Incontri
Nicolas Cage
DI CLAUDIA LAFFRANCHI
Cage non assomiglia affatto ai suoi personaggi, ribelli e spesso assai bizzarri, ha l’aria, invece, di un ricco e raffinato esteta. Attore, regista, produttore, premio Oscar per Leaving Las Vegas, a 43 anni Nicolas Cage è uno dei protagonisti di maggior successo nel rutilante universo di Hollywood, capace di alternare blockbuster commerciali a film indipendenti, senza perdere la presa sul grande pubblico o la stima dei critici. La sua biografia è il calco di una delle più importanti dinastie della storia del cinema contemporaneo: suo nonno è Carmine Coppola, Oscar per le musiche de Il Padrino: parte II; suo zio è il famoso Francis Ford Coppola; sua cugina, la regista Sofia Coppola. Ma per sfondare sul set senza il sospetto di nepotismi o di passaporti familiari, agli inizi della sua carriera Nicolas Coppola, si liberò di quel cognome così ossequiato, e lo cambiò ispirandosi ad un personaggio dei fumetti, Luke Cage.
Negli studi della Sony a Los Angeles, in occasione dell’uscita del suo ultimo film Ghost Rider, grande successo al box office americano, si presenta in completo grigio chiaro, camicia bianca con le iniziali sui polsini, gemelli e mocassini neri. Un look ben diverso da quello di Ghost Rider, in cui interpreta il cavaliere fantasma, oggi diventato motociclista fantasma, un eroe dei fumetti Marvel come Spiderman, X-Men e I Fantastici Quattro.
“Sono felice che questo sia il mio primo ruolo tratto dal mondo dei comics - dice - perché Ghost Rider è l’unico fumetto che leggevo da bambino, oltre all’Incredibile Hulk. Da piccolo mi piacevano i disegni e i colori, poi ho imparato a leggere con questi fumetti, e crescendo ho capito che queste erano storie con una morale, né più né meno dei miti greci. E come quei miti ci aiutano a superare momenti difficili”. Cage vede in Ghost Rider uno spirito di vendetta che protegge gli oppressi, un mix di spirituale e materiale: “Una figura classica - precisa - come Faust e la Bella e la Bestia”.
Per chi non conoscesse il fumetto, Ghost Rider di giorno è Johnny Blade, uno spericolato motociclista che si esibisce in stunt spettacolari. Ma di notte, a seguito di un patto stipulato con Mefistofele per salvare la vita di suo padre, si trasforma nel cacciatore di taglie del diavolo, una specie di biker infernale dal teschio e dalla moto in fiamme. Una figura che ha affascinato Cage per moltie ragioni. “È un film filosofico travestito da popcorn movie. La storia di questo personaggio - spiega - è una parabola che serve da deterrente. Non si tratta di non vendere l’anima al diavolo, letteralmente, bensì di fare attenzione alle persone che non sempre hanno a cuore i nostri interessi. Comunque l’importante per me, una volta che si capisce di aver fatto un errore, è cercare di trasformare il negativo in positivo, di stare dalla parte del bene e seguire i propri istinti più nobili, non quelli più bassi”. Certo non sempre è possibile, ammette, ma a lui piace pensare che, come Johnny Blade, si possa cercare di fare del proprio meglio, anche quando ci si trova in una brutta situazione: “Il film ti fa pensare, ma nel contempo è divertente e non si prende troppo sul serio. Poi io sono fanatico di moto, quindi questo ruolo era l’ideale per me.”
Cage non ama solo le moto ma i mezzi di trasporto in generale. Ha una ricchissima collezione di automobili sportive e trascorre gran parte del suo tempo libero in barca. “Se non fossi diventato un attore - nota - avrei fatto il pescatore o il marinaio: “Adoro l’oceano e oggi andare in barca è un modo per rilassarmi, ricaricare le batterie e avere una certa privacy. Mi piacciono anche la storia, l’architettura, l’antiquariato e i libri di filosofia del sedicesimo secolo. Per il resto, nel tempo libero cerco di stare il più possibile con la mia famiglia”.
Divorziato da Patricia Arquette e Lisa Marie Presley, è sposato dal 2004 con Alice Kim, una cameriera di vent’anni più giovane di lui. La coppia ha un bimbo di due anni, Kal-El. “Kal-El è il nome originale di Superman - puntualizza divertito - Noi, però, lo chiamiamo Kal. Mi piaceva il nome Kyle, Alice voleva qualcosa di più unico e pensava a Khalil, come Khalil Gibran, l’autore de Il profeta, poi ci è venuto in mente Kal-El. Ci siamo detti ‘Perché no? È bello, originale, e ha connotazioni positive’. Credo nel potere intrinseco dei nomi. Ad esempio, San Nicola è il patrono dei bambini e dei naviganti, e io sostengo da tempo gruppi che aiutano la reintegrazione nella società dei bambini-soldato, ma anche associazioni ecologiche che lottano per la preservazione degli oceani”.
Nicolas Cage ha pure un figlio di 17 anni, Weston, nato dalla sua relazione con la modella Christina Fulton.“Ora sono più vecchio e ho più esperienza - dice -, comunque ho sempre apprezzato la paternità. Weston ha iniziato a fare qualche particina al cinema e ha scritto un fumetto, intitolato Enigma, su cui stiamo lavorando assieme. È anche un campione di lotta greco-romana e ne sono molto felice, perchè lo sport ha un’influenza incredibile sul carattere di una persona. Basta pensare a Schwarzenegger, per esempio. Se Weston metterà nella recitazione anche solo la metà dell’impegno che mette nello sport, sarà di sicuro un bravo attore”.
In fondo n’è sicuro, visto che l’impegno professionale è certamente un’eredità di famiglia. Lui è anche conosciuto e ammirato per l’intensità del suo impegno dentro e fuori dal set, al punto che per il film Vampire’s Kiss, nell’ ‘89, mangiò uno scarafaggio vivo. Come se non bastasse per avere gli addominali scolpiti di Ghost Rider si è fatto cinque ore di palestra al giorno per un anno. Altrettanto intraprendente e deciso nella vita privata: chiese, difatti, la mano dell’attrice Patricia Arquette lo stesso giorno che la incontrò.
Sul grande schermo Cage è a suo agio nei ruoli fuori dagli schemi come quelli di Birdy, Raising Arizona, Cuore Selvaggio, Leaving Las Vegas, 8mm e Adaptation. Ma allo stesso tempo è riuscito a crearsi un’ immagine di eroe d’azione in blockbuster come The Rock, Con Air, Face/Off, Gone in 60 Seconds e National Treasure.“Continuo a fare film indipendenti - afferma - ma il grande pubblico si ricorda solo quelli di avventura perchè sono visti da più gente e fanno più soldi. Spesso ci si dimentica che sono lo stesso attore. A volte mi piacerebbe fare una doppia proiezione di Adaptation e Ghost Rider. Ho girato Leaving Las Vegas e The Rock quasi contemporaneamente, e non immaginavo che col primo avrei vinto un Oscar e che il secondo sarebbe stato un successo mondiale. Semplicemente Leaving Las Vegas era la più bella storia d’amore che avessi mai letto e Sean Connery era un attore con cui volevo lavorare. Tutto qui. Non puoi fare film per ricevere premi o belle recensioni, ma solo seguendo i tuoi interessi, altrimenti sei morto. In ogni caso è impossibile conoscere in anticipo la reazione di pubblico e critica. C’è gente che mi ha sconsigliato di fare Leaving Las Vegas, il che è tutto dire”.
Malgrado il suo successo, Cage è un attore che si sta lentamente allontanando, almeno geograficamente, da Hollywood:
“Sono un po’ nomade, vivo tra Los Angeles, l’Inghilterra e la Germania. Ho appena comperato un castello in Baviera che è appartenuto alla stessa famiglia per nove secoli. Lo voglio restaurare con la speranza che i miei discendenti possano goderselo per i prossimi 900 anni”. Secondo il Cage pensiero è importante salvaguardare il passato per le generazioni future, probabilmente è pure uno dei modi migliori di spendere i soldi:
“Inoltre, voglio che mio figlio cresca coltivando una mentalità internazionale, poichè essa porta con sè uno spirito di pace. È quando diventiamo nazionalisti che iniziano i problemi. Vivo questa filosofia in prima persona, e lo scorso anno ho girato Bangkok Dangerous nella capitale tailandese, anche perché mia moglie è di origini asiatiche e voglio che mio figlio conosca questa cultura”. Piccolo aneddoto: mentre giravano c’è stato il colpo di stato e per precauzione Cage aveva mandato Alice e Kal-El in Corea. “Per fortuna - conclude- tutto è tornato sotto controllo e gli unici spari che si sono sentiti in città erano quelli esplosi sul nostro set”.
15-04-2007 00:00