antisemitismo non è mai del tutto sparito dopo il 1945, in Germania dal 15 al 20 per cento di antisemiti ci sono sempre stati. La novità è che ora il razzismo si mostra in pubblico, in una era in cui la cultura politica si fa sempre più rozza. Per il nuovo album una band come Rammstein ha prodotto un video in cui la band attende, vestiti da prigionieri di un lager, l’impiccagione. L’arte è libera, ma questa citazione della Shoah per un disco è indecente!".
Nelle scuole si studia l’Olocausto. Ogni città tedesca ha monumenti in ricordo della Shoah. I discorsi al Bundestag per la liberazione di Auschwitz sono normalità. Cosa non ha "funzionato" in questa cultura della memoria?
"NOggi dobbiamo trovare nuove forme, anche più emozionali, per comunicare ai più giovani la memoria degli orrori del passato".
Ad esempio?
"Ad esempio la storia di un medico egiziano, Mohamed Helmy, che  qui a Berlino, durante il nazismo, nascose e salvò la vita a una nonna e alla nipotina ebree. Sono queste storie che dobbiamo raccontare in classe, anche come identificazione per i giovani migranti che oggi arrivano nelle nostre scuole".
Dal 2015 sono entrati in Germania molti migranti dai Paesi islamici. Quanto è diffuso l’antisemitismo fra loro?
"Molti di questi migranti sono cresciuti con pregiudizi antisemiti e in Paesi in guerra con Israele. Nei corsi di integrazione dobbiamo spiegargli che i pregiudizi razziali sono inaccettabili nella nostra società. Ma ci tengo a precisare una cosa...".
Prego..
"Di quei 1.800 reati contro gli ebrei non sono molti quelli compiuti dai migranti".
Non è raro trovare antisemitismo o odio per Israele anche in gruppi di estrema sinistra…
"L’antisemitismo è un meccanismo che non conosce colori politici e da secoli ripete le stesse falsità che, purtroppo, si fanno più virulente in tempi di crisi sociale".
Media digitali e social quanto facilitano l’espandersi di queste tossine?
"Tanti credono che il web sia una prateria senza leggi in cui spargere il loro odio restando anonimi e impuniti. Ma a fine ottobre il governo di Berlino ha varato una legge che impone ai provider di consegnare indirizzi e nomi degli utenti che diffondono odio razziale in rete".
L’antisemitismo non è diffuso solo in Germania...
"Uguale se ispirato, come in Francia, dalla migrazione islamica o, qui in Germania, dall’estrema destra. Oggi in Europa l’antisemitismo è ovunque in crescita. Può stupire che i picchi più cruenti si ritrovino nella culla d’Europa, in Grecia".
Lei cosa sta facendo per combattere questa piaga?
"Abbiamo creato una commissione con i responsabili ed esperti della lotta all’antisemitismo in ogni regione federale. Vogliamo collegare fra loro persone ed istituzioni, dalle chiese alle aziende, che vogliono partecipare alla lotta contro l’antisemitismo. Nel 2021 festeggeremo i 1700 anni di vita ebraica qui in Germania, un’occasione per aprire comunità e cultura ebraica alla gente".
Nella Germania del ‘33 gli ebrei erano circa lo 0,5 per cento della popolazione. Eppure i tedeschi hanno creduto alle fake news di Hitler. I tedeschi del 2019 non sono a quei livelli di ignoranza?
"No, l’estrema destra di Afd mira a conquistare il centro della società con le sue fake news. Ma il governo federale, la Kanzlerin in prima fila, e le istituzioni sono decise a mostrare tolleranza zero verso l’antisemitismo. Ad ogni conferenza noto nel pubblico grande partecipazione e sensibilità".
Non crede che ci sarà sempre uno "zoccolo duro" di antisemitismo, specie nelle nostra era di profonda crisi?
"Hannah Arendt diceva che solo sulla luna siamo al riparo dall’antisemitismo. Ma abbiamo visto superare pregiudizi come l’odio secolare fra Germania e Francia, che ha spinto i due Paesi a immani tragedie. Quanti grandi tedeschi hanno odiato la Francia, e viceversa! Resto ottimista: perché non dovremmo superare anche il pregiudizio dell’antisemitismo?".
01.12.2019


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