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Dal Cantone misure più rigide mentre crescono i contagi
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Anziani "blindati"
nuova stretta in Ticino
MAURO SPIGNESI


Il Ticino stringe ancora le viti e sigilla i divieti. Tre su tutti: cantieri sbarrati, attività commerciali e produttive private chiuse e niente spesa per gli over 65. Le ultime decisioni del Consiglio di Stato, comunicate ieri (sabato) dal presidente Christian Vitta, indicano che la lotta al contagio di coronavirus alza l’asticella. E d’altronde, questa emergenza iniziata il 25 febbraio quando in Ticino è stato registrato il primo caso di pandemia, sono state le più lunghe per tutti. E sono state scandite da un incessante e crescente numero di infettati. In 26 giorni ci sono state 918 persone - su circa 1.200 test - risultate contagiate. In pratica si è andati avanti con un ritmo medio di 35 contagi al giorno, cioè più di uno all’ora. Anche i decessi, per far capire la gravità della situazione, hanno avuto una progressione velocissima: circa uno ogni 24 ore, in tutto 28 su 26 giorni sempre conteggiati partendo dal primo caso. Attualmente ci sono 184 persone ricoverate in ospedale, di queste 40 si trovano in terapia intensiva e 37 sono intubati. Tra le persone contagiate ci sono soprattutto quelle "della fascia vulnerabile", ha spiegato il medico cantonale Giorgio Merlani, ma anche persone (vedi servizi alle pagine 20 e 21) che non appartengono a questa fascia. "Il virus - ha detto Merlani - può colpire qualsiasi età" .
Oltre l’aspetto sanitario ci sono anche quelli economici e sociali. Sfaccettature di una unica emergenza. Dunque, ricapitolando: niente spesa per gli over 65, "ai quali - ha sottolineato Vitta - chiediamo un grande sacrificio". Ma questa, ha aggiunto, "è una sfida che ognuno deve sentire come propria. E per questo dobbiamo fidarci l’uno dell’altro". Chi è costretto a restare chiuso in casa (in questa categoria ci sono anche i gruppi vulnerabili e a rischio) può tuttavia contare sui familiari o sui servizi che praticamente ogni Comune ha allestito in queste ore difficili. Il divieto ticinese potrebbe suonare in contrasto con il diritto superiore, visto anche che Berna ha bloccato il "coprifuoco" ordinato dal canton Uri. Ma il Consiglio di Stato batte sono un aspetto: quello degli acquisti, del rischio di assembramenti nei market. "Non è vietato - si è detto nella conferenza dello Stato maggiore cantonale di condotta - fare una passeggiata vicino a casa rispettando tutte le regole, dall’igiene alle distanze".  Anche la stretta sui cantieri, senza una decisione unica nazionale, appare un po’ come una strategia dettata dall’urgenza dei territori. In Ticino, quello che attualmente più soffre, si chiude. Nei Grigioni, invece, no. "Restano aperte - ha spiegato Vitta - le attività per le esigenze essenziali, quotidiane, e quelle legate alla sanità". La stretta durerà per ora sino alla fine del mese e sul piano economico seleziona ancora di più gli ingressi ai confini. Ai frontalieri che non sono impiegati nelle aziende aperte "non è più garantito l’accesso perché viene meno la motivazione principale del loro ingresso". Il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha spiegato che in caso di segnalazioni di attività aperte in contrasto con le nuove direttive, "si interverrà immediatamente".

mspignesi@caffe.ch
22.03.2020


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