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Pareri a confronto sulla proroga dello "stato di necessità"
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"Va bene essere prudenti,
ma si torni alla normalità"
A. BERTAGNI, C. MAZZETTA E M. SPIGNESI


Da mesi viviamo in una democrazia sospesa, dove i diritti fondamentali e le libertà sono limitati in nome della sicurezza. Sicurezza sanitaria, dettata dall’avanzare della pandemia. Lo prevede la norma. Lo stato di necessità scatta davanti a una situazione straordinaria, come quella che abbiamo vissuto. Ma ora che i contagi sono sensibilmente diminuiti, ha ancora senso tenere la democrazia sedata, senza possibilità di controlli, concedendo carta bianca al Consiglio di Stato, al Medico cantonale e alla Polizia? Il capogruppo Udc in Gran Consiglio Sergio Morisoli ha già annunciato - sulla Regione - che proporrà "una modifica della legge" così che "il parlamento possa votare almeno il prolungamento".
Il governo, per la terza volta si è riattribuito anche il potere di continuare su questa strada sino alla fine di giugno. "Una decisione - ha aggiunto Anna Biscossa sempre sulla Regione - difficile da capire". Giusto? Il Caffè lo ha chiesto a persone legate a diversi ambiti sociali e professionali.


Fabio Merlini
Direttore Istituto Iuffp, 56 anni
"Non farei una tragedia ora occorre buon senso"
"In generale penso che durante periodi di emergenza come questo tutti siamo spinti a barattare, diciamo così, la nostra libertà con un altro valore essenziale come la nostra sicurezza. Detto questo, io credo che sia giustificato, come è stato fatto in Ticino, un periodo di restrizione che tuttavia, mi rendo conto, ha avuto effetti differenti ed è stato vissuto in maniera diversa da ampi strati della popolazione. Se la politica si affida agli esperti, come è capitato, mi pare una decisione saggia. E dunque personalmente non ne farei una tragedia se viene prorogato lo stato di necessità come è avvenuto".


Piero Martinoli
Ex presidente dell’Usi, 79 anni
"Serve maggiore equità e rispetto per gli over 65"
"La democrazia deve tornare in sella, deve tornare a fare la sua parte nel controllare il lavoro del Consiglio di Stato. Se dovesse arrivare una seconda ondata, che come uomo di scienza non mi sento di escludere, spero che le autorità si muovano con più equità senza discriminare certe fasce della popolazione, perché il rischio è quello di spezzare il patto intergenerazionale. La frase del comandante della polizia cantonale Matteo Cocchi rivolta agli anziani di ‘andare in letargo’ mi ha fatto molto arrabbiare. Proibire agli over 65 di fare la spesa durante il lockdown è stato discriminante".


Renato Martinoni
Professore UNI, Letteratura italiana, 68 anni
"Adesso tutti assumano maggiore responsabilità"
"Devo dire che pur comprendendo la necessità di essere prudenti per timore di una seconda ondata di contagi e della necessità di far tesoro di quanto questa crisi sanitaria ci ha insegnato, non condivido la decisione di prorogare ancora lo stato di necessità. Abbiamo vissuto in una democrazia sospesa per lungo tempo e su questo spero in Gran Consiglio ci sia una discussione. Capisco anche che in tempi d’emergenza le decisioni devono essere prese da un gruppo ristretto, ma questo non vale all’infinito. È tempo che parlamento si prenda la responsabilità che gli compete, quella affidata dagli elettori".


Silvio Tarchini
Imprenditore, 76 anni
"Abbiamo paura arrivi una seconda ondata"
"Le autorità federali e cantonali hanno gestito bene la situazione d’emergenza durante la pandemia. Se il Consiglio di Stato ha deciso di prolungare lo stato di necessità fino alla fine del mese di giugno, vuol dire che ha tutte le carte in mano per giustificare questa scelta. E quindi dobbiamo accettarla. Anche perché se si allentassero le misure, il pericolo potrebbe essere quello di assistere a una seconda ondata del virus. Riguardo alle frontiere, la prudenza nei confronti dell’Italia nasce dal fatto di essere vicini alla Lombardia e di aver subito più di altri Cantoni gli effetti della malattia".


Tiziano Galeazzi
Deputato Udc, 52anni
"Siamo fermi da tempo questo crea incertezza"
"Non ho capito la scelta del governo. Non ci hanno spiegato le motivazioni. Le chiederemo lunedì in Gran Consiglio. Se i dati epidemiologici sono quelli attuali, non vedo come possa essere giustificato un tempo così lungo di emergenza anche politica. Suppongo ci siano altri motivi. E spero sia concordato con la Confederazione. Avremmo preferito che il presidente le comunicasse almeno ai capigruppo. Spiegandone i motivi. Non vorrei che ci avessero preso gusto in questa specie di democrazia sospesa. Il Gran consiglio è stato fermo troppo tempo. Questa decisione, non ancora spiegata, ha creato incertezza".


Arnaldo Alberti
Scrittore, 84 anni
"Basta con i controlli ma non sono stupito"
"Sospendere i diritti fondamentali è sbagliato. Prolungare lo stato di necessità non ha senso. Ci hanno controllato già abbastanza. Inoltre, adesso vogliono anche imporci un’App per tracciare i nostri spostamenti. Siamo davvero caduti molto in basso. Tutto ciò comunque non mi stupisce. Il nostro Consiglio di Stato a maggioranza leghista e come tale si comporta in modo populista. Già chiamare la cellula di crisi Stato maggiore cantonale di condotta, usando un linguaggio militare, è sintomatico. Non è giusto che a dirci cosa fare siano il comandante della polizia cantonale e il medico cantonale".


Boas Erez
Rettore Università svizzera italiana, 58 anni
"Dobbiamo ritrovare altri e nuovi equilibri"
"Se il Consiglio di Stato continua ad avere la fiducia della popolazione e del Gran consiglio, vuole dire che ha fatto un buon lavoro. Sono il primo a pensarlo. Ora però farei ripartire il dibattito, pur affidando sempre la decisione finale al Governo. Se bisognerà convivere con il virus anche in futuro, è indispensabile trovare una nuova normalità. Io all’Usi cerco di consultarmi e sentire pareri sulle decisioni da prendere. Poi, mi pare giusto che nelle fasi di crisi acuta serva disciplina. Ora però non siamo più nella fase acuta. Almeno io non la sento più come prima".


Matteo Pronzini
Deputato Movimento per il socialismo, 49 anni
"È antidemocratico, via lo Stato maggiore"
"Premetto che occorre fare il possibile per evitare i contagi sul posto di lavoro, e non lasciare questo compito nelle mani dell’economia. Siamo contrari alla decisione di procrastinare lo "stato di necessità" e di conseguenza di mantenere strutture come lo Stato maggiore di condotta, e con esso procedimenti antidemocratici che abbiamo vissuto: dalle conferenze stampa senza giornalisti, alle limitazioni per gli over 65. Non è giustificato che l’esecutivo abbia più poteri rispetto alla normalità. Occorre mettere in discussioni le scelte fatte dal governo, in particolare quelle per le case anziani".


Laura Riget
Copresidente Partito socialista, 24 anni
"Non siamo coinvolti ed è giusto ripartire"
"Abbiamo ricevuto poche informazioni dal Consiglio di Stato. Ma non essendo virologa mi è difficile giudicare se la decisione di prorogare lo stato di necessità sia giustificata. Sicuramente il ritorno alla normalità deve avvenire in modo graduale: siamo contrari ad un ritorno immediato come chiede l’Udc. Anche se ci possono essere le argomentazioni per continuare, penso che i deputati avrebbero dovuto essere maggiormente coinvolti. Mi aspetto maggiori informazioni. Di sicuro il legislativo non può fermarsi e il processo decisionale non può più essere solo in mano al governo".


Lorena Gianolli
sindacalista Vpod, 32 anni
"Restituiamo ai deputati il loro legittimo potere"
"Come principio va detto che la democrazia è il valore centrale del nostro vivere sociale. E dunque, adesso che anche i casi di contagio stanno calando, non si capisce perché non si debba restituire anche al parlamento il legittimo potere prorogando lo stato di necessità. Questo consentirebbe di riportare al centro del dibattito anche le questioni sindacali e visto che in parlamento ci sono tante donne sarebbe importante avere il loro contributo. Poi, è vero che le regole di prevenzione vanno rispettate ma ci sono le videoconferenze che possono far funzionare il Gran Consiglio".


Bruno Balestra
Giurista ed ex procuratore generale, 67 anni
"È giusto far prevalere rapidità e prudenza"
"Da appassionato di vela, dico che quando c’è una tempesta comanda il comandante, perché vanno prese decisioni urgenti e non c’è molto tempo per discuterle. Meglio una decisione imperfetta, ma immediata. Capisco la ragione del prolungamento dello stato di necessità. La interpreto come un ‘lasciateci studiare ancora un po’ la situazione’. D’altronde sarebbe peggio togliere l’emergenza e introdurla a metà giugno. Meglio più a lungo che prendersi il rischio che si ripeta ogni qualche mese o tra un anno. Mi sembra insomma che abbia prevalso la prudenza".


Lorenza Sommaruga
Presidente Federcommercio, 54 anni
"Ogni cantone è diverso e ha una sua sensibilità"
"La situazione è ancora molto in evoluzione. Lo vediamo noi nel commercio. Per quanto riguarda se sia giusto o meno prorogare lo stato di necessità, come è stato deciso, io non sono una politica ma una commerciante e tuttavia ritengo che ogni Cantone abbia una sua sensibilità di fronte a quanrto stiamo affrontando e una sua sensazione rispetto a quato sta accadendo e a quanto accadrà. In tutte le scelte serve sempre una buona dose di buon senso e di equilibrio. Quindi se il Consiglio di Stato ha deciso di prorogare lo stato di necessità avrà avuto evidentemente le sue buone ragioni".
23.05.2020


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