function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Uno studio nazionale mostra i "privilegi" dei benestanti
Immagini articolo
L'origine sociale determina
l'accesso all'università
NENAD STOJANOVIC, PROFESSORE UNI DI GINEVRA


Negli scorsi decenni, le società occidentali hanno fatto importanti passi in avanti per quanto riguarda le pari opportunità nell’accesso equo a un’istruzione di qualità. Tante persone provenienti da famiglie con risorse economiche scarse e livelli di istruzione bassi sono riuscite, in parte grazie all’erogazione delle borse di studio, ad andare all’università e a ottenere impieghi buoni con salari sopra la media.
Ma viviamo davvero in una società dove un giovane di ceto basso ha le medesime chance di successo rispetto alla sua compagna di banco, con capacità intellettuali simili, nata in una famiglia benestante?
A queste domande cerca di rispondere uno studio recente, relizzato da Benita Combet e Daniel Oesch dell’Università di Losanna. I due ricercatori hanno calcolato la probabilità che i/le giovani con risultati scolastici simili, ma di origini sociali diverse, ottengano un diploma universitario. Lo studio si basa sui dati relativi al percorso compiuto da quasi 3000 persone in Svizzera, da quando avevano 16 anni fino all’età di 30 anni. Si tratta di individui che nel 2000, a circa 16 anni, avevano partecipato all’indagine "Pisa". Lo studio ha portato alla luce tre risultati principali.
In primo luogo, si osserva un impatto molto significativo dell’origine sociale sulla decisione di intraprendere gli studi universitari. Se dividiamo tutti i giovani di 16 anni in quattro gruppi uguali, secondo l’origine sociale, quelli appartenenti al quartile più alto (quindi i più benestanti) e che riescono ad ottenere la laurea in un’università o in un politecnico superano di 20 punti percentuali i giovani del quartile più basso, e questo a parità di merito. A 30 anni, il 58% delle persone del quartile più privilegiato hanno in tasca una laurea universitaria, rispetto al 22% del quartile più basso.
In secondo luogo, tuttavia, il medesimo divario non si riscontra se si osservano le cifre sui diplomi ottenuti nelle scuole universitarie professionali (Sup), come per esempio la Supsi in Ticino. Si tratta di un risultato significativo e incoraggiante perché in Svizzera le Sup si sono sviluppate soprattutto negli ultimi due decenni e offrono una formazione superiore che dà ai/alle giovani delle prospettive professionali interessanti. Oggigiorno, fra i/le giovani che hanno optato per gli studi superiori, circa un terzo frequenta le Sup mentre due terzi vanno alle università cantonali o ai politecnici federali.
In terzo luogo, è interessante notare che il divario legato all’origine sociale non è dovuto alle differenze di genere e nemmeno alla provenienza. Anzi, i figli degli immigranti benestanti hanno ancora più successo nel percorso di formazione superiore rispetto ai loro coetanei provenienti da famiglie immigrate più povere.
Un importante limite di questo studio è che analizza la situazione solo a partire dall’età di 16 anni. Sappiamo, tuttavia, che negli anni precedenti i giovani sono stati confrontati a una preselezione dove spesso l’origine sociale svolge un ruolo importante (vedi box).
In altre parole, il divario legato all’origine sociale e che si osserva se ci focalizziamo sulle persone che ottengono una laurea universitaria è verosimilmente ancora più profondo. È un dato che deve preoccupare la politica perché in generale un titolo di studio è la condizione per accedere ai posti di responsabilità nell’economia privata e nell’amministrazione pubblica.
06.03.2021


Articoli Correlati
Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Luna e Marte nuove mete
di imprenditori visionari
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Quei pochi cristiani in Iraq
tra le macerie di sé stessi
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Predicatori e Stato islamico
tra i guerriglieri della costa
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il mondo ha 44 sovrani
ma i "regni" contano poco
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Una Greta, tante Grete
per difendere l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Londra,
omaggio
al principe
Filippo

La polveriera
Belfast
pronta
a scoppiare

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00