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Raddoppiate le segnalazioni al telefono di Sos Infanzia
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"Sono in crescita i casi
di violenza sui minorenni"
MAURO SPIGNESI


Hanno segnalato "un forte aumento di casi di maltrattamento su minori". Al telefono Sos Infanzia, gestito dall’associazione Adonet, riconosciuta a livello cantonale, sono preoccupati. "Viviamo in una società malata", racconta Paolo Frangi, da tre anni coordinatore di Adonet, dove lavorano diversi volontari. Lo scorso anno erano stati 14 i casi importanti (trasmessi alle autorità) registrati. "Quest’anno - aggiunge Frangi - in soli sei mesi siamo già arrivati a quella cifra. Ed è appunto per questo che abbiamo parlato di aumento. Il maggior numero di telefonate che riceviamo tuttavia non riguarda solo i maltrattamenti, ma situazioni di disagio in generale. Che vuol dire problemi legati agli stupefacenti, al bullismo, alla violenza domestica in generale. Ma ci chiamano anche per casi di "trascuratezza", diciamo così, cioè ragazzi che si sentono soli, abbandonati dai genitori. Senza dimenticare i social, un fenomeno che sino a dieci, quindici anni fa non esisteva".
Lo spettro delle attività dell’associazione nel tempo si è ampliato e non poteva che essere così visto che la società è evoluta. "Noi dal nostro osservatorio - aggiunge Frangi - vediamo solo la punta dell’iceberg". La crescita, ma è solo una ipotesi, potrebbe essere legata al periodo di lockdown. "È appunto un’ipotesi e come tale va considerata. Solo tra qualche mese, analizzando i dati si potrà dire se effettivamente è così".
Al telefono di Sos infanzia si rivolgono anche adulti. "Da noi chiamano non soltanto da tutto il Ticino ma anche da altri cantoni. Quando l’associazione è nata, ormai trent’anni fa, a noi si rivolgevano anche avvocati, assistenti sociali e insegnanti per capire, per avere un consiglio su come risolvere certe situazioni", riprende Frangi. Adonet nasce ormai trent’anni fa dall’impegno di Federico Mari (scomparso nel 2014, che con Giovanna Coldesina ha fondato Sos Infanzia in Ticino), e gestisce appunto un telefono per la prevenzione del maltrattamento minorile (091 6823333, a, dalle 9 alle 21 tutti i giorni anche i festivi). Un punto di riferimento per portare avanti i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.
Da tempo ci si è resi conto che il problema della violenza infantile ha necessità d’essere affrontato su diversi piani. Così anche le istituzioni hanno messo in atto una loro politica. Il Tribunale dei minorenni, ad esempio, collabora con una rete di associazioni che lavorano molto bene sul territorio e specialisti. Inoltre è nato il gruppo "Minori polizia" della cantonale con agenti specializzati proprio in questo campo. Poi sono stati messi a punto diversi, interessanti progetti che puntano sulla prevenzione e che hanno trovato finanziamenti pubblici e privati. Eppure tutto questo lavoro non basta ancora. Perché la violenza su minori e adolescenti non molla la presa.
"Perché chiamano noi? Perché - conclude Paolo Frangi - siamo una associazione conosciuta, abbiamo imparato ad ascoltare e a trattare con una certa delicatezza e sensibilità le persone che si rivolgono a noi, non li giudichiamo ma proviamo a capire quello di cui hanno bisogno. Con noi si sfogano, si confessano. Noi siamo un anello di collegamento, un tramite. Ascoltiamo dunque, valutiamo e inoltriamo eventualmente (non in tutti i casi) la segnalazione alle autorità, agli assistenti sociali, alle Arp, che a loro volta svolgono le loro valutazioni".
mspignesi@caffe.ch
11.07.2020


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