Sono 70mila i dipendenti che non rievono la paga extra
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Tre lavoratori su dieci
restano senza 13esima
MAURO SPIGNESI E ANDREA STERN


a torta è ricca, vale quasi un miliardo di franchi. Ingolosisce tutti, anche perché arriva poco prima di Natale. Ci sono però circa 70mila lavoratori che rimangono a bocca asciutta. Loro di quella torta non possono mangiarne neanche le briciole. "Si stima che il 30% dei lavoratori in Ticino non percepisce la tredicesima", osserva Moreno Baruffini, responsabile dell’Osservatorio delle dinamiche economiche. Considerando che le persone attive in Ticino sono circa 230mila, si deduce che solo 160mila di loro hanno diritto alla doppia mensilità a novembre o dicembre. "Solitamente la tredicesima - riprende Baruffini - è la regola nei settori coperti da un Contratto collettivo di lavoro (Ccl). Negli altri settori invece molto dipende dalla generosità del datore di lavoro o dalla capacità di contrattazione del dipendente".
Impiegati di commercio, architetti, gommisti, estetiste, ingegneri, venditori nei piccoli negozi... Sono parecchie le categorie professionali che non sottostanno a un Ccl e che quindi non conoscono la mensilità extra di Natale che in molti utilizzano ad esempio per saldare le imposte. Ma anche nei settori coperti da Ccl il doppio salario a fine anno non necessariamente è garantito. "Il nostro contratto collettivo non prevede la tredicesima - spiega ad esempio Davide Bianco, presidente di CoiffureSuisse Ticino, l’associazione di categoria che riunisce 145 parrucchieri, su un totale complessivo di circa 700 saloni presenti sul territorio cantonale. "Poi - aggiunge Bianco - è vero che spesso le attività medio- grandi versano a fine anno un bonus o una gratifica come partecipazione alla cifra d’affari. Ma anche questo non è obbligatorio". Tuttavia, precisa ancora il presidente dei parrucchieri, il mancato obbligo della tredicesima a fine anno è compensato dalla solidità delle dodici retribuzioni mensili. "C’è da dire che da noi il salario minimo per gli impiegati qualificati è di 4’000 franchi - dice - dunque si parte con una buona base".
Effettivamente i datori di lavoro che concedono la tredicesima non sono per forza più generosi di coloro che non la concedono. Spesso si tratta semplicemente di diverse modalità di ripartizione di una stessa retribuzione. Divisa per dodici o per tredici. "Noi stessi qui all’università - riprende Baruffini - abbiamo un salario su base annua e quindi non riceviamo la tredicesima". Il che non significa che le retribuzioni dei ricercatori universitari siano peggiori di quelle di altri impiegati".
In fin dei conti è meglio guadagnare bene dodici volte all’anno che male tredici volte. In questo senso il Ticino ne ha di strada da fare. Su base annua, il salario mediano lordo resta di circa mille franchi al mese inferiore alla media nazionale. 5’563 franchi al mese in Ticino contro 6’502 franchi in Svizzera e 6’869 franchi nella regione di Zurigo, secondo gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica, relativi a tre anni fa. E in Ticino i lavoratori "poveri", quelli che pur lavorando a tempo pieno hanno uno stipendio inferiore a 4’335 franchi lordi al mese, sono il 24,7%, più del doppio che nel resto della Svizzera. Sono tutte cifre che dimostrano che a sud delle Alpi c’è un problema di salari bassi, più che di ripartizione tra dodici o tredici mensilità. Ed è anche in quest’ottica che la Confederazione non ha mai voluto rendere obbligatorio il versamento della tredicesima, nonostante ripetute richieste in tal senso. L’ultima delle quali quest’anno, da parte del consigliere nazionale Denis de la Reussille (Pop).
A suo tempo l’economista Mauro Baranzini ebbe a dire che la tredicesima è un concetto poco elvetico. Un concetto che in parecchi Paesi è diventato obbligatorio per legge ma che in Svizzera si scontra con la naturale propensione alla programmazione da parte dei cittadini. Insomma, il lavoratore risparmiatore e previdente non avrebbe bisogno di confidare nella tredicesima per saldare i propri conti. Resta il fatto che oggi, al di là della tradizione elvetica, sono in parecchi ad attendere la tredicesima per saldare le fatture in sospeso (vedi articolo nella pagina accanto).
In molti possono dire "benedetta tredicesima", dunque. Da sola mette nelle tasche dei ticinesi circa 660 milioni di franchi, più altri 250 milioni che vanno a rimpinguare i conti dei lavoratori attivi in Ticino ma residenti oltre frontiera. In totale fanno oltre 900 milioni di franchi in salari supplementari. Sicuramente buona parte di questo cospicuo gruzzoletto finisce in tasse e fatture varie. Ma è innegabile che a beneficiarne è anche il settore della vendita. Non a caso uno dei principali appuntamenti dello shopping compulsivo, il Black Friday, cade sempre puntualmente appena dopo che la maggioranza dei lavoratori ha incassato il salario di novembre e, spesso, pure la tredicesima.
mspignesi@caffe.ch
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Le modalità in alcune categorie

Nel settore del turismo la mensilità extra si fa in dodici
Nel settore del turismo alcune aziende non pagano la tredicesima a dicembre. Ma i lavoratori hanno lo stipendio extra "spalmato" sui 12 mesi. Gastrosuisse spiega:
"La tredicesima può essere pagata periodicamente, ovvero una volta all’anno, due volte all’anno, alla fine della stagione, ma può essere anche liquidata mensilmente, avvantaggiando soprattutto
i collaboratori tassati alla fonte".

Le aziende svizzero tedesche spesso pagano a novembre
Ci sono però anche imprenditori, fra i proprietari delle aziende che costituiscono il tessuto industriale ticinese, che anticipano la tredicesima a novembre perché appunto sin da subito vogliono stimolare i consumi. Si tratta in particolare, secondo i sindacati, di aziende svizzero tedesche. Solitamente di medie e grandi imprese. Quelle più piccole di regola pagano a dicembre.

Nessun versamento ma "bonus" per parrucchieri e architetti
I parrucchieri, i venditori e promotori di prodotti, spesso gli impiegati di studi di consulenza aziendale, ingegneri e architetti, non hanno la tredicesima. Diverse aziende comprese in questi settori hanno tuttavia deciso di pagare la tredicesima. Poi ci sono società, in particolare quelle dei parrucchieri, che offrono una sorta di "bonus", un "premio" di fine anno ai propri collaboratori.

Premi a chi lavora nei campi che ha però un salario minimo
Anche il personale dell’agricoltura non ha una tredicesima garantita pur lavorando con un contratto normale di lavoro.
Gli agricoltori non percepiscono in linea di massima la mensilità extra annuale anche se hanno un salario minimo. Anche in questo settore tuttavia ci sono le aziende di dimensioni medio alte che offrono un premio a fine anno.
O al termine del raccolto.

All’estero può essere lo stato a imporre che venga versata
Paese che vai, tredicesima che trovi. In America latina, eccezion fatta per il Cile, esiste l’obbligo legale di versare una mensilità supplementare. Idem in Angola, Portogallo e Cipro.
Negli Stati Uniti e in Canada  invece la tredicesima è pressoché sconosciuta. È però molto comune il pagamento di un bonus natalizio: quasi la metà dei dipendenti ne riceve uno.
01.12.2019


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